riot civil unrest PC, Recensione

Riot Civil Unrest – Recensione – Un ottimo progetto riuscito a metà


Leonard Menchiari,IV productions

Sviluppatore

Merge Games

Publisher

Strategico

Genere

Riot Civil Unrest è gioco di strategia sviluppato da Leonard Menchiari e dalla IV productions (Ivan Venturini). Questo progetto è noto da svariati anni ma solo adesso abbiamo modo di provare la versione 1.0. Riot Civil Unrest esplora varie proteste avvenute in europa, e nel mondo, durante gli ultimi anni, cercando non schierarsi. Passeremo dai No Tav alla primavera araba, con possibilità quasi infinite considerato l’editor che ci permette di ricreare altri scenari. Vediamoci il trailer:

Gran parte dei giocatori stagionati avra già notato quale può essere il problema in un gioco simile. Il concetto di Riot Civil Unrest è unico e decisamente accattivante ma incredibilmente difficile da far funzionare come gameplay.

Gameplay

Questa volta parto subito dal gameplay, per togliermi la parte più spinosa della recensione. Riot è un gioco strano, dove dovremo scegliere una delle due fazioni disponibili (manifestanti o polizia) per poi affrontare svariati scenari che durano pochi minuti. Ogni fazione ha un obiettivo e starà a voi raggiungerlo. Il nostro schieramento sarà suddiviso in gruppi di persone o diversi tipi di reparti antisommossa. Dovremo quindi resistere, sgomberare, occupare in base allo scenario e allo schieramento. I gruppi di persone o polizia verranno mossi con i classici comandi da RTS, usando mouse per indicare e alcuni tasti rapidi. Il gameplay di Riot è purtroppo avaro di soddisfazioni, principalmente per via della poca profondità strategica.

Questione di approccio

Riot Civil Unrest spesso ci da la possibilità di scegliere come affrontare la prossima manifestazione. Si può decidere di presentarsi alle forze dell’ordine corazzati e pronti allo scontro oppure disarmati e pacifici. Tramite un menù avremo modo di personalizzare parte dell’equipaggiamento in dotazione. Potremo cambiare il grado di corazza dei poliziotti così come decidere di andare a manifestare con corazze e armi improprie pronte all’uso. Durante la partita si potrà cambiare stato a un gruppo di manifestanti facendolo comportare in modo pacifico (non cercheranno lo sconto) o aggressivo(tenderanno a disperdersi ma cercheranno di combattere). Il discorso vale anche per le forze di polizia, dove in aggiunta potremo scegliere che formazione utilizzare.

Condizioni di vittoria

Forse uno degli aspetti migliori del gioco è il modo con cui potremo raggiungere la vittoria. Le due fazioni possono cambiare di stato in base a cosa sta succedendo sul campo. Provocando la fazione avversaria e diventando violenti si perdono automaticamente dei punti di favore politico. Maggiori saranno le mazzate, più punti verranno persi. La vittoria dello scenario è ottenuta riuscendo a fare più punti degli avversari una volta sommato il risultato politico e quello militare. Avremo modo di vincere degli scenari pacificamente, magari con una marcata sconfitta militare ribaltata dal favore politico (capita quando i manifestanti vengono presi a mazzate dalla polizia in modo quasi gratuito).

Difficile gestione

L’aspetto che più penalizza Riot è il controllo sul campo di battaglia. La gestione è difficoltosa e poco appagante. I nostri manifestanti (o poliziotti) verranno divisi in gruppi che agiranno come un organismo a se. Muovere un blocco di 100 persone vedrà manifestanti sparpagliarsi leggermente, i poliziotti rimarranno in formazione. I riottosi non rimarranno uniti come una falange macedone, si comporteranno come un manifestante normalissimo in un qualsiasi appuntamento di piazza. L’intero gameplay consiste nel segnalare i gruppi e muoverli o attivare su di loro alcune abilità per aumentare il morale, ridurre l’effetto dei fumogeni e via dicendo(anche abilità offensive tipo le bombe carta). Uno scenario si trasforma quindi in un frenetico cliccare e premere tasti facendo sempre le stesse cose il più in fretta possibile.

Supremazia pacifica

Nel corso delle prime dieci partite mi sono reso conto come la strada che porta alle mazzate è percorribile dalla polizia ma solo in pochissimi casi. Fare a botte usando i manifestati è controproducente, anche quando la parte militare dello sconto va più che bene. Piazzare i rivoltosi velocemente e bene mette quasi sempre alle strette la polizia, costringendola a menare troppo le mani per ottenere la vittoria finale. Il comportamento pacifico ha “rotto” un paio di volte l’IA avversaria, facendola rimanere in posizione.

Grafica

Riot è realizzato completamente in pixel art. L’immagine che restituisce il motore grafico durante gli scenari è assolutamente di qualità, forse una delle migliori che mi sia capitato di vedere. Lo stesso comportamento dei manifestanti non è banale, vedere un marasma di persone che si sposta come se fosse un gigantesco organismo è assolutamente fantastico.

Sonoro

Il sonoro va di pari passo con la grafica, attestandosi su un livello molto buono. La parte meglio realizzata è sicuramente quella relativa ai suoni d’ambiente, con veri cori riprodotti nel corso degli scenari. Gli effetti cambiano in base a cosa sta succedendo sul campo e quando la polizia carica, potrete sentire distintamente l’agitazione dei manifestanti. Le forze dell’ordine sono un pò meno definite, dato che i suoni che si sentiranno saranno le selettive delle radio e qualche comunicazione volante.

Modalità di gioco

Un aspetto su cui mi sto ancora interrogando è la suddivisione delle modalità di gioco. Già dal primo avvio mi sono trovato davanti la modalità campagna e la modalità globale, senza capirne la differenza. Ho iniziato dalla campagna per una questione di abitudine, provando la modalità globale un paio di sessioni dopo. I livelli da affrontare nelle due modalità sono praticamente gli stessi, ma suddivisi in modo diverso. La campagna spezza i livelli raggruppandoli secondo le varie proteste (NO Tav, Grecia ecc..). La modalità globale ci riversa addosso tutti i livelli in sequenza, facendoci giocare tutto il disponibile. Progredendo nei livelli sbloccheremo anche dei manifestanti da usare come “condottieri” e che forniscono bonus. La polizia sbloccherà dell’equipaggiamento per le varie unità, dal tipo di lanciagranate alle corazze di diverso grado.

Editor dei livelli

Riot ci giunge fornito di un editor per i livelli che si integra con il workshop di Steam. Utilizzando questo tool aggiuntivo possiamo creare nuovi scenari da mettere a disposizione dei giocatori. Fornire un tool ai giocatori per creare è sempre una buona idea per creare una community.

valutazione

grafica 82%
sonoro 78%
giocabilità 56%
carisma 60%
longevità 74%
Final Thoughts

Riot Civil Unrest è un progetto con ottime idee che però hanno patito la trasposizione dalla carta al video. L'argomento trattato rende il gioco unico nel suo genere, le meccaniche che sono state pensate per il gameplay fanno fatica a essere divertenti e accattivanti. Dopo le 5-6 ore ho iniziato a trascinarmi nei livelli più per vedere come si proseguiva che per volontà di farlo. Tutto sommato un'esperienza positiva, anche solo per il contenuto che propone.

Overall Score 70%
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