PC, Recensione

Randal’s Monday – Recensione


Nexus Game Studios

Sviluppatore

Daedalic Ent.

Publisher

Avventura Grafica

Genere

Mai capitato un deja vu? Si tratta di quella piccola disfunzione mentale momentanea che vi fa pensare di avere già visto qualcosa nel corso della vostra vita: ecco, in Randal’s Monday, avventura puntacliccosa di casa, questa sensazione sarà continua nel corso di tutto il tempo, benché sia proprio il tempo a venire distrutto e devastato dalle azioni del protagonista. Tra loop temporali e grezzate di alto livello, riuscirà Randal a salvare la situazione? Vediamolo, che questa volta la difficoltà della recensione verrà nei momenti più impensabili.

Un anello per domarli e nel tempo incasinarli

Tutti i protagonisti principali della vicenda... sì, anche quei dabbenuomini in fondo.

Tutti i protagonisti principali della vicenda… sì, anche quei dabbenuomini in fondo.

Lungi da me dire qualcosa contro l’originalità della trama, che seppur partendo da un concetto già veduto in almeno 2 film e 2 telefilm, vince mescolandolo ad un grezzume di base che davvero ho potuto vedere in pochi titoli: umorismo nero che più che nero nero sta molto sul “ah oddio è successo questo, ma chissene”, grazie anche alla scrittura del protagonista, che peggio che così non poteva essere, benché nel corso del tempo riesca una minuscola pagliuzza di redenzione personale.
Ma veniamo a noi: Randal Hicks è il prototipo del termine bocconiano “cazzaro”, un tipo la cui vita è sostanzialmente fatta di far casino e birra, aiutato da un lavoretto occasionale come portapacchi e supportato praticamente solo da una coppia di amici, prossima al matrimonio. Ah, ed è pure piuttosto insensibile e cleptomane: insomma, più che un antieroe un grezzeroe. Un lunedì pare però essere davvero la giornata peggiore della sua vita: nel corso di 24 ore viene quasi sbattuto fuori di casa per non aver pagato l’affitto, licenziato dal lavoro ed il suo migliore amico Matt si uccide dopo che la sera prima Randal gli ha “inavvertitamente” portato via il portafoglio con dentro l’anello di fidanzamento. Proprio però in questo oggetto sta la malvagità: infatti la sua maledizione porterà il nostro turpe protagonista a rivivere lo stesso lunedì tutti i giorni, sino a che non sarà riuscito in qualche modo ad interrompere questa terrificante condanna.
Citazioni a valanga... forse addirittura troppe?

Citazioni a valanga… forse addirittura troppe?

La trama presenta parecchi saliscendi: nei primi giorni assistiamo con curiosità a quello che capita, con svolte improvvise e casuali tra il grezzo ed il gore (pure!), che lasciano sorpresi sia per l’apparizione casuale che per la serafica accettazione delle cose del “buon” Randal; dopodiché la storia pare un po’ adagiarsi su se stessa, per dunque riscattarsi in un finale esagerato ed imprevedibile, con tanto di commento nel corso dei titoli di coda per cercare di capirlo nel modo migliore.
Quanto però già visto nella preview si è avverato: Randal’s Monday è un esagerato, penso addirittura sin troppo, contenitore di citazionismi: citazioni, citazioni, citazioni. Le possiamo trovare nei luoghi come nello stile di alcuni personaggi, così come dentro i dialoghi stessi: film e giochi degli anni 90 vi perseguiteranno come davvero un deja vu per tutto il tempo, talvolta anche in modi esageratamente smaccati (vedasi ad esempio il matto Alan, ricalcato a carboncino sull’uomo da esposizione di Day of the Tentacle). Sicuramente il tutto è divertente, ma con il tempo diventa a mio avviso un po’ troppo, un po’ pesante e forzato, come il fatto che uno psicologo si attorni di quadri alle pareti che rappresentano la mappa di Ghouls and Goblins. Insomma, uno di quei tipici casi di simpatico, carino, ma basta.

