Root Double Before Crime * After Days Xtend Edition Nintendo Switch, Recensione

Root Double Before Crime * After Days Xtend Edition – Recensione


16 settembre 2030, una serie di misteriose esplosioni nel centro di ricerche nucleari LABO richiama l’intervento di una squadra speciale di soccorritori, i Sirius. Occorre mettere in sicurezza la struttura e verificare la presenza di eventuali superstiti tra il personale del laboratorio, mentre incombe il rischio di una fusione nucleare e le fiamme si propagano per l’intero edificio. L’incipit di Root Double, Before Crime After Days Xtend Edition, (da ora in poi Root Double perché la vita è troppo breve per scrivere i titoli per intero) è certamente in grado di incollare il giocatore sin dalle prime battute, almeno se si sceglie la route A, quella ambientata dopo l’incidente nel LABO. Con una impostazione piuttosto peculiare, infatti, il gioco ci permette sin dall’inizio di poter scegliere quale delle due diverse storie affrontare per prima: quella ambientata dopo l’esplosione del centro di ricerca o quella che, invece, parte da alcuni giorni prima di tali eventi. Ognuna delle due novel avrà protagonisti differenti che, come facilmente immaginabile, andranno poi ad incrociare i loro destini, dando vita ad un’unica narrazione molto più complessa e stratificata di quanto le prime battute di gioco non lascino intendere. Ho parlato di scelta peculiare perché la narrazione degli eventi anteriori all’incidente del LABO è necessariamente da affrontarsi dopo quella che invece ci catapulta già nel pieno dell’emergenza.


Root Double Before Crime * After Days Xtend Edition

Quest’ultima, infatti, ci introduce come protagonista un membro della squadra Sirius che nel bel mezzo dell’operazione di soccorso viene colto da una totale amnesia. I vari personaggi che incontreremo in questa storia, quindi, saranno per noi dei perfetti sconosciuti e non ci sarà possibile capire sin dall’inizio di chi potremo fidarci e di chi no. Al contrario, la route B segue una narrazione inizialmente più lineare, spiegando la storia e le origini del diverso protagonista (uno studente) e degli altri comprimari e rischiando, così, di rovinare parte della sorpresa e dell’atmosfera per chi dovesse seguire una lettura inversa degli eventi. Insomma, fatevi un piacere e non seguite l’ordine cronologico, la narrazione ne guadagnerà. Fatta questa doverosa premessa, cerchiamo di capire cosa ha da offrire Root Double nell’affollato panorama delle visual novel. Il titolo, nato dalla collaborazione delle due case giapponesi Yeti e Regista, viene inizialmente pubblicato su Xbox 360 e Windows nel lontano 2012, per poi essere convertito su più piattaforme negli anni successivi e giungere finalmente oggi sui nostri Nintendo Switch. Si tratta di una visual novel abbastanza classica nell’impostazione e, pertanto, chi si è già cimentato nel genere non farà fatica a prendere confidenza col prodotto. Per i neofiti totali, occorre dire che si tratta di un gioco dove la narrazione è elemento preponderante e dove la lettura di pagine e pagine di storia costituirà un buon 90% dell’esperienza, accompagnata dalla possibilità di indirizzare lo sviluppo della trama verso strade diverse, a seconda delle nostre scelte in punti chiave. Chi cerca l’azione fugga da questa recensione, qui al massimo sarà richiesta la pressione del tasto a per far avanzare i dialoghi (quando non imposterete lo scorrimento automatico). Allo stesso modo, chi non ha buone conoscenze della lingua inglese valuti attentamente l’acquisto, tutto il gioco è stato localizzato nell’idioma di Albione, peraltro solo nella parte scritta, senza traccia alcuna dell’italiano, mentre i dialoghi rimangono recitati in giapponese, con gli ovvi sottotitoli per renderli intelligibili. Ora che siamo rimasti forse in pochi ma ben motivati , è giunto il momento di affrontare i punti cardine di ogni visual novel che si rispetti, per capirne il reale valore: trama, sistema delle scelte e illustrazioni. Cosa c’è che ci ha convinto e cosa no in Root Double? Andiamo per ordine.


Inferno di cristallo nucleare


La trama in una visual novel è, certamente, l’elemento preponderante, in grado di fare la differenza tra un buon titolo ed un capolavoro, nonché la principale attrattiva per chi decida di cimentarsi nel gioco. Consapevole di quanto gli spoiler possano rovinare l’esperienza, cercherò di non scendere eccessivamente nei particolari, limitandomi agli eventi dei primi minuti di gioco, in una storia che, comunque, porterà via ai completisti qualche decina di ore per essere interamente sviscerata. Come anticipato, la route A ci cala immediatamente nel bel mezzo di una crisi nucleare con protagonista il capo squadra dei Sirius intervenuti sul luogo dell’incidente. Per ragioni inizialmente sconosciute, il nostro eroe non ricorda assolutamente nulla né della sua persona né degli eventi che lo hanno portato all’interno del LABO. Sin dalle prime battute faremo conoscenza dei personaggi che diventeranno presto i nostri compagni di avventura e che si trovano nella struttura per i motivi più disparati, ivi comprese due nostre colleghe del reparto speciale. Come ogni buona visual novel di stampo mistery che si rispetti, non ci sarà dato di sapere sin dall’inizio se quello che gli altri comprimari ci raccontano sia o meno la verità, quale siano i loro veri obiettivi e di chi possiamo fidarci in definitiva. Le prime battute della storia saranno equamente divise tra il nostro tentativo di recuperare i ricordi del passato e la costante sfida di sopravvivenza che verrà posta di fronte ai personaggi.



