3DS, Recensione

Sayonara UmiharaKawase – Recensione


Agatsuma Entertainment

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Direttamente dal Giappone ed esclusivamente in versione digitale sull’eShop del 3DS, arriva anche da noi Sayonara UmiharaKawase, ultima iterazione della serie di platform (“rubbering action”, secondo il sito ufficiale) a tema ittico alquanto famosa nella terra del Sol Levante. Tripudiamoci con un filmato e poi ne riparliamo:

Mannaggia li pescetti

sayonara umiharakawaseSayonara UmiharaKawase ci mette nei panni di…Umihara Kawase (o Kawase Umihara, che dir si voglia), pettoruta ragazzuola 19/20enne con l’hobby della pesca e un mestiere da chef che si ritrova a girovagare per dei…ehm…paesaggi allagati per…catturare pesci con i piedi che camminano sul terreno? Più o meno. Ci pare. Ci pare anche che sul sito del gioco e su quello di Nintendo Italia (e NEL gioco stesso, se la cataratta non ci fa scherzi) il titolo è scritto Sayonara UmiharaKawase con le ultime due parole senza spazio, ma un po’ ovunque l’hanno scritto separato per non incartarsi a leggerlo (sempre meglio comunque che Yumi’s Odd Odyssey).

A prescindere dal delirio titolare, cerchiamo comunque di prendere il discorso alla larga così ci capiamo qualcosa. Il nome Umihara Kawase (scritto staccato, a differenza di questo nuovo titolo) non è nuovo a tanti giocatori con più anni sulle spalle più passione per i platform curiosi e leggermente alternativi. Iniziata nel 1994 su SNES (o meglio: Super Famicom) e pubblicata dalla TNN, la serie è nata dalla mente di un team relativemente indipendente guidato dal designer Kiyoshi Sakai e dall’illustratore Toshinobu Kondo. Tale brand è passato attraverso varie incarnazioni, etichette e piattaforme sia fisse che portatili (Playstation, PSP e DS), mantenendo sempre uno stile platform con livelli complessi e dalle architetture stile Calatrava dopo 30 gin tonic. Come in ogni platform si salta e tanto, ma a differenza degli altri la nostra pescatrice della domenica – e forse anche del giovedì – si aiuterà nei difficili zompi con una canna da pesca usata a mo’ di rampino. Sfruttando i concetti del pendolo e della molla, dovremo aiutare la nostra caruccia alter ego a trovare l’uscita – o meglio, le uscite – di cotanti complessi livelli dove le possibilità di precipitare in mare o sul pavimento sono sempre più che elevate. Ogni diversa uscita ci porterà verso una diversa sequela di livelli, per la gioia della varietà e per tanti diversi finali raggiunbili. Più chiaro ora?

Gameplay del caso

Sayonara UmiharaKawase

Avviando il gioco dalla schermata del titolo via touch screen potrebbe farvi incorrere in equivoci alquanto comici

