shrouded in sanity PC, Recensione

Shrouded in Sanity – Recensione


Steve Gal

Sviluppatore

Pugware

Publisher

Avventura, misto

Genere

Con un “lievissimo” ritardo, ci accingiamo a recensire Shrouded in Sanity, indie sviluppato da uno studio monopersona che millanta di ispirarsi ai Souls, Resident Evil, Eternal Darkness e probabilmente anche al Dr. Slump & Arale. Filmato, che poi ne parliamo con calma:

Avvolti nella nebbia

Shrouded in Sanity ci mette nei panni del testé morto Veimar (come la nota Repubblica ma con la V al posto della W) il quale verrà resuscitato dal misterioso Waltham – aiutato da contanto becchino, che alcuni chiamano o’ terrasantiere – allo scopo di vendicarsi di alcuni mostri fetusi che hanno occupato un maniero nell’Inghilterra vittoriana sigillandolo con la nebbia di Demon’s Souls. Girovagando per le tetre sale dell’altrettanto tetro maniero, cerchermo di scoprire cosa sia successo mentre lo staff di casa – talvolta mutato in nonmorti, in altri casi in aberrazioni lovecraftiane e lisergiche – cercherà di ammazzarci…peraltro riuscendoci con uno score follemente alto. L’azione ci viene mostrata con una grafica 2D che dà l’effetto picchiaduro a scorrimento in pixel art, mentre le dinamiche di gioco sono vicine alle avventure horror esplorative, benché poi si shrouded in sanityfinisca solo per farsi scalcagnare di mazzate dalle colf che vagano per i corridoi senza spolverare nulla.

L’assassino è il maggiordomo

E veniamo quindi al gameplay di questo Shrouded in Sanity. In sostanza, l’azione di gioco consiste nel girare come dei fessi per il maniero infestato, cercando di 1) non farsi uccidere 2) farmare mostri 3) capire come arrivare a menare i boss 4) capire cosa stia succedendo, non necessariamente in questo ordine. Dopo pochi centimetri percorsi, capirete che il punto 1 è il più difficile da adempiere, grazie alla paurosa efficacia dei nemici che incontrerete. Qui non parliamo degli zombi del primo Resident Evil, sorprendenti per quanto tosti; nemmeno dei vari truppini della serie Souls, che rompono il pene tanto da soli quanto in compagnia…qui siamo immediatamente sui livelli di Silver Surfer, dove venire oneshottati è di rito. Per la gioia dei fan dei gialli d’altri tempi, uno dei primi peggiori killer che incontrerete sarà proprio il maggiordomo. I combattimenti, inoltre, risultano un po’ goffi a causa di una hit detection non proprio perfetta e dalla mancanza di “segnali” del fatto che il nostro alter ego stia subendo mazzate o meno. Le due armi da usare (pistola a colpi limitatissimi e spada) sembrano shrouded in sanitysempre molto più inefficaci del necessario, a prescindere da chi vi troverete di fronte.

A complicare un pelino le cose è anche la lentezza del sistema di esperienza, non tanto per la difficoltà di farmare in sé, ma propria per l’elevatissimo coefficiente di loffezza degli upgrade che riceveremo. Gli avanzamenti di livello si otterranno raccogliendo le “Yth stones”, droppate dai mostri più forti (i maggiordomi di cui sopra, per esempio) o comprabili da un png amichevole in cambio di “vitae”, sostanza risucchiabile dai nemici morti e perdibile a ogni nostro decesso, come le anime dei Souls. Le stones andranno spese a tre a tre per avere miglioramenti di HP, resistenza (che si consuma per attaccare e correre, come nei Souls), arma etc., ma ogni potenziamento sembrerà davvero una goccia nel mare rispetto alla potenza di fuoco degli avversari.

L’elemento esplorazione si rivela anch’esso farlocco. Nonostante la magione abbia un design sensato, gli ambienti sono meno grandi di quanto si possa pensare e girare in tondo è solo funzionale a trovare i boss: gli indizi sparsi in giro sono talmente pochi, vaghi e inutili che alla lunga (ma anche alla media) non contribuiscono più di tanto a migliorare il feeling di mistero del gioco.

Alla fine della fiera dunque, nonostante alcune scelte di design forse un po’ estreme anche per il filone dei “giochi difficili”, Shrouded in Sanity è un titolo che si fa giocare con relativo piacere. Più che le meccaniche – un filino manieristiche e in generale meglio implementabili – a valere il prezzo della “corsa” è l’atmosfera, opprimente e inquietante quanto basta, capace di spingerci sempre oltre in questa casa degli orrori irta di assassini resi folli da un male assoluto e ultraterreno (o dalle polveri shrouded in sanitysottili e dalla recessione).

Avvolti nel comparto tecnico

Sotto il profilo tecnico, Shrouded in Sanity offre alti e bassi, nonché dei medi (non le dita). La grafica in sé non è proprio ad altissima risoluzione, diciamo per ora si attesta a livello cataratta da età avanzata in quanto a sfocamento. Nonostante ciò, la direzione artistica è più che buona, con atmosfere evocative e tocchi di classe sparsi tra il design degli ambienti e quello di alcuni mostri, spesso e volentieri piacevolmente lovecraftiani. Più inutile invece è il comparto sonoro, sul quale c’è veramente poco da dire.

Come accennato sopra, il sistema di controllo non dà proprio il massimo e in combattimenti sono in generale un po’ goffi. Di contro, la stabilità del gioco è di buon livello; inoltre, il gioco è piuttosto leggero sul disco fisso.

 

 

Valutazione

Grafica 70%
Sonoro 68%
Giocabilità 65%
Carisma 85%
Longevità 80%
Final Thoughts

Shrouded in Sanity è l'ennesima fiera della difficoltà che cerca di calcare l'onda dei Souls offrendo un gameplay più rompicoglioni che impegnativo. Atmosfera e direzione artistica "salvano" comunque il pacchetto.

Overall Score 73%
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