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Shelter 2 – Recensione


Might and Delight

Sviluppatore

Might and Delight/Steam

Publisher

Indie

Genere

Might & Delight è uno studio norvegese nato nel 2010. Avendo tra le proprie file, a detta loro, personaggi nel campo della cinematografia e dell’arte, si dedicano a creare giochi che sono più che altro un particolare tipo di esperienza. Forse vi ricorderete di loro per il primo Shelter o Blue Flamingo.
Questo tipo di giochi difficilmente si presta ai soliti canoni di valutazione e vanno considerati proprio in virtù di quello che vogliono rappresentare. Shelter 2 dovrebbe rappresentare il vero spirito crudele e meraviglioso della natura. Per me è stata angoscia; pura, ineluttabile, inquietante, angoscia.

CONCEPT FELINO

Shelter 2 ScreenIl primo Shelter vi metteva nei panni di un tasso, questa volta vestirete i panni pelosi di una lince. Il perché del felino dalle lunghe orecchie è presto detto: è sia preda che predatore e questo significa abbracciare un’ ampia parte della catena alimentare. Lo scopo del gioco è di abbandonarvi in questa metamorfosi con poche spiegazioni e lasciare che la natura e il vostro spirito di sopravvivenza vi guidino. Se pensate che tutto questo possa essere relativamente facile, vi informo subito che non sarete soli, anzi avrete una cucciolata da accudire fino alla maturità, quando i vostri micetti ormai cresciuti vi abbandoneranno per seguire ciascuno la propria strada. L’aspetto romantico non è che una parte e va di pari passo con il resto dell’esperienza “naturale”. Il vostro compito di mamma è tutt’altro che semplice, pur riassumendosi in nutrire e difendere la prole, le difficoltà di questi due aspetti sono molte e variegate. Eccessiva disattenzione o negligenza, anche involontaria, può portare alla morte del vostro tenero, dolce, batuffoloso micetto. Cominciate già ad avere gli incubi?
La grafica è una parte molto importante dell’esperienza e quello stile unico serve a farvi godere le meraviglie della natura, che attraverserà le varie stagioni implicando cambi di scenario e di colori.

GIOCARE UNA LINCE

Shelter 2 Screen (1)Le meccaniche di gioco sono un punto delicato perché non bisogna dimenticare che Shelter si discosta dai soliti canoni e vuole essere più che altro un’esperienza da vivere. I comandi sono ridotti ai movimenti e ad un “istinto naturale” che vi permette di localizzare prede nelle vicinanze. Non mi dilungo più di tanto sulle dinamiche di gioco, primo perché capirle è parte integrante del divertimento, secondo perché non ci vuole Darwin per capire come sopravvive un animale.
Posso però dire che in generale l’esperienza è vittima di una semplicità eccessiva. Difficile considerare la vita di una lince come un’eterna caccia; solo a pensarci di sfuggita viene in mente arrampicarsi sugli alberi, dormire, giocare o coccolare i piccoli. Piccolezze che contribuiscono al quadro generale rendendolo completo. Anche lo stesso sistema di caccia è discutibile. Scattare e rincorrere la preda confidando sulla propria velocità è più prerogativa di un ghepardo che di una lince. Si sarebbe potuto sfruttare meglio la componente stealth.
Buono invece il discorso che le prede non siano distribuite in tutta la mappa ma vadano ricercate.
E’ possibile, una volta completato il ciclo della prima madre, ricominciare con un cucciolo a scelta (che apparentemente saranno sempre tutte femmine) e proseguire nelle generazioni. In realtà dopo la prima generazione, comprese le meccaniche di gioco, tutto diventa molto ripetitivo.

ANGOSCIA

Shelter 2 Screen (7)Che non fossi portato per fare la mamma, potevo capirlo da me, ma Shelter 2 ha deciso di mostrarmelo nella maniera più crudele. Passi occuparsi in the sims di creature frignanti e prive di espressioni facciali, in quel caso la trascuratezza potrebbe essere una liberazione, ma quando si ha a che fare con dolci e inconsapevoli micetti l’ansia inizia a diventare schiacciante.
I piccoli giustamente hanno ben poca consapevolezza del loro ruolo e anche il procurare il cibo può diventare problematico se non si presta attenzione al fatto che tutti riescano a mangiare in egual maniera. Intendiamoci, Shelter 2 da quel punto di vista è strutturato incredibilmente bene. La crudeltà della natura c’è ed è espressa meravigliosamente. Avrò gli incubi a vita dei lupi che si diffondono per la mappa come una bolla scura accompagnata da rumori inquietanti. Sfuggire e accorgersi che un cucciolo si è perso nell’oscurità è traumatico a dir poco. Diciamo che è la sindrome da “Re Leone” che riaffiora a tutti quelli che hanno avuto la sfortuna di vederlo da piccoli. Tuttavia torna il discorso dell’eccessiva semplicità del gameplay. Il fatto che il gioco sia ridotto ad un’eterna caccia impedisce di gustarsi il resto. Non avendo indicatori di salute/fame dei cuccioli non c’è la possibilità, ad esempio, di sdraiarsi da qualche parte a gustarsi il paesaggio come una lince potrebbe fare (uno degli aspetti che l’introduzione dell’open world potrebbe valorizzare). C’è sempre l’angoscia che uno dei piccoli abbia fame e noi non lo sappiamo. Shelter 2 Screen (5)Se poi giunge alla fase critica potremmo non avere tempo per correre ai ripari. Facile poi sparare cannoni di petali rosa nell’aria, l’amore è nell’aria stasera che irrompe nella testa, solo per giustificare il bunga bunga che conduce alla prossima generazione di cuccioli. Cos’è? Lo zuccherino dopo avermi fatto passare intere stagioni di inferno?!
Non dico introdurre indicatori che rovinerebbero tutto, ma alternare la caccia o diminuire la velocità di crescita della fame dovrebbero bastare.

L’ARTE

Shelter 2 Screen (2)In fatto di grafica Shelter 2 ha uno stile tutto suo che non può evidentemente basarsi sulla quantità di dettaglio. Mi lancio in un triplo carpiato da un trampolino all’altezza di cinquanta metri verso una piscina con dieci centimetri d’acqua azzardando che lo stile potrebbe ricordare, per certi aspetti, tecniche di impressionismo. In linea di massima funziona. L’alternarsi delle stagioni crea begli scorci in alcuni punti, niente che rompa il meccanismo di aggancio della mascella, ma comunque pregevole; si poteva fare qualcosa di più, ad esempio introdurre animali non necessariamente inerenti alla nostra protagonista oppure sfruttare in modo migliore le luci come hanno fatto nelle sequenze scriptate.
Anche in quanto al sonoro devo essere ripetitivo. Dubito che un paesaggio naturale si riduca a così pochi suoni. Le musiche sono carine e accompagnano il gioco timidamente, senza irrompere, come è giusto che sia. In fatto di audio non è tanto la qualità che gli manca, piuttosto la quantità o la varietà.

Grafica 87%
Sonoro 70%
Gameplay 66%
Longevità 40%
Carisma 82%
Final Thoughts

Shelter 2 riesce perfettamente a trasmettere la difficoltà della sopravvivenza, ma pecca di semplicismo riducendo il gioco ad un'eterna caccia. L'esperienza poteva essere molto più approfondita in termini di gameplay e contenuti. Una generazione di cuccioli dura poche ore di gioco e ricominciare con i figli è un eterna ripetizione che potrebbe trovare senso solo nell'esplorazione. Discreto, ma si poteva fare di più.

Overall Score 69%
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