Veniamo dunque a noi: in Sayonara UmiharaKawase il gameplay rimane ancorato alle basi classiche della serie. Affronteremo i livelli – 50 in tutto – in maniera lineare solo dopo i primi (durante i quali saranno mostrati brevi consigli a schermo, utili senza concretizzarsi in un ridondante tutorial postmoderno). Scopo del gioco sarà quello di raggiungere la porta d’uscita – una porta vera e propria, in legno relatiavmente massello! – nel minor tempo possibile, senza dimenticare che alcune stage avranno un’uscita secondario posta in punti ben più complessi da raggiungere rispetto a quella primaria. Con un cast inizialmente di tre personaggi da scegliere (con abilità leggermente diverse tra loro), grazie al potere della canna (questa sì che suona male, detta in questo modo), potremo superare ogni baratro grazie alla potenza immane della lenza da pesca. Usata come “grappling hook”, ci aiuterà a superare baratri e a stordire nemici (quasi tutto ci farà secchi con un solo colpo, inclusi gli spuntoni memori di Mega Man): chiave di volta del gameplay sarà proprio il capire come sfruttare al meglio la fisica di tale sottile oggetto – una interpretazione sbagliata della stessa si tradurrà in innumerevoli craniate su pavimento e tuffi di testa in acqua, che corrisponderanno al fallimento dello stage in questione. A proposito di livelli…la locuzione “brevi ma intensi” li descrive al meglio: rischio mortalità elevato e tempo ideale di completamento dai 40 secondi ai 2 minuti…che tra 170mila retry (ovvio, dipende da quanto siete pippe) fa schizzare la longevità verso l’alto, con tanto di ranking via connessione che ci aiuta a sboronare con i vicini di casa. La raccolta di alcuni collezionabili e sblocco progressivo di piccoli bonus e una modalità secondaria (dove sì che i decessi si contano) aiutano nel supporto a fomento e rigiocabilità. Ma a tenere alta l’attenzione del gioco è, incredibile a dirsi per gli standard platformici recenti, l’interessante bilanciamento della difficoltà, che renderà il gioco un istigatore “sano” di maledizioni in sanscrito e aramaico: basteranno pochi livelli per farvi capire quanto il gioco non perdoni errori di genere, richiedendo una padronanza sempre maggiore della lenza. L’apparentemente strana fisica del gioco ha in realtà un comportamento più preciso di quanto possa sembrare all’inzio e capirne le differenti applicazioni in contesti di assurdità crescente costituisce una sfida interessante che, unita all’atipica gestione dei checkpoint (solo due personaggi possono utilizzarli, e ci pareranno il sedere solo dopo UN decesso!), ci imporrà notevole perizia nell’uso dei controlli. Il grado di sfida si può geSayonara UmiharaKawaseneralmente vedere come soddisfacente per chi viene dalla vecchia scuola, senza però cadere nelle ridicolaggini di cattivera pura più design ridicolo di tanti giochi recenti che millantano di essere i salvatori dei platform duri e puri. Sayonara UmiharaKawase è, in fin dei conti, un solido platform (oppure “action game/rubbering action”, se preferite) con pochi fronzoli, che più per l’estetica vi terrà incollati allo schermo della console determinati a superare gli astrusi salti che vi porrà avanti livello dopo livello, tra trabocchetti vari e superifici alternative che complicheranno la vostra avventura zomparella. Persino il ritrovamento delle seconde uscite sarà una sfida piacevole sin dall’inizio, e nonostante un look alle volte troppo blando o di contro troppo stile LSD sarete sempre portati ad andare avanti…magari dopo qualche sano ragequit.

Noticine tecniche in chiusura

Il comparto tecnico di Sayonara UmiharaKawase è generalmente soddisfacente. I controlli funzionano bene, sono reattivi e precisi: una volta fattaci pratica potremo capire come ogni fetecchia e fail di genere non sarà dovuto a beghe di programmazione. In tema estetico, vediamo come la grafica sia piacevole pur senza stupire particolarmente: il look a metà tra il naif e il cubista alcoolico intriga quanto basta, anche se alla lunga sarebbe stata interessante una scelta di colori e di elementi di scenario più varia. Il sonoro è anch’esso buono: rilassante ma non sonnolenta né mogia/depressa, la musica ci accompagnerà senza scosse fino alla fine…e forse forse ci troveremo anche a fischiettarlo sul bidet al mattino. Discreti anche gli effetti sonori in generale.

Valutazione

Grafica 75%
Sonoro 78%
Giocabilità 85%
Carisma 87%
Longevità 87%
Final Thoughts

Trasudando "giapponesità" da tutti i pori, con un stile bizzarro e arricchito da un design ben realizzato Sayonara UmiharaKawase si rivela un titolo più che buono, capace di tenere alta l'attenzione dei giocatori grazie a un livello di sfida ben tarato e a un gameplay particolare.

Overall Score 82%
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