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Remember Me – Recensione


DONTNOD Entertainment

Sviluppatore

Capcom

Publisher

Azione

Genere

Al giorno d’oggi la tecnologia è entrata a far parte della nostra vita diventando indispensabile. Se però i computer, smartphone, tablet ecc… possono essere validi compagni di viaggio, ancora non siamo arrivati al punto in cui la tecnologia entra a far parte non solo della nostra vita, ma anche del nostro corpo. Remember Me, creazione del neonato studio francese Dontnod Entertainment, sviluppa quest’idea e riesce, per quanto non abbiano inventato loro il genere, a creare qualcosa di originale. La critica si è divisa nei confronti di questo gioco e il motivo è presto detto: siamo di fronte a picchi di eccellenza che vanno a pari passo con gravi lacune. Come al solito più che indicarvi il voto medio della recensione vi consiglierei di leggerla, perché in base a quale tipo di giocatore siete, questo gioco potrebbe piacervi o meno.

NEO-PARIGI 2084

Remember Me Screenshot (5)Il gioco ha inizio nel 2084, in un mondo succube di un social network neurale chiamato Sensen. Questo chip, collegato direttamente al cervello delle persone, permette il collegamento perenne con la rete, la trasmissione mentale di immagini e, tramite cloud, la condivisione di ricordi e sensazioni. In pratica facebook 2.0, dove non si pubblica più l’immagine del panino che si sta per mangiare sulla bacheca, ma si carica online direttamente il gusto. Esatto: la soluzione definitiva al problema dell’obesità americana.
Il chip, contrariamente a quello che potreste pensare, non è distribuito da Microsoft, ma da una multinazionale chiamata Memorize. Può una multinazionale dominare il mercato globale senza nascondere oscuri segreti? Ovviamente no, ed è per questo che esistono degli immancabili dissidenti il cui scopo è boicottare il dominio incontrastato di Memorize tramite atti terroristici. Sulla fedina penale questo gruppo no-global risponde al nome di Erroristi.
In questo contesto si inseriscono i cacciatori di ricordi, ossia dei ladri che, tramite un guanto iper-tecnologico, sono in grado di infiltrarsi nel Sensen di altre persone e rubarne i ricordi. Nilin, la protagonista del gioco, nonché la padrona di un ipnotico lato B (se ci fate caso l’hanno messo anche in copertina), è la più in gamba di tutti perché è in grado non solo di sottrarli, ma anche di alterarli. Remember Me Screenshot (6)Quando ci verrà affidato il suo destino, Nilin si troverà all’interno di una prigione dove ai criminali viene cancellata la memoria per impedirne la fuga. Nilin è reduce da questo trattamento, ma grazie alla sua resistenza e al supporto di Edge, la misteriosa figura a capo degli Erroristi, riuscirà a fuggire e ad intraprendere la sua battaglia personale contro Memorize a caccia della verità e dei suoi ricordi.
Inutile dire che storia e l’ambientazione sono tra gli aspetti più riusciti e se il voto sul carisma non sale oltre l’ottanta, è solo perché, ponendosi qualche domanda, alcuni aspetti della trama potrebbero essere poggiati su basi non molto solide; non incoerenti, ma comunque discutibili.

REMEMBER GAMEPLAY?

