Ron Gilbert fantastica su un suo Monkey Island 3: idea o trollaggio ?


Attraverso il suo blog, in occasione della recente dipartita degli studi Lucasarts, Ron Gilbert ha stilato una serie di punti dove spiega cosa farebbe nel caso in cui tornasse nelle sue mani la licenza di Monkey Island, per riprendere dove aveva terminato il lavoro anni fa. Una fantasia, dove egli stesso come vedrete chiarifica che si tratta solamente di un pensiero non concreto, ma che ha lasciato sospetti di trollaggio in alcuni degli sviluppatori di Curse of MI, stanchi di vedere il loro lavoro come una “sequel non ufficiale”. Ron ha così specificato che non intendeva arrecare danno al loro titolo, che considera un ottimo gioco, nel pieno rispetto dello spirito dei precedenti e del loro mondo, ma semplicemente che gli piacerebbe svincolarsi dalla serie attuale per la sua IPOTETICA creazione: “Dico solo che il mio MI 3 riprenderebbe due minuti dopo la fine del 2, e chissà che non si incastri con perfezione tra tale gioco e Curse”. Ah, tutto bene tranne per quanto riguarda il matrimonio finale, perchè “Elaine sarebbe troppo sveglia per fare un passo simile”.
Eccovi dunque ora i 17 (!) punti basilari per un nuovo titolo della saga: a lei la parola, Ron:


guy.brush1. Non sto facendo un nuovo Monkey Island. Non ho piani di fare un nuovo titolo. Non sto pianificando piani per un nuovo titolo.
2. Fatemelo dire ancora. Non c’è un nuovo Monkey Island in lavorazione e non ho piani di crearne uno. Sto solo pensando e sognando, chiedendovi di fare lo stesso con me. Perciò rimaniamo tutti calmi in barca: non agitiamoci o potremmo finire zuppi d’acqua.
3. Sarebbe un gioco retrò in vecchia bassa risoluzione. Bella arte retrò, ma aumentata dalle capacità moderne, come effetti di parallasse, profondità, illuminazione, etc. Tutta la roba che volevamo fare nel 1990 ma non potevamo. Monkey Island si merita questo. E’ autentico. Non ha bisogno di 3D. Ho visto i video con versioni tridimensionali: sono fighi, ma MI deve essere quello che è. Voglio il gioco che sia per tutti come noi ricordiamo Monkey Island.
4. Sarebbe una avventura difficile, guidata da ciò che rese l’era delle avventure passate così grandiosa. Nessun tutorial o sistema di aiuti o puzzle facili o aggiunte per modernizzare il titolo / adattarlo al mercato di massa. Vorrei un adventure game per gli hardcore. Dove ci si bloccherà. Ci si sentirà frustrati. Alcuni enigmi saranno difficili, ma tutti gli enigmi saranno piacevoli. E’ uno degli aspetti di Monkey Island del quale sono molto orgoglioso, sappiatelo.
Elaine5. Toglierei i verbi. Io amo i verbi, davvero, e sarebbe un peccato perderli, ma sono ammuffiti. Non è così spaventoso come possa suonare. Non ho ancora pensato a come fare (non che ci stia pensando, ma se ci stessi pensando, cosa che non sto facendo, non saprei come fare). Potrei ancora cambiare idea , ma anche no. Mmmmm… verbi.
6. Inventario pieno. Icone belle grandi e succose piene di pixel. La prima versione del gioco aveva un inventario testuale, mentre la release più tarda di MI 2 aveva enormi icone di inventario, ed era il nirvana. Dovranno essere così belle da farvi venire voglia di leccarle. Quello è uno dei punti essenziali anche per la scatola di gioco.
7. Ci sarebbe una scatola. Io immagino che la maggior parte delle copie sarebbe venduta in modo digitale, ma delle volte tu vuoi solamente rotolarti nelle scatole delle tue avventure grafiche. So che lo vorresti fare. A parte ciò, dove piazzereste la rondella con i codici? (Sistema anti pirateria dei primi due MI)
8. Ci sarebbero enigmi basati sul dialogo. Non veri e propri rompicapi, ma è cosi che li chiamavamo. Essere capace di infilare 4 battute in una volta e perderti nell’umorismo di una conversazione era la base portante di Monkey Island. Nessuno ha fatto di meglio da allora. Giusto una mia opinione.
Zombie-lechuck-close9. Riprogrammerei lo SCUMM. Non uno SCUMM nello stesso linguaggio di prima, ma simile a quel che lo SCUMM ha portato ai propri giochi. Era costruito sula realizzazione di avventure e sulle interazioni rapide. Ha fatto cose che il LUA non si è mai sognato di fare. Quando il LUA era al liceo, lo SCUMM lo picchiava per i soldi del pranzo. True Story. Lo SCUMM viveva e respirava avventure grafiche. Costruirei un motore ed un linguaggio dove le idee simpatiche possano essere discusse con grandi risate a pranzo ed inserite nel gioco quel pomeriggio stesso. Lo SCUMM lo permetteva. E’ qualcosa che oggi si è perso.
10. Sarebbe realizzato da un team molto piccolo. Non 30 o 20, ma 10 persone o meno. Ciò significa che il gioco sarebbe finito in molto più tempo, ma credo che rimarrebbe molto più personale e forgiato con amore. Amore scimmiesco…no, un attimo, non è quello che intendevo…
11. L’unico modo che potrei avere per fare o meno un altro Monkey Island sarebbe se avessi le licenze. Ho speso troppo tempo della mia vita creando e facendo cose che possiede altra gente. Non solo permetterei di creare fan games, ma incoraggerei questo fenomeno. Etichettarli come tali, rispettando il mondo ed i personaggi, e senza che rivendichino il fatto di essere originali. Naturalmente, una volta che gli avvocati si prenderanno cura di ciò, l’ultima frase diventerà lunga sette pagine.
stan12. Si chiamerebbe Monkey Island 3a. Tutti i giochi dopo Monkey Island 2 non esistono nel mio universo di gioco. Tutte le mie scuse a tutta la gente talentuosa che ha lavorato a questi titoli, ma io voglio riprendere da dove ho lasciato. Libero di bagagli. In un carnevale. Ciò non vuol dire che non ruberei delle buone idee o personaggi da altri giochi. Non andrei oltre a questo.
13. Non sarebbe il Monkey Island 3 che stavo facendo nel 1992. Non sono la stessa persona che ero allora. Non potrei mai fare quel gioco ora. Sarebbe una perdita di tempo. La speranza è che questo sia ancora meglio di quello di allora.
14. La stampa non avrebbe copie in anteprima. Conosco tutte le ragioni che portano a volere vedere un titolo ante-lancio, e sono validissime, ma sento che dovrebbero giocarlo nello stesso tempo degli altri. Spero che non si infurino con me. Il mio punteggio su Metacritic spera che non si infurino con me.
15. Sarebbe completamente doppiato. E’ qualcosa che abbiamo sognato in passato ed ora potremmo farlo.
16. Se dovessi usare Kickstarter, non ci sarebbero video divertenti in cui io mi mostro cercando di essere accomodante (come se potessi). Nessuna concept art o promesse o folli obiettivi da raggiungere o ridicole ricompense. Sarebbe grezzo ed onesto. Sarebbe libero dall’hype e distrazioni varie che mi bloccherebbero dal realizzare il miglior gioco che potessi creare. Vero, non raccoglierebbe enormi somme di denaro o romperebbe alcun record, ma non è ciò che voglio fare. Io voglio creare un gioco.
17. Il gioco sarebbe il gioco che voglio realzziare. Non voglio la pressione del provare a creare il gioco che voi volete che faccia. Vorrei scomparire per lunghi periodi di tempo. Non vi darei update costanti o cibo per la macchina dell’hype. Mi mostrerei cose che mi esaltano o divertono. Se mi lasciate fare tali cose, questo gioco lo amerete.
Quello, ve lo posso promettere.

Due riflessioni a margine: Ron, è giusto che tu non voglia in futuro alimentare la macchina dell’hype, ma scrivendo queste cose lo stai già facendo. Due: dopo avere letto cotanta trafila, cara Disney, non pensate che possa essere una buona pubblicità mediatica ridare sto pezzo di carta a quest’uomo? Davvero preferite tenervelo per fare su magliette, tazze e presine?


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