ScourgeBringer PC, Recensione, Xbox One

ScourgeBringer – Recensione: Un rogue-like frenetico pixelloso e post-apocalittico


Un monolite alieno ha destato un male sepolto, portando il mondo sul caos e distruggendolo. A salvare la baracca da questa situazione c’è lei, Kyhra. Una ragazza dai capelli che ricorda la marca di una compagnia del gas e una lunga katana pronta per affettare qualsiasi cosa le capiti a tiro. Detta così potrebbe apparire come una trama banale e scritta frettolosamente, in realtà ScourgeBringer – nuovo platform rogue-like prodotto dal duo Flying Oak Games – può essere vissuto su più piani di lettura. Un po’ come succede nei souls (dei quali sicuramente condivide la difficoltà estrema, ma lo vedremo dopo), l’avventura offre una lore abbastanza omogenea e dettagliata, dove sarà possibile scoprire risvolti insoliti man mano il proseguo dei livelli.



DEVIL MAY CRY + DOOM + PLATFORM 2D?


Appena giunti nel primo stage giocabile, ovvero un breve tutorial, ci accorgiamo subito che ScourgeBringer sfoggia un sistema non-lineare di progressione, con bonus e stanze generate casualmente. Come in ogni rogue-like si muore spesso, si perdono tutti i bonus temporanei, si ricomincia dall’inizio e se abbiamo collezionato abbastanza punti possiamo potenziare la protagonista (tramite un apposito albero delle abilità).
Al di là delle meccaniche di routine degne di ogni rogue-like, quello che balza subito agli occhi controller alla mano è un velocissimo e fluido combat system che richiama vagamente i più blasonati titoli stylish-action made in Japan (esempi? Devil May Cry o Bayonetta). La protagonista può sferrare fendenti in aria senza mai toccare il suolo, usufruire di attacchi potenti e sparare pallottole potenziabili con qualche power up.


ScourgeBringer

Il primo impatto è decisamente ottimo, per poi – purtroppo – scemare dopo che ci siamo addentrati più seriamente nel gioco. Soprattutto ci siamo accorti che spesso e volentieri viene ripagato più il mero button mashing, anziché chi cerca di elaborare con cognizione le risorse a nostra disposizione. Le stanze generalmente sono piene di nemici e per procedere alla successiva devono essere eliminati tutti. Finita un’ondata, ne appare subito dopo un’altra. Sarà il feeling delle musiche rock o la velocità d’azione, questa struttura ci ha ricordato vagamente l’impostazione piena di adrenalina degli ultimi due DOOM; decisamente non male, anche se nel lungo termine un po’ stanca.
Il gioco offre in media solamente 4/5 ore di gioco prima di essere completato, l’avventura in sé non è troppo lunga, ma la struttura trial and error alza esponezialmente il tempo prima di vedere la scritta “the end”. In pratica il fattore longevità è determinato dalla vostra curva d’apprendimento o da quanto reggete la ripetitività prima di abbandonarlo. Quest’ultima ipotesi è da tenere bene in considerazione perché ScourgeBringer è sicuramente un buon gioco ma risulta un po’ troppo debole se confrontato con altri rogue-like.


LA PIXEL ART NON ANNOIA MAI


A livello artistico ScourgeBringer si palesa con una grafica pixel art dalle figure minimali ma ben animate, il tutto valorizzato al meglio da una palette composta da colori decisi e allo stesso tempo sobri, mai eccessivi o stravaganti. L’impatto visivo è quindi buono, forse appare tutto fin troppo “grazioso” e questo stride un po’ con il concept del gioco che vede litri di sangue e un ambiente post-apocalittico pieno di oscuri misteri. Anche la varietà degli asset non ci ha convinto più di tanto, procedendo con l’avventura i vari tileset e mostri sono davvero troppo monotoni (cosa che si può riscontrare anche in uno striminzito bestiario).



Meglio sul versante dei boss, grossi e cattivi quanto basta per rendere ogni sfida di cattivone di fine livello avvincente. In generale quindi si tratta di una grafica ben confezionata e funzionale per le meccaniche proposte dal team di sviluppo, tuttavia manca quel guizzo capace di aumentarne il carisma.
Sicuramente molto meglio sul versante sonoro. Le musiche sono una collection di industrial-metal e synth-wave che esasperano nel modo corretto le fulminee fasi di combattimento, restituendo al giocatore una giusta dose di fomento. Anche gli effetti sonori sono di qualità, decisamente puliti e ben integrati nelle varie azioni di gioco.
Segnaliamo infine che il gioco è disponibile in più lingue, tra cui anche l’italiano.

Lato Tecnico 78%
Sonoro 87%
Giocabilità 70%
Carisma 81%
Longevità 70%
Final Thoughts

Senza ombra di dubbio ScourgeBringer è un indie di qualità, supera abbondantemente la sufficienza e si colloca come buon esponente del genere rogue-like. Tuttavia era lecito aspettarsi qualcosina di più e una maggior cura sul versante del design del gioco. Se siete amanti del genere e non disdegnate un gioco in pixel art, ScourgeBringer potrebbe comunque divertirvi grazie all'alto tasso di sfida che propone.

Overall Score 77%
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