Sisters Royale: Five Sisters Recensione, Xbox One

Sisters Royale: Five Sisters Under Fire – Recensione: The Shooter Quintuplets


Il malvagio Seytan minaccia la pace del mondo, solo cinque magiche sorelle con i loro poteri possono sconfiggerlo unendo le loro forze. Ma le ragazze non vanno molto d’accordo tra loro ultimamente, impegnate come sono a sfidarsi per conquistare il cuore dell’angelico di Yashin (che invece è all’oscuro delle intenzioni amorose delle protagoniste). Chi di loro riuscirà a sposare l’amato? Ce la faranno nel tempo perso anche a sconfiggere il malvagio Seytan e a riportare la pace nel mondo? Queste sono le premesse narrative di Sisters Royale, che, quantomeno, si sforza di inventare una trama diversa dal solito per darci un pretesto utile alla nostra avventura. Il gioco in questione è un classico shooter a scorrimento verticale dove possiamo impersonare una delle cinque protagoniste a nostra scelta, ognuna caratterizzata da attacchi differenti che variano sufficientemente l’esperienza a seconda dell’avatar scelto. La modalità principale di gioco prevede il superamento di cinque stage in sequenza, al termine di ognuno dei quali sfideremo una delle nostre sorelle – e in un caso la nostra stessa coscienza – per arrivare poi allo scontro finale e coronare il nostro sogno di amore. Lo story mode è strutturato in modo da obbligarci a terminare il gioco con ognuna delle ragazze ripetendo i medesimi stage nel medesimo ordine, per arrivare a finali leggermente differenti. Potrà questa essere una formula di gioco vincente e appassionante? O la noia si impossesserà di noi prima di terminare la storia? Per esaminare a fondo un’idea di questo tipo una classica recensione non è sufficiente, serve qualcosa di più. Dovrete leggere la stessa recensione 5 volte di seguito, ma non temete! Ci sono qui cinque fratelli che non vedono l’ora di dirvi cosa ne pensano di Sisters Royale. Lascio a loro la parola.



Ken. Una recensione superficiale.


Salve a tutti, sono Ken. Non ho particolari abilità o doti nelle quali spicco, diciamo che potrei essere il classico personaggio equilibrato dei videogiochi, quello che provi la prima volta per impratichirti con i comandi. Sisters Royale è uno sparatutto a scorrimento orizzontale dove invece di controllare una navicella spaziale, come spesso succede, si controlla niente popò di meno che una ragazza rappresentata in stile super deformed. Possiamo scegliere tra cinque donzelle, ognuna caratterizzata differentemente dalle altre sia per tratti somatici che per abilità di attacco.



All’inizio c’è solo una modalità da scegliere che prevede il superamento di tutti gli stage, ognuno inframezzato da una scenetta di dialogo tra la nostra eroina e la sua antagonista (purtroppo senza un parlato e senza lingua italiana). Gli stage non sono molto lunghi ma risultano pieni di insidie; non dobbiamo fare attenzione soltanto ai proiettili che ci verranno sparati contro in quantità industriale, ma anche ad alcune trappole nello scenario. Ci sono mulini a vento che ci spingono lontano, pavimenti ghiacciati che rendono difficile il controllo del personaggio e ostacoli assortiti che sbucano all’improvviso sul nostro cammino. A metà percorso ci aspetta sempre un mini boss rappresentato da una specie di cubo rotante mentre alla fine di ogni stage dobbiamo sfidare la nostra sorella come boss del livello. Per difenderci possiamo sfruttare due tipi di sparo differenti e una sorta di colpo speciale più forte del normale che però è in quantità limitata. I continue sono infiniti e ogni volta che si muore si può ricominciare dallo stesso punto in cui si era interrotto, compresi i boss che non ricaricano la loro energia. Ho terminato la prima run in una trentina di minuti e alla fine una schermata riassuntiva mi ha dato una valutazione ed un punteggio. Pur morendo diverse volte il titolo mi è sembrato semplice per i suoi continue illimitati e arrivare al termine della storia non mi sembra una sfida proibitiva. Ci sono più livelli di difficoltà selezionabili ma gli stage rimangono sostanzialmente invariati nella loro struttura. Alla fine, mi è sembrato uno sparatutto di medio livello, senza eccessive sorprese, con uno stile dei personaggi manga tutto sommato apprezzabile.


Marcus. Il gameplay è tutto.


Avete appena letto la classica, superficiale, recensione di Ken. Non mi stupisco mai abbastanza della sua mediocrità ma questa volta ha toccato il fondo. Questo gioco si basa su una meccanica di combo e punteggio che richiede tempo per essere padroneggiata a dovere, ma che può dare soddisfazioni una volta compresa. Per vostra fortuna il sottoscritto non si limita ad un’analisi pressappochista dei giochi ma ne sviscera le meccaniche e le tecniche meglio di tutti gli altri miei fratelli. Il gioco prevede un semplicissimo tutorial non interattivo per spiegare il funzionamento Come ha anticipato Ken esistono due tipi di spari: il primo è più classico e visto in qualunque altro sparatutto sul mercato; si differenzia comunque da personaggio a personaggio proponendo raggi in obliquo più o meno ampi o concentrati solo davanti alla nostra eroina.


