PC, Recensione

Signal Ops -Recensione


Space Bullet Dynamics Corporation

Sviluppatore

Space Bullet Dynamics Corporation

Publisher

Strategia, FPS

Genere

Fa sempre piacere quando qualcuno cerca di uscire dai canoni dell’FPS classico, aggiungendo componenti più tattiche, strategiche o stealth: così capita in Signal Ops, dove però la struttura di gioco diventa strana, se non disturbante. Cosa rende questo titolo così inquietantemente malfatto? Procediamo ad osservare dai nostri fidati monitor.

UN SISTEMA ORIGINALE

signal opsIl principio di gioco sta nel controllo diretto in prima persona di un funzionario all’organizzazione tattica delle truppe sul campo di una sede segreta governativa, nella figura di un omino baffuto di grande tristezza e persino con una mano ad uncino. Osservando alcuni monitor potremo così spostare delle truppe sul campo di battaglia in modo tale da sorprendere i nemici sfruttando il doppio o triplo punto di vista, con vere e proprie trappole per colpirli alla classica FPS con armi di vario tipo e calibro: tattiche quasi da RTS che vanno a fondersi nello scheletro in prima persona, con comandi dati in tempo reale da noi alla truppa, se non da unità ad altra unità. Ottima idea, direte. Una ventata d’aria fresca. Già, peccato che però qualcuno abbia tenuto aperto il tombino lì accanto, rovinando tale olezzo, e questa volta partiamo dalle note tecniche, non per cambiare un po’ ma per la loro indiscussa natura inquietante.

INQUIETUDINI GOVERNATIVE

signal ops (3)Io posso anche comprendere che un piccolo studio indie abbia a che fare con budget limitati, ma le atmosfere di Signal Ops sono devastantemente tristi, tanto che nei primi minuti di partita mi sono chiesto se non fossi in una qualche sorta di creepypasta o allucinazione del protagonista. Sfondi ed elementi colorati come se fossero stati spennellati di corsa da un qualche imbianchino Tim Burtoniano, modelli dei comprimari tutti uguali a gruppi: unità, spie, omini baffuti e pure lo spazzino della base non si distoglie di tanto dal loro formato. Animazioni legnose, che ci portano così spesso a collisioni a fatica con gli elementi con i quali interagire, mentre ci muoviamo in un corridoio di tubi tetro e dai suoni per nulla promettenti: premere un bottone ci fa perdere del tempo, e talvolta quando riesce le nostre braccia attraversano le pareti. Il gioco ci chiede poi di utilizzare alcuni comandi da pad e tastiera, e per una volta raccomando con forza il primo, dato che spesso ci verranno forniti tasti chiave da premere che non sappiamo dove andare a pescare, come Pag su e giù per aprire e chiudere i portelloni (ma perché?), oppure questo [~], indispensabile per staccarci dai dannati monitor. signal ops (1)Vari bug sopravvivono poi da previe correzioni, così da un salvataggio ad un altro potremo caricare una partita e ritrovare il nostro model ancora davanti agli schermi; talvolta certi model si presentano invisibili, ma fortunatamente si tratta di cose di poco conto, come le porte o le pistole. Sarcasmo.Non parliamo poi degli angoli dove nasconderci per le parti stealth, quasi sempre divisi tra luce piena e oscurità totale, in modo da non capire dove si vada, da dove arrivino i nemici e soprattutto facendoci beccare sempre in modo piuttosto repentino.

Come allungare il brodo senza motivo

signal ops (4)Titolo di paragrafo brutale, ma è così. Il gameplay sopra descritto, che poteva anche essere originale, viene ostacolato da sistemi ed appendici inutili e fastidiose. Il controllo switchando tra schermo e schermo tra tre unità diverse funziona fluidamente, ma non altrettanto il sistema di controllo, che si limita a poche azioni da far compiere ai nostri soldati … sempre quando ci riusciranno. Infatti per muoversi, le unità necessitano di una radio da campo, che delimiterà il loro perimetro di azione: superandolo saranno del tutto perse, trasformando lo schermo in confusi disturbi di immagine e costringendoci a premere il tasto T, ripartendo dalla radio base. Dunque l’unico modo per proseguire sta nel raccogliere la radio, spostarla ad un’altra centralina elettrica, e avanti così sino alla nausea, lasciandoci ignudi al nemico sino a movimento completato; ma secondo voi tali centraline sono tutte mappate con maestria? signal ops (2)Eh no, troppa facilità: avremo un sensore che ci rivelerà dove si possano nascondere quelle più vicine grazie ad un sistema di luci e suoni bippatori, utili anche a coprire i nostri bestemmioni. Il tutorial ci insegna come attaccare alle spalle i nemici, ma ogni tanto anche il lato del corpo verrà considerato tale, e dunque lo stealth può anche andare affanbagno, portandoci con maggiore semplicità a piazzare i nostri omini come semplici torrette nei posti più frequentati, sperando di trovare il momento giusto in cui passa un nemico nei dintorni. Regna, una volta di più, la legnosità.

Valutazione

Grafica 43%
Sonoro 40%
Giocabilità 29%
Carisma 45%
Longevità 61%
Final Thoughts

Signal Ops è la classica idea simpatica che poi casca sul selciato a causa non solo di una scarsezza di fondi, ma per idee di design contorte ed ingrassanti (siccome spesso si parla di “snellire” le meccaniche); omini che ripetono le loro frasi con ossessività, sguardi persi, monitor, movimenti in stile imitatore di robot, gente che compie azioni nell’aria senza possibile senso sono solo il contorno di tattiche che faticano davvero ad entrare in porto una volta iniziate le battaglie reali.

Overall Score 43%
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