return to popolocrois 3DS, Recensione

Return to Popolocrois – Recensione


Epics

Sviluppatore

Marvelous

Publisher

GDR zappatorio

Genere

Altro giro, altra corsa, altro gdr orientale…e altro ritorno di una vecchia serie, stavolta dal periodo PSX: oggi recensiamo Return to Popolocrois – o meglio: Return to Popolocrois: A Story of Seasons Fairytale – nuovo titolo a etichetta Marvelous in esclusiva per 3DS. Trailer, che subito subito ne parliamo:

Avventurieri e zappatori

Prima di dedicarci al blatero libero, partiamo con una brevissima nota “storica”: Popolocrois è una serie che nasce nel cartaceo mondo dei manga. Dopo i primi adattamenti come anime, nel 1996 sbarca in formato videoludico su Playstation: dopo “appena” altre quattro iterazioni – nel 2000, 2002, 2004 e 2005 – e un ritorno su PSN, la serie ci ha mostrato le avventure di vario grado di epicità di personaggi viventi nel mondo di Popolocrois, con toni quasi fiabeschi e cazzeggio vario.

Tornando al presente, in Return to Popolocrois: A Story of Seasons Fairytale, vestiremo i panni del Principe Pietro il quale return to popolocroisaccetterà una missione nel lontano regno di Galariland per aiutarne gli abitanti a sconfiggere la piaga delle “bestie nere”, mostri che hanno iniziato a far vedere il loro faccione zannuto anche a Popolocrois. Un primo colpo di scena dopo la partenza metterà il nostro eroe nella difficile situazione di non sapere come tornare a casa

Poiché non si vive di sole avventure, Return to Popolocrois – come il sottotitolo suggerisce – presenterà anche fasi di gestione fattoria in stile Harvest Moon/Story of Seasons (i più arguti tra voi lo avranno capito dal titolo) e quindi…e quindi parliamo un po’ di gameplay.

Ne ferisce più la zappa che la spada

Return to Popolocrois: A Story of Seasons Fairytale cerca di offrire al pubblico un “doppio” gameplay, tra un approccio ruolistico e uno contadino.

Per la parte gdr, ci troveremo davanti a molti elementi classici del genere. Si va in giro, si esplora e si parla con la gente per fare andare avanti la trama principale o per farsi assegnare quest secondarie, oscillanti tanto sul versante “avventuroso” quanto verso quello rustico-raccoglitorio. I combattimento sono a turni, con i personaggi che si muoveranno su di una griglia utile a calcolare raggio di spostamento e d’azione di attacchi, skill e derivati – queste ultime cose, non potranno essere sfruttate assieme a uno spostamento nello stesso turno. Si usano oggetti, si può fuggire tranne che durante i boss fight: tutto di facile comprensione di primo acchito e molto fruibile sin dal primo minuto senza parere noioso o stucchevole.

return to popolocroisLa parte contadina ci vedrà chiamati a gestire il campo coltivabile di una fattoria, inizialmente abbandonata e sgarrupata. Anche qui “semplicità” è la parola chiave: con varie azioni/uso di oggetti switchabili con i tasti L e R, zapperemo, irrigheremo e coglieremo in un batter d’occhio, per poi vendere in paese i beni prodotti o per usarli con vari scopi differenti. Ah, e saltuariamente diverremo minuscoli per entrare nei campi e picchiare mostri anti-agriculturali. Saranno poi presenti, come da copione, le fasi di corteggiamento/rimorchio platonico.

Fatte queste premesse, si può che il Return to Popolocrois sia nel complesso un buon gioco, che si fa forte di elementi strutturati e consolidati per offrire all’utente un’esperienza di facile fruizione senza sprofondare nel farlocco. Con una trama di fondo apprezzabile – condita da un pelo di humor che non guasta mai, come il protagonista che viene preso per cazzaro da tutti nella prima parte del’avventura – il gioco perde qualche punto sotto il frangente del ritmo, che va un po’ a singhiozzi, e per la mancanza di qualche “guizzo” particolare.

Comparto tecnico rurale

return to popolocroisSotto il profilo tecnico, Return to Popolocrois si presenta abbastanza bene. Posto che non troviate disturbante l’approccio della Epics allo stile super deformed, definito dagli storici capoccioni con occhi stile biglia da spiaggia, l’impatto generale è molto buono. Ben realizzate anche le scene d’intermezzo animate, tutte bidimensionali in stile “cartone” e con i consueti occhi a pallozzo di cui sopra. Anche il sonoro si attesta su buoni livelli, con tre voiceset da scegliere (di cui due giappi e uno inglese) e un commento musicale che fa la sua bella figura per tutto l’andamento del gioco.

Il sistema di controllo presenta qualche piccola pecca legata all’uso dell’analogico, un pelo scivoloso e capace di farci fare qualche figura da peracottari nel momento in cui dovremmo avvicinarci a qualche punto da esaminare/azione/smantruppare: per il resto, gli altri bottoni fanno il loro dovere senza particolari patemi di genere. A livello di “peso” sulla SD, Return to Popolocrois è abbastanza esigente, con circa 12mila blocchi richiesti.

Valutazione

Grafica 80%
Sonoro 81%
Giocabilità 70%
Carisma 85%
Longevità 85%
Final Thoughts

Return to Popolocrois: A Story of Seasons Fairytale è un gdr con elementi campagnoli longevo e piacevole, che fa del suo forte la facilità d'accesso e un generale feeling allegramente fiabesco.

Overall Score 80%
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