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Playstation – Un grazie e un buona fortuna


Ci siamo gente, oggi finisce il countdown. Oggi, molto probabilmenteassisteremo all’annuncio della nuova console Sony. Si chiamerà Playstation 4? Si chiamerà Playstation-Ultra? Non si sa.

A prescindere dal suo nome sarà comunque la prima console di prossima generazione a venire rivelata e questo pensiero fa correre la mia mente al passato. Sono passati 19 anni da quel fatidico dicembre 1994 in cui la Playstation fu presentata alla stampa.

Che anni furono ragazzi…

Anni in cui guardavamo con meraviglia  4 pixel uniti insieme che formavano vagamente una forma umana, con gli stessi occhi con cui l’Homo antecessor guardava quello strano e potentissimo fenomeno che oggi noi chiamiamo fuoco.

Anni in cui ogni gioco che usciva era un successo strepitoso. Perché a noi bastava poco: due salti, qualche item da trovare, un’arma figa ed eravamo contenti. Erano tempi semplici, tempi migliori, tanto per citare Peter Griffin.

Per quanto poi io sia diventato un Xboxaro, “tradendo” mamma Sony, e solo in seguito abbia comprato una Play 2 ed una Play 3, non potrò mai dimenticare la mia grigia, piccola, fantastica Playstation e tutte le ore di divertimento che mi ha regalato.

Non potrò mai scordare le volte in cui mi facevo aiutare da mio padre a risolvere un’enigma, buttando giù decine di pagine con combinazioni numeriche, alfabetiche, alfanumeriche, sumeriche, ecc. ecc. Perché, per quanto se ne possa dire, i videogiochi, come qualsiasi altro gioco, sono fatti per essere giocati insieme, per legare con gli altri e far consolidare dei rapporti.

Oggi si tende a dare la colpa ai videogiochi se i giovani diventano solitari, si isolano, non parlano con i genitori per fuggire in un mondo di fantasia. La verità è che purtroppo lo fanno perché non hanno più nessuno con cui parlare. Io ho avuto una famiglia a cui importava quel che facevo e difatti mio padre era li, a fianco a me, a condividere ore di divertimento con un pad in mano, assieme a suo figlio.

Non pretendo che tutti capiscano queste parole, che sono parole in cui sto cercando (male) di riversare ciò che io, piccolo bambino, provavo di fronte ad uno schermo che mi mostrava un mondo pieno di meraviglie. I videogiochi sono finzione, sono un mondo costruito sulla fantasia, questo è vero, ma non è lo è forse ogni forma di gioco o intrattenimento che richieda di usare la mente per divertirsi? Un buon libro, cosi come un buon film, non è forse solo una splendida, emozionante, fantastica bugia? Una bugia creata da un sognatore, per altri sognatori?

I videogiochi sono questo. Delle bugie create per chi vuole sognare mondi diversi, con storie fantastiche fatte di grandi avventure  e personaggi memorabili. Io non mi pentirò mai di essere stato un videogiocatore, e li difenderò sempre, non per fanatismo, ma perché i videogiochi mi hanno insegnato cosa si può fare con la fantasia.

Si può costruire il mondo.

Per cui grazie Playstation. Grazie di essere stata il tramite per delle grandi avventure e buona fortuna, ora che ti appresti a cambiare un’altra volta.

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