real boxing PC, Recensione

Real Boxing – Recensione


Vivid Games

Sviluppatore

Vivid Games

Publisher

Sportivo

Genere

Cari fan della nobile arte, tenete pronti guantoni e paradenti: Vivid Games ha appena portato su PC Real Boxing, nuovo titolo che, manco a dirlo, tratta di boxe. A suon di uppercut, diretti e craniate mentre l’arbitro non guarda, sbirciamo il trailer e poi prontamente recensiamo:

TI APRO LA CRANIA

real boxing

Non è facile saltare la corda con una scritta sulla faccia

Real Boxing, come appunto intuibile dal titolo, è un simulatore di pugilato con il quale potremo vivere le gesta di un nostro pugile inventato di sana pianta che si contenderà la vittoria in tre circuiti  – anch’essi inventati – contro pugili altrettanto fittizi ma non per questo meno maneschi.

Inizieremo la modalità principale – la carriera – costruendo dal nulla il nostro pugilatore. Potremo regolare alcuni parametri estetici di base sia fisici che di “abbigliamento”, vale a dire guantoni, scarpe e braghetta, più vari tamarrissimi tatuaggi. Set aggiuntivi di capelli, barba etc. saranno acquistabili con i soldi vinti con i vari incontri, per incrementare la nostra somiglianza con un criminale o con un pirla con problemi di tintura. Tra un match e l’altro potremo (e dovremo!) lavorare sulla forma fisica del nostro alter ego, intrattenendoci con tre minigiochi – basati su di una sorta di quick time dalla difficoltà crescente – utili a migliorare le tre caratteristiche base che definiscono le abilità del pugile – ossia forza, resistenza e velocità. Le sessioni di training non potranno essere fatte indiscriminatamente e a manetta: più ci pomperemo, più dovremo “aspettare” di fare uno o più – in numero crescente – match di allenamento per poter poi dedicarci ad un’altra session al sacco. Pagando un tot in cash ridurrà questo tempo: inoltre, potremmo migliorarci anche “comprando” punti abilità in più con i soliti soldi vinti con gli incontri – sarà una simulazione di acquisto steroidi, ma lasciamo ciò alla vostra fantasia contorta.

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A prescindere dalla resa grafica, un po’ di culi ci sono sempre

Come detto, per accelerare l’andamento degli allenamenti, dovremo combattere parecchio: per non bruciarci troppi incontri “sanzionati” a prendere cazzotti inutili contro avversari più forti di noi, dovremo fare il nostro bel tot di “quick match” – incontri veloci “sfusi” – per far andare avanti il contatore di incontri. Tali match non sanzionati saranno la classica “partita veloce”, ove potremo scegliere il nostro avversario tra quelli partecipanti ai circuiti ai quali abbiamo accesso (inclusi noi stessi!!!) e cotognarlo di botte – e in caso di vittoria ci beccheremo anche (pochi) soldi extra.

Per la cronaca, la modalità carriera si basa sulla partecipazione – e possibilmente vittoria – a tre circuiti diversi: in ognuno dovremo partecipare in sette incontri e, se avremo un buon record di vittorie, saremo chiamati a due ultimi incontri in stile “semifinale” e “finale” di torneo. Il trionfo ci porterà al circuito successivo (pare comunque che potremo rigiocare anche il precedente). Per uscire dal tran tran quotidiano, potremo sfidare persone a caso online grazie al multiplayer con tanto di matchmaking automatico, e potremo inoltre prenderci a papagnate con un amico/a vicino/a semplicemente ficcando un (altro) pad nella porta USB apposita del nostro piccì.

TI ALZO LE MANI SUL CORPO

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Da un’angolazione ganza, vediamo il nostro avversario che si corca apparentemente pugnandosi da solo

Ma veniamo dunque alla meccanica del match vero e proprio. Armati di pad o di tastiera, avremo quattro tasti dedicati al movimento sul ring, più altri sette (7) per picchiare come fabbri, parare e scansare i cazzottoni inviati all’indirizzo delle nostre gengive. Oltre alla barra della salute, che si ricaricherà lentamente durante i momenti di “calma” del match, avremo quella della resistenza, che determinerà quanti pugni o schivate potremo effettuare prima di dover prendere fiato rifugiandoci dietro la guardia. Anche tale barra si ricaricherà col tempo, ma molto più velocemente della “sorella maggorie” per mantenere veloce il ritmo del match. Come si può notare da questa fondamentale meccanica, il button mashing è altamente sconsigliato: dovremo sempre scegliere con oculatezza il momento in cui tirare  nostri cazzotti, visto che non potremo scagliarne all’inifinito. Con in mente la regola che tre pugni consecutivi rompono la guarda avversaria, dovremo giocarci bene le nostre forze pugnaci per infilare un combo al momento giusto: inutile dire, ovviamente, che il nostro avverasario non se ne starà lì a fare da punching ball ma reagirà eccome, con difficoltà crescente a seconda del circuito in cui saremo – e ovviamente a seconda dell’avversario! Se i primi incontri saranno un mero piallaggio, più andremo avanti nel gioco più vedremo come pompare bene il nostro alter ego e affrontare gli scontri in maniera su per giù “tattica” sarà fondamentale per non finire subito nello sgradito registro dei pugili suonati. La dinamica delle schivate aggiunge una discreta profondit all’azione: una schivata ben “assestata” vi darà la possibilità di rimandare al mittente una castagna di tre volte più potente di uno sganassone standard, cosa molto utile per rimettere in pari un incontro che vi vedeva diretti verso il più vicino CTO. Inoltre, potremo “abbracciare” il nostro avversario prendere tempo – e “vincere” il clinch, tramite un minigioco di premuta rapida dei tasti, vi ridarà pure un po’ di salute extra. Tra l’altro, la stessa schiacciata veloce di tasti sarà necessaria nel malaugurato caso in cui i colpi del nostro avversario ci mandassero allineati col pavimento.

