rage in peace PC, Recensione

Rage in Peace: Recensione – L’ultimo giorno della vostra vita


Rolling Glory Jam

Sviluppatore

Toge Productions, Another Indie

Publisher

Platform, trial & error

Genere

Rage in Peace è un platform basato sulla meccanica del trial and error, sviluppato dalla Rolling Glory Jam e pubblicato dalla Toge Productions insieme alla Another Indie. La particolarità e che oltre alla parte platform abbiamo una storia piuttosto solida e ben raccontata.
Vediamo il trailer:

Timmy è un impiegato ventisettenne che lavora in un grande ufficio e una mattina la morte si presenta di persona per annunciargli la sua dipartita per decapitazione. Assorbita la notizia in modo bizzarro, veniamo a conoscenza che Timmy ha un solo sogno nella sua vita che è quello di morire, rigorosamente in pigiama, dormendo nel suo letto. Non avendo ancora stabilito come, e a che ora dovesse morire, Timmy cerca di tornare a casa prima della fine del giorno per poter esaudire il suo ultimo desiderio.

Gameplay

Rage in Peace presenta la classica impostazione da platform con l’inserimento del trial and error come meccanica aggiuntiva e assolutamente preponderante. Tutto cercherà di ucciderci e nel 99% dei casi non avremo modo di capirlo prima di essere morti almeno una volta. La quasi totalità delle trappole è nascosta e non abbiamo modo di percepirla se non attivandola (morendo). Spuntoni, mostri, lampadari che cadono, pavimenti che crollano, praticamente ogni cosa di uso comune diventerà mortale per il povero Timmy. Per fortuna il gioco ha dei checkpoint ogni un tot di trappole, evitandoci di dover fare e rifare millemila volte le stesse sezioni (intendiamoci, anche con i checkpoint si dovranno fare molto spesso le stesse cose per tante volte). Il livello di frustrazione nelle sessioni di gioco un pò lunghe (30 minuti vanno bene, dopo un’ora) supera abbondantemente la media e passa a livello Italia-Svezia delle qualificazioni mondiali.

Livelli

Il gioco esplora diverse parti del mondo, quindi non stupitevi se prima siete in un ufficio e dopo vi troverete in mezzo alle piramidi egizie. Variare il palcoscenico non varia il gioco, sempre alle prese con le trappole sarete e molte di essere saranno riciclate ma con effetti grafici leggermente diversi. La varietà si nota un pò sul lungo periodo, molte trappole già viste verranno combinate in modo sempre più originale. Avrete spesso la sensazione di saper come affrontare una situazione, sensazione che svanirà presto vedendo la testa di Timmy che carambola in giro.

Storia

Bizzarro è il modo in cui Rage in Peace tratta la storia. Solitamente questo tipo di giochi porta l’utente a cercare di mettere insieme la run perfetta e se ne frega alla grossa dei dettagli e della narrazione. Qui , sorprendentemente, no. Esistono aree segrete che possono aiutarci a capire degli aspetti della storia così come viene riservato un buon numero di minuti alla narrazione. Carini anche i dialoghi surreali che costringeranno i superstiziosi a tastarsi molto spesso.

Corri Forrest

Passata qualche ora di gioco e con il conseguente completamento della storia proposta, non vi resterà che cercare di completare i livelli nel minor tempo possibile. Passatempo divertente per alcuni, odioso per altri. In caso siate amanti del genere potrete trovare pane per i vostri denti, o meglio per la vostra memoria. In caso contrario Rage in Peace vi risulterà presto tedioso e inconsistente.

valutazione finale

Grafica 73%
sonoro 65%
giocabilità 63%
carisma 78%
longevità 61%
Final Thoughts

Rage in Peace è un gioco da amore o odio a primissima vista. Vi piace ripetere 1000 volte lo stesso livello per limare due decimi di secondo al tempo finale che manco Alberto Tomba a Lake Louise? Bene, avete trovato un gioco su cui spendere almeno una ventina di ore. Appartenete a quella categoria di giocatori che si sminuzza i marron glacé nel ripetere tre volte la stessa sezione? Piuttosto investite su Ninja Baseball Batman che probabilmente ne rimarrete più soddisfatti. Fa comunque piacere come un piccolo studio indonesiano sia riuscito a produrre un gioco che riesce a prendere una sufficienza. Capita troppo spesso che studi più blasonati e attrezzati non riescano a sviluppare giochi in grado di strappare un sei.

Overall Score 68%
Readers Rating
0 votes
0

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.