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Pokémon GO – Speciale


350 milioni di download, guadagni da 6 milioni e mezzo al giorno e addirittura più cercato della parola “porn” su google: parliamo ovviamente di Pokémon Go, quello che ormai più che un gioco è diventato un fenomeno sociale di massa – ormai non si sente parlare d’altro ed anche il marketing ormai fa largo uso dei pocket monsters per qualsivoglia campagna pubblicitaria. Perché tanto successo? Discutiamone con calma.

Il Gioco

Pokémon Go è un gioco mobile sviluppato e distribuito da Niantic con il beneplacito di Nintendo e della Pokémon Company. pokémon goArmati di smartphone e voglia di uscire, esploreremo le nostre città alla ricerca di Pokémon, facendo schiudere uova e, dopo un certo livello, sfidando palestre; Il gioco consiste essenzialmente nella cattura e nel potenziamento di Pokémon sparsi per il globo, sfruttando la mappatura fornita da un altro gioco Niantic, Ingress (preparatevi, perché faremo diversi confronti tra i due giochi). Piazze, monumenti e altri luoghi caratteristici delle città saranno Pokéstop, luoghi da visitare per raccogliere varie risorse, ad esempio le classiche pokéball. Per ogni Pokémon catturato inoltre otterremmo punti esperienza che ci faranno salire di livello; arrivando al quinto avremo la possibilità di sfidare le palestre, altre località importanti delle nostre zone, e rivendicarne il possesso per il team scelto tra i 3 disponibili. Uno degli elementi più pubblicizzati del titolo è certamente la realtà aumentata (altra similitudine con Ingress), che permette di vedere i Pokémon attraverso la fotocamera: ecco quindi che mentre andremo a fare la spesa comparirà un Pikachu proprio davanti al negozio.
Per il resto, Pokémon Go non ha molto da offrire: come da tradizione mobile, si preferisce l’immediatezza di un gameplay che alla lunga può risultare ripetitivo piuttosto che una “modalità storia”.
Eppure, molti di questi elementi (realtà aumentata, utilizzo di mappe reali) erano già presenti nel già citato Ingress. Ma allora, perché tutto questo successo?

Il Successo

Un così largo successo non ha ovviamente una sola ragione. Una delle motivazioni imputabili è certamente l’effetto nostalgia: la presenza dei Pokémon della prima generazione ha avvicinato una fascia di giocatori ormai matura (solo per farvi sentire vecchi, i primi giochi, blu e rosso, sono usciti nel 1996) che si era allontanato dal brand con il susseguirsi delle nuove edizioni (tra i quali il sottoscritto).

Un’altra ragione può essere ricercata nel sapiente mix di campagna pubblicitaria e passa parola tra amici. Infatti il gioco ha una forte componente “territoriale”: il controllo di una palestra di una città è una conquista di gruppo: avere dei Pokémon potenti non è sufficiente infatti per mantenere il controllo ma è necessario che molti componenti del proprio team “pattuglino” la zona conquistata. E si vanno quindi a creare gruppi di amici di amici di amici, aumentando così la diffusione.

La terza causa può rpokémon goisultare ovvia, ma deve far riflettere: Pokémon Go è un’app per smartphone, a differenza di tutti gli altri giochi Pokémon distribuiti esclusivamente sulle console Nintendo. Il pubblico a cui si rivolge il gioco è incredibilmente più vasto di qualunque altro possa sperare di raggiungere una qualsiasi console. Unito poi alla sua immediatezza, lo rende usufruibile “a pillole”: si avvia, si cattura un pokémon, si spegne. Tempo totale 2 minuti. Ovvio che anche i meno pazienti possano giocarci.

Tutti questi fattori, insieme a molti altri, ha fatto si che Pokémon Go acquisisse una popolarità pressoché immediata e desse origine ad un fenomeno sociale di massa impressionante.

Il Fenomeno

Nonostante i suoi limiti tecnici (ancora oggi molte persone lamentano di problemi di server e gps) e la sua ripetitività di fondo, Pokémon Go è diventato il simbolo di qualcosa che non si era mai visto nel mondo dei videogiochi: creare un comunità di giocatori BELLA. Tutti quanti noi sappiamo che le comunità di molti videogiochi non sono altro che un covo di adolescenti rabbiosi che non vedono l’ora di insultare l’altrui madre o nel migliore dei casi si sentono superiori ad altri. Pokémon Go, con il suo pubblico variegato e con la sua natura cooperativa è riuscito a costruire una rete sociale di giocatori che si aiutano pokémon goeffettivamente. Un altro importante merito che va dato a questo gioco è la sua capacità di mettere in contatto persone notoriamente schive e timide e spingerle ad uscire di casa a socializzare. Direi che possa essere considerata una grande conquista per un’app per smartphone, no?

Conclusioni

Lo scopo di Pokémon Go è molto simile a quello che aveva Ingress: cercare di invogliare le persone a scoprire la propria città, spingendo a visitare luoghi che verrebbero normalmente ignorati rendendolo il più divertente possibile. Però, una volta superato l’entusiasmo iniziale, il gioco si rivela essere non altro che un semplice passatempo da usare nei momenti di noia e non un gioco nel vero senso del termine. Diciamoci la verità: Pokémon Go è una moda, ma come poche volte nella mia vita sono felice che abbia avuto piede.