PC, Recensione

Shadowrun Hong Kong – Recensione


Harebrained Schemes

Sviluppatore

Harebrained Holdings

Publisher

GDR tattico a turni

Genere

Facciamola breve e schematica, per quei pochi dei giovinastri interessati ad una lezione di storia videoludica. C’era una volta un gioco di ruolo cartaceo chiamato Shadowrun, da cui poi trassero alcuni videogiochi, il più famoso dei quali abitò in casa SNES. A parte qualche sporadica altra apparizione, il vero ritorno ci fu nel 2013 quando, a seguito di una campagna Kickstarter di successo, fu prodotto Shadowrun: Returns. La buona accoglienza del titolo, dovuta soprattutto ad un eccellente editor che fece scatenare il workshop di Steam, spinse gli sviluppatori ad espanderlo con una nuova (e più avvincente) avventura chiamata Dragonfall, piena, tra l’altro, di migliorie e patch per il gioco principale. Neanche il tempo di godersi i soldi e il meritato successo che Harebrained Schemes si mette al lavoro sul seguito e a inizio 2015 si getta a piangere su Kickstarter chiedendo soldi ai fan per infarcire Shadowrun Hong Kong di tante migliorie. Perché tutta questo acidume nella considerazione? Continuate a leggere e lo scoprirete.

BIGLIETTO PER HONG KONG

Shadowrun Hong Kong Screen (1)Per chi non lo sapesse, sono stati i fan a decidere l’ambientazione della nuova avventura, in seguito ad un sondaggio fatto dagli sviluppatori ed è così che il gioco è approdato ad Hong Kong.
L’ambientazione tiene fede allo stile della serie e al solito clima cyberpunk si aggiunge un retrogusto di riso alla cantonese. L’abbinamento è tra i più felici e il fantasy intrinseco della serie trova terreno fertile nel tradizionalismo e nella mitologia orientale, che vengono sfruttati per costruire l’intera trama. Anche le multinazionali, corrotte e assetate di potere, trovano finalmente pane per i loro denti dovendo scontrarsi con le solide radici della mafia cinese: la sanguinaria Triade. E’ proprio sotto la protezione di uno di questi boss, la zietta Chang (non fatevi ingannare dal nome, è un’arpia sadica dagli occhi a mandorla) che muoverete i primi passi nelle ombre alla ricerca di vendetta.
Shadowrun Hong Kong Screen (6)Più che la trama, a brillare è la vastità del gioco. L’ambientazione è molto particolareggiata e le missioni da svolgere in qualità di Shadowrunner sono tante e divertenti. Gli npc sono tutti molto carismatici e attardarsi in discussioni apparentemente inutili, oltre a darci un quadro più chiaro della situazione, potrebbe riservare anche qualche gradita sorpresa.

POLEMICHE CINESI

Shadowrun Hong Kong Screen (5)Volendo approfondire il discorso dell’acidume, bisogna parlare del gameplay. Le meccaniche di gioco di Shadowrun Hong Kong sono press’a poco identiche a quelle di Dragonfall, tanto che potrebbe essere il frutto dell’editor allegato. Spulciando i goal di Kickstarter si nota che tutte le novità del titolo sono dovute alla campagna di raccolta fondi. Ma quindi… ha senso vendere un titolo nuovo a prezzo pieno E fare una raccolta fondi? Non era il caso di fare l’una O l’altra cosa? La risposta, cari lettori, io non ce l’ho e non sto cercando di essere tendenzioso, pongo solo una domanda legittima.
In ogni caso, entrando nello specifico del gameplay le meccaniche sono sempre quelle di un gioco di ruolo a visuale isometrica con combattimenti a turni gestiti tramite punti azione. L’unica corposa novità è un nuovo e odioso metodo di esplorazione della Matrice, Shadowrun Hong Kong Screen (7)che ci obbliga a giocare a nascondino con i programmi di sicurezza utilizzando gli scomodi spostamenti tipici della serie e un mini gioco di memoria per hackerare i nodi della rete. Al di la di quello ci sono piccole variazioni, come un nuovo sistema di livellamento dei personaggi del party e qualche oggetto/incantesimo in più, niente che vada a modificare le meccaniche di gioco.

LEGGI CHE TI PASSA… LA VITA

Shadowrun Hong Kong Screen (4)In Shadowrun Hong Kong gli sviluppatori si sono sfogati. Intendiamoci, la narrazione che inframezza le discussioni e i personaggi estremamente originali sono cosa assai gradita, ma questa volta siamo di fronte ad una mole di parole che farebbe impallidire Dostoevskij.  A voi decidere se sia un pregio o un difetto, perché se è pur vero che è sempre possibile andare avanti veloce o tralasciare tutti i dialoghi secondari, è altrettanto indiscutibile che tutto il carisma del gioco verte proprio nella qualità della narrazione. In parole povere o lo affrontate con molta pazienza e curiosità, Shadowrun Hong Kong Screen (8)oppure potrebbe avere il sentore di un mediocre gdr e di una minestra riscaldata per chi ha giocato a Dragonfall.
Mi sento comunque di rassicurare che rimangono le quest con più metodi di approccio (combattimento, persuasione, hackeraggio, ecc…) e alcune delle decisioni prese durante il gioco potrebbero influire sull’andamento dell’ultima missione.

Valutazione

Grafica 80%
Sonoro 79%
Giocabilità 75%
Carisma 71%
Longevità 85%
Final Thoughts

Shadowrun Hong Kong è una nuova avventura nell'ambientazione Cyberpunk della serie, poco altro. Introduce pochissime novità, di cui una abbastanza discutibile, e cerca di ipnotizzare con una prolissa narrazione. I personaggi sono originali, la trama apprezzabile e la qualità del gioco è invariata rispetto a Dragonfall. Se i capitoli precedenti continuano ad entusiasmarvi e non vedete l'ora di imbarcarvi in una nuova avventura è un acquisto quasi obbligato, in alternativa è un buon prodotto senza eccellenze.

Overall Score 78%
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