Non dimentichiamoci, infatti, che ci troviamo all’interno di una struttura di ricerca nucleare appena colpita da una serie di esplosioni che, oltre a distruggere parte dell’edificio ed incendiarne altre, ha scatenato una vera e propria fusione, con conseguente aumento esponenziale dei livelli di radioattività ai quali verremo esposti. È per questa ragione che, sin dall’inizio, sarà nostra priorità la ricerca di particolari fiale che ci proteggano dall’esposizione alle radiazioni e ci consentano di raggiungere con maggiore calma una via d’uscita dal LABO, mentre saremo impegnati anche alla ricerca di eventuali ulteriori superstiti. Nelle prime battute dell’avventura l’impressione è quella di trovarsi di fronte ad una storia di sopravvivenza o a un disaster movie, dove i protagonisti devono collaborare per salvare le loro vite da una fusione nucleare. Pian piano, però, la vicenda prenderà una piega ben diversa e ci renderemo conto che quello che sta avvenendo di fronte ai nostri occhi tutto è tranne che un normale incidente. La storia è certamente rivolta ad un pubblico adulto, sia per la complessità lessicale di alcuni passaggi che per qualche episodio violento, che spesso ci prenderà di sorpresa. La route B abbandona l’ambientazione claustrofobica del LABO per concentrarsi sulla vita scolastica di alcuni personaggi e apparentemente tiene un tono più leggero e rilassato.



Ma, anche qui, il giocatore-lettore dovrà aspettarsi qualche colpo basso quando meno se lo aspetta. Si tratta di un doppio binario narrativo che sicuramente funziona e che, da un certo momento in poi, ci incollerà letteralmente alla sedia fino al raggiungimento del finale. Le prime fasi dell’avventura sono forse più lente e meno riuscite, concentrandosi sulla sopravvivenza dei protagonisti e sull’incendio nel laboratorio e lasciando lo sviluppo della trama un po’ sullo sfondo. Dopo qualche ora, per fortuna, la vicenda prenderà una piega diversa e i misteri inizieranno a farsi sempre più numerosi e intricati. Per la comprensione di quello che avviene di fronte a noi non basteranno le prime due storie, ma dovremo necessariamente continuare la nostra avventura anche dopo i titoli di coda. Ciascuna delle due route principali, infatti, ci lascerà con un senso di incompiuto e qualche mistero irrisolto. La pazienza e la dedizione premieranno comunque il giocatore che vorrà arrivare alla fine dell’esperienza, svelando sin nei minimi particolari un intreccio narrativo dalla notevole complessità.


Sistema Scelte Semplificato


Come anticipato, in un titolo improntato principalmente alla lettura e alle visione delle illustrazioni grafiche, l’unico elemento di interattività lasciato al giocatore è limitato a momenti precisi nei quali saremo chiamati a scegliere il percorso della trama. Anziché utilizzare un sistema classico a scelta multipla, Root Double introduce una modalità originale denominata Senses Sympathy System ( da adesso in poi SSS). Il suo funzionamento non è di immediata comprensione e, pertanto, viene introdotto da un apposito tutorial presente in entrambe le route. In pratica, in determinati momenti della storia, comparirà un simbolo rappresentante un enneagramma (fondamentalmente un grafico a stella con nove punte) che ci indicherà la possibilità di influire sulla trama. L’enneagramma rappresenta i nove personaggi principali, uno in ogni punta della stella, e il nostro rapporto di fiducia con questi ultimi. Nei momenti predefiniti potremo modificare detto schema aumentando o diminuendo la fiducia e il legame rispetto a uno o più personaggi, che conseguentemente si rapporteranno con noi in modo diverso. Interessante anche il fatto che spesso dovremo intervenire anche sul legame con noi stessi, influenzando la nostra autostima e fiducia. Vi siete persi?



