Nintendo Switch, Recensione

Pokémon Spada e Scudo – Recensione: Ritorno sugli schermi di casa


Dopo tanto hype, dopo tanto fomento e dopo tanti attacchi di furia random, Pokémon Spada e Scudo e giunto sugli schermi casalinghi e portatili dei giocatori di tutto il mondo: nell’onda anomala di commenti di un web ormai sempre più inacidito, a fronte di vendite enormi, potevamo noi evitare di dirvi la nostra? Domanda retorica. Eddunque, sotto con l’RVM:



Di nuovo nell’erba alta


Pokémon Spada e Scudo ci porta nella apparentemente tranquilla regione di Galar, i cui paesaggi verdeggianti degni di una canzone dei Nomadi si alternano a intricate città dalle rimembranze steampunk perché sì. Come da copione, vestiremo i panni di un/a giovane allenatore/trice esordiente, che inizierà a muovere i passi dietro lo sprone dell’amico Hop – dall’entusiasmo coinvolgente e dagli occhi stile uovo in padella – nonché di Dandel, fratello di quest’ultimo nonché supercampione di lotte e fiero allenatore di un Charizard molto più addestrato di quello di un altro notissimo trainer. Saremo come sempre accompagnati da un cast di personaggi colorato e colorito, in una trama leggera che mantiene il canonico tono da show animato per bambini di tutte le età.


MARMOCCHIOS EVERYWHERE!!!!

…e ci giochi anche in tram (cit.)

L’esperienza di gioco di Pokémon Spada e Scudo è, strutturalmente parlando, quella classica delle main entries della serie: si viaggia di città in città sfidando vari allenatori scrausi fino ad arrivare a più forti delle varie città e palestre che visiteremo. Il primo cambiamento evidente rispetto al passato riguarda la visibilità su mappa dei Pokémon allo stato brado: se comunque in alcuni casi potremmo essere “pizzicati” da creature ignote, nella maggior parte dei casi potremo proprio vedere contro chi ci stiamo andando a scontrare, limitando il farming alla cieca e riuscendo a rendere più mirata l’esperienza di caccia. Divertente l’idea che i Pokémon, innescando scene a metà tra gli sketch di Benny Hill e un film slasher, ci possano anche inseguire per distanze più o meno lunghe.
Le aree selvagge sono un’ulteriore aggiunta gradita: grandi ma non grandissime, aprono nuove possibilità di esplorazione e di fare a botte con Pokémon di varia foggia, dimensione e livello medio. Divertenti anche le aggiunte del camping, per intrattenersi con i Pokémon a giocare e delirare, e la preparazione di ricette a base di curry per migliorare ulteriormente i rapporti con i nostri amici più meno pelosi. Le battaglie Dynamax, con i Pokémon giganti visti in svariati trailer, sono un altro interessante diversivo, giocabile anche in multiplayer con altri tre giocatori.


A passeggio per i vichi

A fronte dell’introduzione di nuovi Pokémon, resta un po’ di rammarico per i tagli; peccato anche per l’assenza del chiacchierato National Dex e delle features gestionali di “allevamento&dintorni” presenti in Sole e Luna. Nell’economia totale del gioco, tali omissioni non ci sono sembrate particolarmente lesive, pur lasciando un po’ di amaro in bocca viste le potenzialità della nuova piattaforma.
Tra le varie novità di genere, bisogna comunque parlare di questioni di feeling. Qui va detto che il gameplay di Pokémon Spada e Scudo scorre rilassato e divertente, come da fil rouge della serie: la main quest è come sempre molto accessibile, e l’intera esperienza di gioco viene resa più “liscia” che in passato grazie a miglioramenti come l’accesso permanente ai box e l’esperienza per l’intero party durante i combattimenti. L’avventura si gioca con piacere, quel “piacere di scoperta” che ha sempre caratterizzato la serie e non è mai stato dimenticato, seppur con le consuete variazioni sul tema negli anni che sono passati dagli esordi fino a ora. Ricordiamo anche la presenza di svariati piccoli tocchi di classe, dalle porzioni di curry (lo noterete al momento opportuno) fino alle particolari condizioni di evoluzione di alcuni Pokémon: si tratta di piccolezze, ma sono quelle piccolezze che contribuiscono a dare quel plus necessario a una produzione.
A conti fatti, si nota come anche in Pokémon Spada e Scudo lo charme dei mostri tascabili di Game Freak rimane fortunatamente invariato, in questa iterazione arricchito da qualche interessante novità logistica seppur con qualche piccolo freno – sia tra quelli citati sopra, che tra quelli che citeremo nel paragrafo successivo.


Le dimensioni contano

Voglio andare a vivere in campagna


Quello che a nostro avviso sembra limitare un po’ l’esperienza di Pokémon Spada e Scuda viene dal comparto visivo. Di base, la direzione artistica soddisfa, capace di rappresentare bene il mix di campagna e città in salsa “albionica” che stacca nettamente dai paesaggi estivo/caraibici delle iterazioni ambientate ad Alola. Purtroppo, in toto l’estetica ci è sembrata frenata sotto alcuni punti da una realizzazione pratica più datata che vintage, forse maggiormente a suo agio su di un hardware precedente che su quello attuale. Abbiamo avuto l’impressione, ad esempio, che si potesse fare meglio in termini di ambienti e di qualche animazione di combattimento, viste le libertà maggiori rispetto al passato che un’ibrida come Switch può concedere.


Pensieri elevati

Per quanto riguarda l’audio, dispiace un po’ per la decisione degli sviluppatori di non doppiare i dialoghi. Di contro, a fronte di effetti sonori sugli standard della serie, spicca una colonna sonora che dopo una partenza un po’ diesel riesce a offrirci varie tracce che stupiscono in positivo – e al proposito, applausi per i cori da stadio che accompagnano la pompatissima musica degli scontri coni capipalestra.
A livello di “esecuzione” tecnica, contrariamente alle varie segnalazioni di bug più o meno astrusi, la nostra esperienza è stata pressoché esente da magagne di sorta – anche i tentativi di forzare avarie, con buona pace della salute della console redazionale, si sono rivelati fortunatamente vani. Chiudiamo segnalando anche la bontà del sistema di controllo, sobrio ed efficiente come ci si aspettava.

Valutazione

Grafica e sonoro 73%
L'esistenza di Nessa 100%
Giocabilità 90%
Carisma 93%
Longevità 84%
Final Thoughts

Pokémon Spada e Scudo è un titolo - o meglio, due - godibilissimo, che offre una nuova esperienza Pokémon con fruibilità casalinga capace di divertire a tutto tondo senza pensieri: per farla breve, per noi il foment factor della serie rimane, seppur in presenza di margini di miglioramento riguardo al comparto estetico e ai tagli citati.

Overall Score 88%
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