ray gigant PC, PS Vita, Recensione

Ray Gigant – Recensione


Experience Inc.

Sviluppatore

Acttil, Bandai Namco

Publisher

Gioco di ruolo

Genere

Ridendo e scherzando ci accingiamo a recensire un nuovo titolo migrato da PS Vita a PC: parliamo di Ray Gigant, dungeon crawler in stile anime distribuito da Acttil. Partiamo come sempre giulivi dal trailer:

Raggio gigante

Ray Gigant è un dungeon crawler in stile anime uscito inizialmente per PS Vita (lo scorso maggio) e successivamente portato su PC. Il gioco è ambientato nel ridente anno 20XX, in cui forze mostruose scostumate – i Gigant del titolo – stanno attaccando le maggiori città del pianeta terra facendo sfaceli e sfracelli. Le forze armate non riescono a ray gigantrespingre questi attacchi e solo un giovinotto residente a Tokyo – tale Ichiya Amakaze, forse il Ray del titolo – sembra in grando di prendere a ceffoni sui denti i mostri fetosi di cui sopra. Ichiya è dotato del potere degli Yorigami (in pratica gli origami di Iori Yagami), spiriti affini ai Gigant ma – apparentemente – non malefici, che danno capacità spettacolari agli “ospiti” adatti. Dopo il primo scontro, un Ichiya alquanto tranvato viene recuperato da un istituto simil-scolastico che addestra i fruitori di Yorigami e li invia in missione contro i mostracchioni in maniera coordinata. Da qui – e dopo mezz’ora di prologo lungo il quale non si può salvare – inizia l’avventura, divisa in tre scenari con altrettanti diversi protagonisti e tanti bei dungeon contro i quali smazzarsi contro i cattivi. E tutto il resto è gameplay.

Esplorando…

Sotto il profilo del gameplay, Ray Gigant si presente come il classico dungeon crawler che alterna la fase principale di esplorazione a quella “interlocutoria” in città, dedita agli inciuci con i commilitoni e allo stabilire relazioni più o meno amichevoli con loro. Le parti dialogate e più generalmente narrative ci vengono proposte in stile visual novel, ray gigantcon i ritratti dei personaggi a “mezzo busto” e le finestre di dialogo in sovraimpressione. Sono presenti alcune possibilità di influenzare l’andamento delle chiacchierate con scelte a risposta multipla, con effetti di varia intensità sugli scambi successivi.

Il combattimento è a turni. Ogni personaggio del party disporrà di un tot di punti azione (AP) da spendere a piacimento per…per le varie azioni. Gli AP non saranno rigenerati in toto all’inizio di ogni round: ricariche più “intensive” si avranno solo scegliendo l’opzioni “wait”, e rischiando di venire menati nel mentre. La meccanica è forse un pelo attendista rispetto ad altre produzioni, ma nel complesso si rivela sufficientemente versatile una volta padroneggiata. A pepare la cosa ed evitare eccessive guerra di trincea è il parasite mode, che si innesca ogni 10 round di combattimento: in questo modo, ogni azione non consuma HP, ma punti ferita…e la cosa si può invertire solo a scontro finito o attivando un super attacco particolare via un minigame.

Tra una serie di botte e l’altra, si nota in fase di esplorazione che il design dei dungeon non è di scarsa qualità, ma in generale risulta un pelo blando, con i labirinti che sono relativamente facili da affrontare e non proprio bellerrimi a vedersi. Il resto del “pacchetto” degli elementi ruolistici – livellaggio tramite skill tree, equipaggiamento etc. – risulta ray gigantabbastanza semplice da gestire, seppur non eccessivamente ignorante.

Sostanzialmente, Ray Gigant è questo: un dungeon crawler “diretto” che non mette molta carne al fuoco, ma cerca di puntare particolarmente sull’aspetto visual novel con un’estetica efficace e sull’insieme di trama e personaggi. Da questo punto di vista, il gioco può dirsi più che riuscito: la trama è interessante e i personaggi sono piacevoli da seguire – spesso, saranno proprio questi elementi a farvi continuare a giocare più che il gameplay stesso. Intendiamoci, il gioco “giocato” non è assolutamente loffo, ma forse è un pelo meno coinvolgente di altri concorrenti del genere. In ogni caso, il risultato finale del “pacchetto” di Ray Gigant è più che piacevole, posto che si sia ben disposti verso il genere dei dungeon crawler.

Comparto tecnico gigante?

Sotto il profilo grafico, Ray Gigant coglie nel segno. I ritratti dei personaggi e gli elementi bidimensionali sono ray gigantrealizzati in maniera più che discreta, con un buon “effetto anime” d’insieme. Le cutscene in particolare sono di alto livello, dando l’impressione di essere davanti a un’ottima produzione anime da “prima serata”. Come accennato sopra, l’estetica dei dungeon stecca un po’ con il resto, deficitando dell’ottima cura che caratterizza gli altri aspetti della produzione.

Buono anche il sonoro, con un doppiaggio efficiente – tuttojappo, per la gioia dei più nippofili – e un insieme di colonna sonora ed effetti più che soddisfacente.

Il sistema di controllo risulta efficace e funzionale: unica pecca su PC, i comandi a schermo sono suggeriti con i tasti di un pad della 360 anche se non lo si ha installato, testimonianza di una discreta narcolessia duranta il porting.

Valutazione

Grafica 85%
Sonoro 75%
Giocabilità 70%
Carisma 80%
Longevità 78%
Final Thoughts

Ray Gigant è un discreto dungeon crawler che si rivela più solido nel comparto trama/personaggi che in quello strettamente giocato. Risulta una buona scelta per gli appassionati del genere che voglio un'esperienza più "leggera" rispetto alla concorrenza.

Overall Score 77%
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