Tranquilli, è perfettamente normale. L’SSS risulta, infatti, nelle prime battute poco chiaro e dal funzionamento spesso misterioso, costringendoci a volte, ad andare avanti per tentativi. Se, da una parte, si tratta sicuramente di una scelta interessante e diversa dai sistemi classici a bivio, dall’altra devo ammettere di aver rimpianto in alcune occasioni una modalità più chiara, che mi permettesse di capire meglio in che modo stavo influendo sulla trama. Capiamoci bene, non sto dicendo che avrei voluto sapere dove mi avrebbero condotto determinate scelte (cosa ovviamente non possibile in una visual novel) ma che in certi momenti non sono riuscito a comprendere se il meccanismo mi permetteva di schierarmi con un determinato personaggio rispetto a un altro. Nella route B il sistema risulta forse più chiaro, viste anche le ore passate a impratichirsi nella prima trama, ma i momenti oscuri non mancano. L’SSS, poi, risulta diviso in tre tipi diversi a seconda del grado di importanza delle scelte che saremo chiamati a compiere. Lo schema blu ci indicherà opzioni dalla bassa influenza sulla trama, quello giallo la presenza di un vero e proprio bivio narrativo e quello rosso il rischio di una prematura dipartita in caso di decisione sbagliata. Qualora dovessimo incappare in una delle tante bad ending, un sistema di suggerimenti ci indicherà in maniera piuttosto chiara come e dove abbiamo sbagliato, permettendoci di proseguire nella storia senza grandi intoppi e modificare le nostre scelte. Il sistema di aiuti è liberamente disattivabile ma, vista la poca chiarezza di certi passaggi, il consiglio è di iniziare utilizzandolo, salvo poi rimuoverlo qualora si decida un grado di sfida più elevato. Per poter arrivare al true ending dovremo prima raggiungere il finale migliore nelle due route e, pertanto, saranno necessari più tentativi e una discreta dose di pazienza.


Leggi o guardi le figure?


Dal punto di vista tecnico Root Double è sicuramente un prodotto valido, caratterizzato da un buon livello di cura sia per quanto riguarda la grafica che il sonoro. Le illustrazioni che accompagnano la narrazione saranno quasi completamente statiche, salvo piccolissime e sporadiche animazioni, ma il dettaglio dei disegni ed il character design lasceranno certamente soddisfatti il giocatore. Il prodotto adotta uno stile manga non caricaturale per i personaggi, che si adatta bene sia ai momenti più leggeri sia a quelli nei quali il tono della narrazione diventerà più oscuro e violento. Ho provato il gioco sia nella modalità portatile che sul televisore di casa e se devo dire che la prima ha, certamente, il vantaggio di consentire partite mordi e fuggi nei ritagli di tempo, alla fine sono rimasto maggiormente convinto dall’opzione docked.


Root Double Before Crime * After Days Xtend Edition

Il buon dettaglio delle illustrazioni, infatti, non sfigura neppure su uno schermo di grandi dimensioni e la possibilità di seguire la vicenda comodamente sdraiati sul divano, con l’avanzamento automatico, permette anche lunghe sessioni di gioco. E quando la trama ingranerà sarà davvero difficile staccarsi dallo schermo. Nella route A forse si assiste ad un eccessivo riciclo degli ambienti e delle illustrazioni, complice anche il fatto che l’intera vicenda si svolge in un’unica ambientazione. Questo piccolo difetto viene quasi completamente meno nelle altre route ed è, comunque, assolutamente fisiologico in una storia lunghissima. Per quanto riguarda il sonoro ci troviamo di fronte ad un’ampia varietà di musiche di sottofondo, tutte sufficientemente valide ed in grado di calarci nel contesto narrativo sottolineando i momenti di maggior tensione e risultando sempre un buon accompagnamento. I dialoghi sono interamente parlati in lingua giapponese, con una scelta che ho certamente apprezzato e che, solitamente, preferisco a doppiaggi frettolosi in lingua inglese. Non mancano le classiche opzioni per poter visualizzare in ogni momento illustrazioni e filmati sbloccati o riascoltare qualche musica, in modo da godere ancora una volta dell’ottimo lavoro svolto da un punto di vista artistico.

Lato Tecnico 85%
Sonoro 80%
Giocabilità 80%
Carisma 85%
Longevità 90%
Final Thoughts

Double Root non vi farà cambiare la vostra idea sulle visual novel, essendo un prodotto certamente classico, che in alcuni punti tradisce le sue origini di un videogame di ormai otto anni fa. Se odiate visceralmente il genere e cercate l'azione, nulla potrà convincervi a passare sul gioco le tantissime ore necessarie per arrivare al true ending. Si tratta di un prodotto evidentemente indirizzato agli appassionati di visual novel, che potranno godersi sulle loro Switch una storia profonda e curata, che merita di essere riscoperta anche oggi. I punti forti di Root Double sono, sicuramente, la trama e la caratterizzazione dei personaggi, tutti ugualmente interessanti e sfaccettati, ricchi di segreti da scoprire. Per arrivare in fondo alla vicenda occorreranno diverse ore, ma sarà tempo ben speso e i giocatori più pazienti potranno perderne molte altre alla ricerca di tutti i numerosi finali alternativi. Purtroppo alcuni difetti impediscono al gioco di raggiungere le assolute vette di eccellenza di altre visual novel, primo fra tutti un sistema di scelte che appare spesso poco chiaro e una serie di momenti in cui la storia sembra prendersela un po' troppo comoda, soffermandosi su particolari magari trascurabili. Nulla che impedisca al gioco di risultare, comunque, godibile dall'inizio alla fine, regalando alcuni passaggi memorabili a chi vorrà perdersi nella sua narrazione. Root Double è soprattutto un grande racconto che rimarrà impresso nella memoria dei lettori e che oggi come otto anni fa merita tutta l'attenzione degli appassionati del genere.

Overall Score 84%
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