Difficoltà e frustrazione

Spesso le cose da fare cadono nell'illogico più che nel demenziale.

Spesso le cose da fare cadono nell’illogico più che nel demenziale.

… queste, signori miei, le due componenti che da quanto è vecchio il mondo deturpano diverse avventure grafiche. Difatti il gioco presenta degli enigmi da risolvere in certi casi anche interessanti, così come lo è l’insensata regola temporale che sta alla base dei vari capitoli: ogni azione che avrà un effetto su ambiente o persone perdurerà nel successivo lunedì, cambiando in qualche modo le carte in tavola e rendendolo parzialmente diverso. Peccato estremo però per l’uso terrificante dell’altro 50% di cose da fare, che sfiorano e ficcano pure in tanti casi il piede dritto nell’illogico e nel frustrante, portandoci a compiere azioni in modi arbitrari: magari con umorismo, ma prive di senso. Un esempio spoiler, ma lo brucio giusto per farvi capire: per far sì che una certa fiera abbia luogo di lunedì, dovremo cambiargli la data a pennarello sull’unico cartello che la annuncia presente su tutta la città: “this is not hard, this is masturbation” diceva il buon zio Ron nelle sue mai dimenticate note di design. Ed è un peccato, perché il titolo avrebbe avuto in ogni caso il giusto carisma per diventare davvero un giocone, mentre sembra quasi che le singole parti siano state sviluppate da persone diverse: per dire, la parte precedente al finale è parecchio interessante, quindi non so, scarso equilibrio.

Genialità o furbizia?

I disegni sono colorati e divertenti, e questo perdona in parte i ricicloni.

I disegni sono colorati e divertenti, e questo perdona in parte i ricicloni.

L’interrogativo che mi sono posto più spesso mentre giocavo. Le parti grafiche sono cartoonose e graffianti tanto quanto il contenuto, e quindi davvero un piacere, ma il vivere sempre la stessa giornata ci porta a vedere dei ricicloni pazzeschi di location e personaggi: non si poteva fare altrimenti per come è la storia, oppure è una volpata assoluta per dare spessore alle azioni senza creare 200 posti? Come sopra, un saliscendi: buono subito, a metà diventa meh, e dunque si riscatta nel finale, anche perché poco prima cambia vivaddio gli spazi in gioco. Sembra quasi che le singole parti siano state sviluppate da persone divers… oddio ma non lo avevo già dett… aaaaaaaaa
Doppiaggio sbellicante (non poteva che starci a pennello sul Randal la voce di Kevin Smith di Clerks, così come lo cameo di Jay & Silent Bob, in una strepitosa ammetto satira sull’uso e abuso dei simil duelli ad insulti), musiche in scarso numero ma rockettare e da pub nel modo giusto, per cucire queste atmosfere da “dude, I don’t care” di tutta l’avventura.

Valutazione

Grafica 80%
Sonoro 80%
Giocabilità 69%
Carisma 77%
Longevità 80%
Final Thoughts

Una vera montagna russa questo Randal’s Monday: una storia che di botto diventa troppa in modo piacevole, ma che spiace per lo stesso fenomeno in tutti gli altri punti. Una grafica che diventa troppo simile a se stessa, enigmi che diventano da non scontati ad illogici nel giro di poco, così come un umorismo sopra le righe che in (forse in questo caso minori casi) diventa pure un po’ troppo al di sopra delle stesse. E’ come se partisse sempre nel migliore dei modi ma senza riuscire a frenare nel momento giusto, scivolando in un disequilibrio che secca vedere, data la grande potenzialità del titolo. Resta in ogni caso un prodotto carino e da provare per gli appassionati, che non potranno che però rosicare a dovere in certi momenti quanto il sottoscritto.

Overall Score 77%
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