rune factory 4 special Nintendo Switch, Recensione

Rune Factory 4 Special – Recensione: Zappate reloaded


Rune Factory 4 Special ci offre di nuovo la collaudata formula della versione originaria per 3DS: mattinate a zappare, pomeriggi a cucinare e serate a cazzeggiare. Ed esplorazioni di dungeon nei weekend! Sotto col video, e più giù di reviù che POTREBBE somigliare molto a quella della versione precedente, perché in effetti è quella ma aggiornata:

La fabbrica delle rune ha (ri)aperto giù in città

Dopo la difficile storia editoriale della versione 3DS, Rune Factory 4 Special arriva su Switch in pompa molto più magna, con tanto di limited edition, ricchi premi, e i consueti cotillon che nessuno sa che minchia siano.

Ma andiamo al sodo: per i meno informati, in Rune Factory 4 Special vestiremo i panni del giovane Lest (o della sua controparte femminile) il quale, dopo un tentativo di dirottamento dell’aeronave sulla quale viaggia, si trova letteralmente “precipitato” in una bizzarra quanto piacevolemente serena e bucolica comunità campagnola. Accolto dall’antico drago (ma sarebbe il caso di dire “signora drago”) Ventuswill, protettrice della città, Lest si ritroverà per un curioso equivoco a vestire il ruolo di nobile locale. Tale fittizia nobiltà acquisita per cazzeggio lo porrà nel ruolo di braccio destro di Ventuswill, intento a gestire la parte contadina della città e a intessere buoni rapporti con vicini e turisti senza dimenticare un ruolo più attivo di “difensore” della città stessa, intraprendendo quest nelle lande circostanti.

rune factory 4 special

Voglio (ri)andare a vivere in campagna

In quanto a gameplay, Rune Factory 4 Special si pone a metà strada tra un gioco di ruolo alla giapponese e un gioco “manageriale” dove, al contrario degli scatafasci della UIG e clonazzi di genere, non dovremo cimentarci con bug astrusi ma solo affrontare la citata serena vita campagnola fatta di (non necessariamente in quest’ordine): colture, zappate, cucina rustica, relazioni di buon vicinato. E svolgere missioni di ricerca nella foresta per conto della draghessa di cui sopra, cosa che fanno tutti i contadini. Cioè, principi che fanno i contadini. Che poi non sono principi. Vabbè, ci siamo capiti.

Delirio verbale a parte, il tempo del nostro avatar sarà regolato da un orologio e da un calendario, da utilizzare per regolarsi con eventi vari, gestione delle colture e contatti con i vari residenti della zona. I compiti ci saranno assegnati sia da Ventuswill che da una simpatica “cassetta dei suggerimenti” parlante, che ci descriverà quanto richiesto dai simpatici abitanti della zona. Tali tasks potranno variare da azioni basilari – durante le prime battute di gioco, molte delle quest andranno fondamentalmente a comporre un molto diluito tutorial – a compiti più complessi e tendenzialmente più pericolosi. Completare gli svariati compiti ricevuti servirà a sbloccare nuovi oggetti da acquistare nei negozi e nuove possibili azioni e attività per il nostro/a protagonista(/o?), rendendo sempre più ampio il parco delle “cose da fare”. Volendo, ci si può anche concentrare sul mero farming dei mostri (per i drop) e sul farming nel senso letterale del termine, guadagnando soldi con la zappa e l’annaffiatorio. Altre attività collaterali saranno quelle della cucina e dell’allevamento di “mostri amichevoli” – da reclutare più o meno forzosamente tra un’avventura e l’altra – senza poi dimenticare la possibilità di migliorare e fracassare oggetti a caso in nostro possesso. Per gli inguaribili romantici, sarà anche possibile flirtare con numerosi PNG: le percentuali di riuscita o di due di picche sul setto nasale saranno proporzionali a quanto bene/male avrete coltivato i rapporti con la persona in oggetto. Oltre alle classiche monete d’oro, come risorsa avremo i “prince points”, da spendere per migliorare in vari modi il nostro equipaggiamento, le strutture cittadine, acquistare “licenze” per svolgere (o svolgere meglio) date attività e, last but not least, organizzare festival ed eventi vari. E di sicuro c’è tanta altra roba che stiamo dimenticando di citare.