Remember Me Screenshot (4)Il gioco ha gravi lacune in fatto di meccaniche, perché… forza, diciamolo tutti assieme: “Più che un gioco è un film interattivo”. C’è chi lo ha paragonato ad Assassin’s Creed e io sfrutto il paragone per dire che non c’entra un beneamato augello. In Remember Me non esiste la possibilità di esplorare perché i percorsi sono fissi. Non esistono salti o appigli al di la di quelli indispensabili a proseguire nella trama. O meglio, ci sono piccole deviazioni che vi permettono di raggiungere potenziamenti e informazioni nascoste, ma la difficoltà nel raggiungerli sta nel fatto che il più delle volte la telecamera non li inquadra. Naturalmente questo da vita a quelle meravigliose incoerenze in cui vediamo Nilin aggrapparsi a cornicioni e fare salti incredibili, per poi non essere in grado di aggrapparsi ad altri cornicioni, perfettamente identici, e non riuscire a scavalcare una transenna. Come se non bastasse ogni movimento è indicato da delle frecce che non vi lasciano mai soli, quindi se non avete voglia di giocare e vi interessa solo la trama, potete benissimo dare il controller ad un bambino di tre anni e stare a guardare.
Remember Me Screenshot (1)Anche dal punto di vista del combattimento siamo di fronte a scelte discutibili. Tramite il laboratorio combo potrete acquistare, grazie a dei punti che guadagnerete nel corso gioco, nuove mosse. Alcune di queste saranno di attacco, altre di guarigione, altre di potenziamento e altre di cooldown. Una volta acquistate, potrete inserirle in una sequenza di tasti già impostata e la vera sfida sarà di riuscire a completare la combo senza che nessuno ve la interrompa. Esistono anche alcune mosse speciali che stordiscono i nemici o li fanno combattere per voi.
Chiariamo, non si tratta di un fallimento vero e proprio; il combattimento non manca di divertire e l’intelligenza artificiale dei nemici il spinge sempre a circondarvi, la modalità difficile regala parecchi game over, ma l’idea di avere dei tasti già impostati rovina in parte il concetto di combo. Sarete a tutti gli effetti schiacciando sempre gli stessi tasti con l’unica variante di compiere la schivata nel momento giusto. Anche l’apparizione dei nemici è slegata al resto del gioco perché limitata a determinate aree che lasciano presagire il combattimento a chilometri di distanza.
Interessante l’aspetto del gioco in cui vi troverete a modificare i ricordi delle vostre vittime, ma non basta per alzare il voto.

UN’ESPERIENZA DA SENSEN

Remember Me Screenshot (3)Capisco che molti giocatori, soprattutto quelli hardcore vecchio stampo, potrebbero scavalcare a piè pari tutte le considerazioni su grafica e sonoro, ma in alcuni casi non si può negare che essi influiscono pesantemente sull’esperienza di gioco. In Remember Me la cosa è ancora più evidente, perché solo grazie ad essi che il gioco si salva dalla mediocrità.
Ciò che la Dontnod è riuscita a fare in questo campo sfiora la perfezione, e se non mi sono sentito di dare il tanto agognato cento è solo per il beneficio del dubbio che esista sempre qualcosa di meglio.
Remember Me è a tutti gli effetti un esperienza da Sensen; le ricche strade di Neo-Parigi con le loro insegne luminose e l’architettura elegante, i tunnel sotterranei pieni di sporcizia e di graffiti, i sobborghi decadenti invasi dall’acqua e dallo spam, ogni ambientazione del gioco trasmette una sensazione di vita e di realtà incredibile. Non esiste neppure un corridoio senza un dettaglio che lo differenzi dagli altri.
La simulazione del Sensen è l’ultima pennellata che trasforma il quadro in capolavoro. Remember Me Screenshot (2)La costante visualizzazione degli avvisi che si sovrappongono alla realtà, i glitch sapientemente introdotti nella grafica e nel sonoro, sono tutti dettagli che ci illudono non sia Nilin ad avere il chip impiantato nel cervello, bensì noi stessi.
Quanto alle musiche e alle voci mi sento semplicemente di togliere il cappello in segno di riverenza. L’unico dettaglio da recriminare per noi italiani è un labiale spesso asincrono con le voci e la fastidiosa abitudine di sentire sempre gli stessi (bravissimi) doppiatori. Per carità, onore al loro talento, ma sentirli parlare ovunque e con qualsiasi faccia, alla lunga, rovina i personaggi.

Valutazione

Grafica 95%
Sonoro 93%
Giocabilità 47%
Carisma 80%
Longevità 65%
Final Thoughts

Remember Me è dimenticabile in fatto di meccaniche, eccezionale in fatto di grafica e sonoro, originale e intrigante in fatto di storia. Resta il fatto che la trama è sacrificata all’interno di un gioco action che fallisce nel suo intento. Non è da buttare, soprattutto perché è sempre più raro trovare concetti originali in un mercato che vive di sequel e si affida alla garanzia di nomi già famosi. Il mio consiglio è di tenere d’occhio le offerte e, quando il prezzo raggiungerà valori ragionevoli, togliersi lo sfizio.

Overall Score 76%
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