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Shovel Knight: King of Cards – Recensione: La leggenda continua



E’ passato ormai un bel po’ di tempo dall’originale uscita del mitico Shovel Knight, e gli amici di Yacht Club Games con massimo fomento continuano col massimo supporto del loro brand di successo offrendoci questo ultimo prequel/spin off: Shovel Knight: King of Cards. Sotto col video:



Carta che vince…


Shovel Knight: King of Cards ci fa vestire i panni del primo antagonista dell’originale Shovel Knight, vale a dire il fessissimo King Knight. L’arrogante cavaliere si impelagherà in una missione dai toni della commedia per ottenere il ruolo di re indiscusso del Joustus, bizzarro gioco di carte che fomenta i pro players oltre ogni limite consentito. Inutile a dirsi che da queste premesse a dir poco burlesche inizierà l’avventura del protagonista, capace di garantire più di una risata ai giocatori, tra le varie bestemmie derivanti dal gameplay che, come nei canoni della serie, strizza l’occhio (anzi, almeno due) all’approccio old school.

Shovel Knight: King of Cards

…carta che perde…


Come nel primo spin off, anche in King of Cards si opta per un sistema di controllo/attacco differente per il protagonista rispetto all’eroe originale. E anche in questo caso, è andata diversamente bene. Come in Plague of Shadows, il protagonista avrà una meccanica alquanto poco intuitiva, basata – ma qui applausi – sull’attacco “a missile” usato nella sua boss fight ai tempi del primo episodio della serie. Tale meccanica risulta francamente poco intuitiva all’uso e non facilissima da padroneggiare (non in senso buono); per quanto offra interessanti novità e potenzialità acrobatiche, ci ha lasciata con la tessa perplessità di quanto visto nel citato predecessore. Molto gradita è invece l’integrazione delle partite di Joustus, piacevoli e senza quella sensazione di filler fetecchioso che spesso i mini-giochi trasudano.

Per quanto riguarda le location, transiteremo in contesti molto familiari, spesso propostici in questa nuova veste come versioni modificate/remixate di quelli originali, spesso con cambiamenti inseriti all’uopo per sfruttare la nuova meccanica di “siluro&rimbalzo” di King Knight. Si nota con piacere che il ripercorrere ambienti noti dà un senso di familiarità nell’accezione buona del termine, con l’atmosfera della serie perfettamente mantenuta senza (troppi) scivoloni indesiderati nel trito o nel ripetitivo.

Quello che rimane piacevolmente invariato rispetto alle precedenti uscite della serie resta anche in Shovel Knight: King of Cards, ed è quella sensazione di gioco old school solido che eccelle tanto sotto aspetti specifici quanto in visione d’insieme, capace di divertire e sorprendere in ogni momento e adatto a un pubblico dai canonici 9 a 99 anni.


Shovel Knight: King of Cards

…carta che pareggia


Sotto il profilo tecnico, Shovel Knight: King of Cards si mantiene sugli alti standard qualitativi delle produzioni Yacht Club Games. L’estetica si concretizza nuovamente in un tripudio ottobittiano, con attente scelte di colori e il ritorno del design di personaggi e ambienti che ha decretato, ormai da un tot di anni, il successo della serie. La colonna sonora rimane la consueta figata anche a distanza di tempo, risultando sempre evocativa e a cavallo tra l’epico e il casinistico; buoni sempre gli effetti, in perfetto stile retrò senza irritazioni auricolari. Si confermano ottime anche la reattività dei controlli – persino da tastiera! – e la stabilità del gioco, leggero e funzionale anche sui PC “diversamente contemporanei”.


Shovel Knight: King of Cards

Valutazione

Grafica 90%
Sonoro 93%
Giocabilità 78%
Carsima 90%
Longevità 0%
Final Thoughts

Shovel Knight: King of Cards è un divertente spin off che ci fa tornare nel mondo dello "spalamento" lasciando intatta la formula di divertimento contemporaneo-nostalgico, in un pacchetto che intrattiene senza problemi neofiti e vecchiacci del gaming. Consigliato!

Overall Score 87%
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