Sisters Royale

Poi abbiamo un secondo tipo di attacco, denominato summon, che varia anche qui da sorella a sorella e, pur lasciandoci maggiormente scoperti al fuoco nemico, ha una maggiore potenza rispetto al primo e permette di ottenere punteggi più alti. Alternare queste due armi consente di passare indenni attraverso una vera e propria pioggia di proiettili concatenando allo stesso tempo più combo possibili (grazie a rapide eliminazioni di nemici) per incamerare il maggior numero di monete. Dovete, infatti, sapere che i nemici lasciano delle monete una volta sconfitti e queste, sommate ad altri moltiplicatori in base al tempo impiegato, influiscono sul punteggio finale e la conseguente valutazione (che può andare da E a SSS). Ken non ve ne ha parlato, vero? Altra caratteristica interessante è il fatto che la potenza di fuoco aumenta con l’avvicinarsi ai nemici, costringendoci a manovre rischiose per aumentare il nostro punteggio. Possiamo poi utilizzare la classica smart bomb presente in tutti gli sparatutto che in questo caso è completamente diversa per ognuno dei personaggi. In totale, dunque, avremo 5 spari, 5 summon e 5 smart bomb completamente differenti che necessiteranno di un bel po’ di tempo per essere padroneggiate a dovere e che cambiano radicalmente l’esperienza di partita in parita. Il sistema di gioco si rivela sorprendentemente profondo e costringe il giocatore ad osare sempre qualcosa di più per ottenere punteggi più alti, rischiando spesso di trovarsi indifesi dinanzi agli attacchi nemici Ho ripetuto gli stessi stage più e più volte per arrivare alle massime valutazioni e questo, secondo me, è il punto di forza del prodotto. Chi, come il sottoscritto, ama le sfide e raggiungere punteggi sempre più elevati avrà pane per i propri denti e potrà apprezzare uno sparatutto apparentemente semplice ma in realtà molto stratificato.


Ryu. Lato tecnico.


Leggo le recensioni scritte sopra ma non riesco a trovare nulla sull’aspetto tecnico del prodotto. I miei fratelli sono così presi dal gameplay da trascurare sempre l’esteriorità dei giochi, la grafica, il sonoro, gli effetti speciali… poveri stolti, quello che vuole la gente è lo spettacolo, la gratificazione estetica. Faccio partire il gioco sulla mia Xbox One X aspettandomi un gioco degno di una console di questa generazione ormai agli sgoccioli. Il primo impatto non è eccezionale: l’introduzione è una semplice descrizione testuale e prima dei vari livelli potremo assistere a scenette simpatiche ma che si limitano ad immagini statiche accompagnate da qualche riga di testo. Ora non pretendo un doppiaggio completo degli intermezzi, che sarebbe stato comunque possibile, ma constatare che ogni singola sorella ha un solo disegno che la rappresenta per tutta la storia, beh è piuttosto triste. Il design dei personaggi è infatti piacevole e sarebbe bastato poco per rendere la presentazione un pochino più viva, magari prevedendo qualche espressione diversa a seconda delle circostanze. Invece i personaggi restano fermi nella loro posa qualunque cosa accada: tristi, arrabbiati, felici, la loro faccia non cambia.



Messo da parte il contorno, quello che conta è comunque la sostanza; come si comporta Sisters Royale una volta in azione? Partiamo dal presupposto che trattandosi di uno shmup a scorrimento verticale, l’azione è purtroppo limitata solo alla parte centrale dello schermo (leggermente più larga di un terzo dello spazio) mentre ai lati avremo solo due cornici con l’indicazione di punteggio e monete da un lato e il disegno della nostra eroina in bella mostra dall’altro. I personaggi poligonali sono semplici ma abbastanza piacevoli e i nemici tutto sommato passabili, pur senza raggiungere grandi vette artistiche o di inventiva. C’è da dire che l’azione è abbastanza convulsa e l’attenzione del giocatore è focalizzata più sui proiettili in arrivo – in grande quantità -che sul resto dello schermo. Durante le mie partite ho purtroppo assistito anche a qualche calo di frame rate che francamente, vista la mole poligonale del gioco e la console su cui gira, non riesco proprio a giustificare. Nulla di così tragico da compromettere l’esperienza, intendiamoci, ma deve comunque essere segnalato e speriamo risolto con qualche patch correttiva. Nulla da dire sul lato del sonoro, le musiche sono di buon livello e discretamente varie, oltre a non essere mai invasive e stesso discorso vale anche per gli effetti e le esplosioni. Sisters Royale non è certo un gioco che ruba l’occhio o lascia sbalorditi per la sua resa tecnica; si tratta di un prodotto tutto sommato piacevole che graficamente fa il suo lavoro senza infamia e senza lode.


