Root Letter: Last Answer PC, PS4, Recensione

Root Letter: Last Answer – Recensione: Un mistero epistolare


Invader Studios

Sviluppatore

Destructive Creations

Publisher

Survival Horror

Genere

Root Letter della Kadokawa Games torna in versione definitiva su PS4 e PC con “cose” in più non eclatanti, tuttavia la qualità narrativa della produzione rimane ancora oggi a livelli eccellenti.



AMICI DI PENNA


Le vicende di Root Letter: Last Answer iniziano con un sapore nostalgico. Mentre il ragazzo trentaduenne che impersoneremo è impegnato a riordinare il suo locale, ritrova le lettere della sua amica di penna Aya Fumino, conosciuta 15 anni prima e di cui dopo la decima lettera non ebbe più alcuna notizia. Almeno prima di trovarne una ancora sigillata, una lettera dal testo inquietante su cui scritto: “Ho ucciso qualcuno. Devo espiare i miei peccati. Questo è un addio”. Preso dall’inquietudine e dalla nostalgia, il nostro eroe decide di andare nella città di Matsue, la città della ragazza.




Questo incipit apre la trama a una delle novel narrativamente più articolate e ben fatte degli ultimi anni, dove in un susseguirsi di indizi e ricerche, verremo a conoscenza di tutti i compagni di classe di Aya Fumino, ognuno con i suoi misteri e una personalità ben definita. Seppur i personaggi possano a un primo momento apparire stereotipati, i problemi che li affliggono riescono a smuovere la nostra empatia e curiosità. Root Letter: Last Answer si discosta da altre produzioni dello stesso genere proprio per il suo taglio più maturo e introspettivo, anche se non mancano momenti un po’ più goliardici e un feeling da narrazione thriller che riesce a intrattenere il giocatore fino alla fine dell’avventura, merito anche di un retrogusto esoterico di stampo folkloristico nipponico sempre affascinante.


COMPAGNI DI CLASSE:


Come in ogni visual novel che si rispetti anche in Root Letter: Last Aswer non avremo a disposizione chissà quali parti interattive, anche se in questa occasione il gioco offre una certa libertà in più. Prima di tutto sarà possibile spostarsi – quasi autonomamente – tra un luogo all’altro, inoltre l’inserimento di minimali feature da avventura grafica occidendale (tipo: guarda, interagisci, pensa, usa un oggetto, ecc ecc) rendono l’immersività al gioco di buon livello e mai banale.



Apprezzabili anche gli interrogatori, dove al giocatore sarà richiesto di mettere insieme tutte gli indizi per schiacciare il suo interlocutore e farsi raccontare tutto quello che sa su Aya Fumino. Ovviamente generalmente appare sempre molto “minimal”, ma dobbiamo dire che il gioco funziona e grazie a dei dialoghi interessanti – mai eccessivamente prolissi – vanta un buon ritmo in tutte le 6/7 ore che serviranno a completarlo. Almeno per la prima run, visto che il gioco offre ben cinque finali diversi da scoprire. Solamente una volta visionati tutti ci sarà davvero chiara la trama fino in fondo. In ogni caso va detto che finito il gioco la prima volta si potrà accedere direttamente a tutte le schermate, soprattutto sarà possibile la modalità skip per andare agevolmente verso gli intrecci che cambiano l’epilogo della storia.


TRA ANIME E DRAMA:


Tra le novità più significative di questa remastered c’è sicuramente da segnalare l’aggiunta della modalità Drama Mode, ovvero la totale riconversione delle grafiche in stile anime in vere e proprie foto con attori in carne ed ossa (presi dalla strada, aggiungiamo noi). Il risultato è abbastanza trash a dirla tutta, anche se abbiamo apprezzato questo esperimento che per un attimo ci ha riportato indietro nel tempo con le visual novel 32 bit targate SEGA Saturn, almeno a livello suggestivo.



Purtroppo però il risultato finale è abbastanza imbarazzante, restituendo un feeling da fotoromanzo più che di un live-action ben strutturato. Scelta sicuramente originale ma allo stesso tempo inefficace se l’intento era renderla una feature attira-pubblico per questa revisione, a maggior ragione quando la controparte disegnata funziona ancora oggi benissimo e può contare su un’estetica piacevole e aggraziata. Insomma, dubitiamo che qualcuno lascerà mai attiva la modalità Drama per più di 5 minuti.
Musiche e doppiaggio si attestano su buon livello e il nuovo epilogo aggiunge pepe a una storia già di per sé abbastanza ricca e intricata per incollare alla poltrona. L’unica pecca è la mancanza della localizzazione in italiano, il gioco infatti è disponibile solo sottotitolato in inglese; un vero peccato, considerando anche il fatto che si tratta di una delle visual novel più vendute degli ultimi anni, quindi avrebbe perlomeno meritato una pubblicazione meno avara.

Grafica 78%
Sonoro 84%
Giocabilità 77%
Carisma 88%
Longevità 85%
Final Thoughts

Root Letter: Last Answer è un'ottima riproposizione di una delle migliori visual novel contemporanee. Per gli amanti del genere si tratta di un must have, per tutti gli altri la fatica di Kodokawa Games rappresenterà sicuramente un'avventura dai toni maturi e interessanti. Peccato solo che le poche - e non troppo riuscite - novità introdotte in questa remastered rendono poco appetibile il tutto per chi ha già giocato alla versione standard.

Overall Score 82%
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