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Sfocatura

In toto dunque, si può dire che le dinamiche di Real Boxing, nonostante un generale semplicità di fondo, si rivelano efficaci e l’azione risulta essere interessante e mai (troppo) blanda: specie verso l’endgame, la rapidità e l’effcacia degli avversari – e dei loro diretti e sganassoni – saprà intrattenervi come si deve. Dopo qualche ora extra, in ogni caso, inizierà a salire a galla un pelo di monotonia, vista anche la generica somiglianza e simiglianza tra i lottatori (sembrano un po’ tutti variazioni sul tema di Juan Sebastian Veron), sia in fatto di estetica che di meccaniche. Viene qui in soccorso il multigiocatore: un avversario umano, non tanto per competenze quanto per fattore cazzeggio, riporterà il pepe che il gioco aveva all’inizio. In linea generale, il gioco dà l’impressione che potrebbe “dare” di più, magari con qualche modalità extra o maggiore personalizzazione (fattore quest’ultimo che appare efficiente solo in superficie). Ah, e cercate sempre di chiudere gli incontri per KO: ci punge vaghezza che il sistema di assegnazione dei “punti” – un po’ forse come in molti (troppi) incontri delle federazioni attuali – siano dati interamente a cazzo di cane. Chiudiamo con qualche nota tecnica per avere un quadro più completo della situazione.

ADRIANAAAAAAAA

Il comparto tecnico di Real Boxing ha qualche real buco. La grafica, per iniziare, è discreta se vista “da lontano” ma tende a perdere colpi quando vista da vicino durante i replay, ove le penetrazioni di poligoni e le scene nonsense (tipo pugili che vanno a terra quando il pugno

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Entrata incendiaria

nemico è ancora a 20 metri dalla loro facciazza) fanno perdere colpi a tutto, pur in presenza di dettagli carucci come il paradenti che zompa viulentemente dalla bocca del tapino colpito alla bocca sua medesima. Tremolamenti di gambe a caso, occhi spenti tipo pubblicità progresso sulla droga (una a caso), bordi (saltuariamente, per fortuna) con texture spappolate et similia abbassano il rating generale della grafica che pure, quando ci si mette, riesce a essere fluida a sufficienza donandoci combattimenti comunque non spiacevoli da guardare…nonostante sia in generale un po’ datata. Discrete le arene, peccato siano solo quattro (ma una è il Colosseo!). Il sonoro c’è poco e resta abbastanza anonimo pur senza essere fastidioso: qualche traccia musicale buttata lì, un commentatore forse un po’ troppo calmo per questo sport e tanti effetti sonori di dolore da colpo al viso (o alla milza) riempiranno le nostre orecchie con media soddisfazione. Da segnalare che il commentatore non ha in memoria i nomi dei lottatori, né ovviamente quello che darete voi al personaggio creato: pertanto, la cerimonia della proclamazione del vincitore spesso finira in un “and the winner is [SILENZIO]”. Mah. Meh.

Discreti i controlli: ben reattivi anche da tastiera, riescono a farci fruire in pieno il gioco senza tediarci con inutili grattacapi di genere – le funzioni dei tasti sono inoltre rimappabili a piacimento, per la gioia di grandi e piccini. Il gioco riesce a girare bene anche su PC datati ed inoltre non presenta un peso eccessivo per i nostri sempre troppo congestionati dischi fissi (alle volte anche fessi).

Valutazione

Grafica 60%
Sonoro 60%
Giocabilità 78%
Carisma 70%
Longevità 75%
Final Thoughts

Real Boxing, a prescindere da quanto sia effettivamente "real", è un titolo sportivo comunque divertente che, nonostante un comparto tecnico/grafico non proprio à la page e beghe varie miste, riesce comunque a intrattenere grazie a meccaniche dirette e abbastanza efficienti. Il multigiocatore riesce inoltre a tenerlo a galla anche quando avrete spremuto a dovere la modalità principale.

Overall Score 68%
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