Henry. Longevità e opzioni di gioco.


Un buon videogioco è quello ricco di contenuti e capace di divertire per ore e ore. Questo è il mio motto. Va benissimo l’estetica, il gameplay, i filmati e tutto quello di cui hanno parlato i miei fratelli… ma se mi stanco subito o arrivo troppo presto alla fine mi sento di aver buttato via i miei soldi. Devo premettere di essere un tipo paziente, non sono certo uno schizzinoso che si scandalizza quando vengono riproposti gli stessi stage un paio di volte o quando gli sviluppatori includono del sano back tracking per allungare un po’ il brodo. In questo caso però mi viene richiesto di completare gli stessi identici livelli per cinque volte e per di più senza variarne nemmeno l’ordine.


Sisters Royale

Diciamo che si tratta di un escamotage piuttosto ardito per aumentare la longevità. Le scene di intermezzo di Sisters Royale sono simpatiche ma tendono a risultare ripetitive dopo un po’ e il finale di fatto è molto pilotato in tutte e 5 le run. Per fortuna, le diverse protagoniste si giocano effettivamente in modo differente e non ci ho messo molto a trovare una mia preferita e una più ostica da padroneggiare. La modalità di gioco è di fatto una soltanto, ovvero lo story mode, mentre la possibilità di fare pratica liberamente nei vari stage serve semplicemente come preparazione per l’avventura principale e rimane un po’ fine a sé stessa. Bisogna dire che è possibile personalizzare notevolmente l’esperienza variando diversi fattori nelle opzioni, come, ad esempio, la grandezza dei proiettili. Nota di colore: è presente, come in molti vecchi titoli, la possibilità di giocare ribaltando l’immagine di 90 gradi giocando con il televisore in verticale. Devo ammettere di non averla usata mai – neppure ai tempi del tubo catodico – e con i moderni televisori la vedo ancora più difficile, ma tutto sommato fa piacere che ci sia. La longevità del titolo, quindi, è oltremodo soggettiva dipendendo in toto dallo stimolo del giocatore a rincorrere i punteggi più alti, alzando magari anche il grado di difficoltà. Da un punto di vista delle modalità e delle opzioni, invece, siamo più vicini a una sufficienza striminzita.


Daniel. Multiplayer.


I miei fratelli mi lasciano sempre per ultimo ma ci sono anche io! Per me un buon gioco deve essere fruito in compagnia, l’esperienza multiplayer è un valore aggiunto che deve essere presente in ogni titolo che si rispetti. Ah il divertimento di una partita in due o più giocatori, magari in locale…nulla può uguagliarlo! Tocca quindi a me parlare delle opzioni multigiocatore di Sisters Royale che…. purtroppo non ci sono! Sisters Ryale non prevede alcun tipo di opzione multigiocatore, il titolo, infatti, è fruibile purtroppo solo in single player. L’unica sfida possibile con altre persone, quindi, risiede semplicemente nella ricerca del punteggio migliore, da confrontare con gli utenti di tutto il mondo. Sicuramente un peccato, perché un’opzione per due – anche solo alternando gli utenti come si faceva in qualche vecchio titolo – avrebbe aumentato la longevità del prodotto e il divertimento generale. Sisters Royale resta così una sfida più contro sé stessi che con altre persone, una ricerca del miglioramento e della partita perfetta per la semplice gratificazione personale.

Lato Tecnico 70%
Sonoro 70%
Giocabilità 80%
Carisma 70%
Longevità 70%
Final Thoughts

Dopo ben cinque recensioni diverse e discordanti, tocca a me tirare le fila e dare un giudizio sul gioco. Sisters Royale un prodotto difficile da valutare nel suo complesso tanto diverse sono le valide meccaniche di gioco dai valori produttivi piuttosto modesti. Ci troviamo di fronte, infatti, a un prodotto dal gameplay più profondo e stratificato di quanto possa apparire a una prima occhiata superficiale, capace di premiare chi vorrà approfondire le meccaniche di gioco e padroneggiare il sistema di combo. La ricerca del punteggio e della valutazione migliore è senza dubbio gratificante e spinge l’utente a giocare sempre al limite per realizzare il punteggio più alto, districandosi tra una pioggia di proiettili. A questi innegabili pregi fa però da contraltare una certa pochezza di contenuti e varietà che rischia di stancare sin troppo presto chi vorrà semplicemente limitarsi a raggiungere i titoli di coda vedere così il finale della lotta tra le cinque sorelle per la conquista dell’amato Yashin. Gli appassionati di sparatutto troveranno nel titolo Alfa System un buon prodotto, dal sapore piuttosto classico e realizzato con perizia. I giocatori meno avvezzi al genere, al contrario, potrebbero gradire meno la struttura lineare e le poche modalità di gioco e stancarsi piuttosto in fretta. Complessivamente mi sento comunque di promuovere, pur con qualche riserva, Sisters Royale soprattutto per il solido e divertente gameplay che mette in secondo piano i difetti pur presenti nel titolo.

Overall Score 72%
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