Le caratteristiche del nostro avatar saranno numerose, tutte valutate da parametri numerici migliorabili con il classico “learning by doing”: più si zappa, più saremo bravi a zappare e via dicendo. I RP (Rune Points) saranno la prima risorsa, consumabili ogni volta che eseguiamo azioni “contadine e dintorni” o all’uso di attacchi speciali: una volta esauriti, tali azioni finiranno per ciucciare via i punti ferita, con ovvi risultati se dovessimo continuare fino allo sfinimento.

Il combattimento, apparentemente iper-lineare durante le prime battute di gioco, si rivela più articolato col tempo: la quantità di combinazioni tra attacchi standard e magie/poteri speciali, più il supporto di aiutanti “umani” o mostrosi rendono il tutto sempre fresco, complice il fatto che i mostri saranno sempre meno fessi con l’andare delle ore e delle aree di gioco esplorate.

Tra attività mondane, meno mondane e per niente mondane, le “giornate” spese nel mondo di Rune Factory 4 Special scorreranno sempre veloci e piene di attività. L’inizio molto diesel del gioco serve a essere introdotti a una serie di meccaniche e mere cose da fare sempre numerose e alle volte complesse, dove un’attenta pianificazione della giornata e delle forze del protagonista (ricordate che non si può zappare a oltranza, anche i principi taroccati devono ricaricarsi!) sarà fondamentale per mandare avanti in maniera efficiente la cittadina. La parte interessante, però, è che si può essere anche poco efficienti, passando parte del tempo a grattarsi e chiacchierari con i bizzarri vicini: questi, per quanto vicini ai cliché dei giochi e dell’animazione giapponese in generale, sono tutti piacevolmente eccentrici (per andarci leggeri) e capaci di dar a gran parte dei dialoghi un piacevole senso di sobria follia. Se la longevità e la varietà rimangono i maggiori punti di forza del gioco, segnaliamo che a parte un tot di eventi romanticheggianti, la versione Special non aggiunge molto al ricchissimo parco “cose” della versione originale. Eppure, lo charme e il misto di coinvolgimento e relax dell’originale rimangono in pieno con la stessa intensità.

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Tecnologia (di nuovo?) rustica?

Sotto il profilo tecnico, Rune Factory 4 mostra spunti più che discreti, seppur forse non eccessivamente pompati nel passaggio da 3DS a Switch. Il comparto grafico si rivela ancora efficace, seppure rimasto “spigoloso”: esteticamente parlando, è molto evocativo e capace di dare un bel feeling di comunità bucolica, con tratteggi e colori gradevolissimi. Molto ben fatti anche i ritratti dei personaggi, in classico stile nipponico: di stesso stile e di stessa elevata qualità sono le varie cutscenes. La possibilità di fruire dal gioco in modalità tv rende il tutto più godibile rispetto al passato, se non altro, per una mera questione di pollici.

Il sonoro presenta dei punti interessanti. Le musiche sono di stampo classico “epico-ruolistico”, con l’aggiunta di brani ben capaci di sottolineare e arricchire il feeling di relax campestre evocato dalle ambientazioni. Carino il doppiaggio inglese, fomentato ma senza eccessi. Buoni gli effetti sonori, con la piacevole implementazione di suoni di stampo molto retrò nella gestione di menu e affini.

Il sistema di controllo funge in generale bene, con una pronta risposta alla pressione dei bottoni: tutto funge a dovere, anche durante i combattimenti la hit detection non presenta problemi di sorta. Di contro, alle volte si nota qualche piccola imperfezione nel riconoscimento della prossimità di alcuni oggetti da raccogliere, cosa che ci potrà farci impippare un poco nel capire dove metterci per prendere/posare qualcosa – in ogni caso, nulla di grave: la pratica ci farà capire dopo poco come aggirare questo problemino.

Valutazione

Look 86%
Sonoro 88%
Giocabilità 83%
Carisma 95%
Longevità 98%
Final Thoughts

Rune Factory 4 Special ripropone l'ottima formula della versione originale. Siamo davanti a un ottimo gioco di ruolo jappo a "sfondo campagnolo", sempre ricco di cose da fare e adatto sia a chi preferisce seguire una trama che per chi vuole dilettarsi maggiormente in attività quotidiane in un mondo di fantasia campestre. L'unica pecca, come detto, è il fatto che i contenuti nuovi siano un po' limitati: in ogni caso, è un titolo di gran spessore per tutti gli amanti dei giochi dal taglio bucolico e d'atmosfera.

Overall Score 90%
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