PC, Recensione

Slaps and Beans, Recensione – Pugni, fagioli e sonori ceffoni


Trinity Team

Sviluppatore

Buddy Production

Publisher

Beat’em Up, Arcade

Genere

Se non avete mai visto un film di Bud Spencer e Terence Hill, duo che ci ha regalato tra gli anni 70 e 80 una serie tutta fatta di battute simpatiche, cattivi imbecilli e sonori ceffoni, non voglio dire che viviate sotto ad una pietra, ma…
non siete degni di respirare la stessa aria che respiro io. Quella che profuma di fagioli arrosto.
Ehm, ok, mi sono lasciato trasportare dagli eventi, ma così almeno potrò scrivere il resto della recensione di Slaps and Beans in modo distaccato e obiettivo.
E sarà difficile, dato che già il sottoscritto nel lontano 2012 chiedeva su queste pagine a qualcuno di sviluppare proprio questa trasposizione in videogame delle loro avventure a suon di mazzate, vedendole come un soggetto perfetto per un beat’em up. Ed ora eccolo qua.

Tra una bottiglia e una baldracca, una baldracca e una bottiglia…

La storia raccontata è una vero colpo di genio: facendoci interpretare direttamente Bud e Terence possiamo infatti partire dal vecchio West, per poi rivelarci che si tratta di un film e partire così con tutti gli altri livelli, strapieni di citazioni di numerosi film della coppia. In grande sostanza, perchè non voglio spoilerare troppo (guardate a che livello sto arrivando), dovremo aiutari i mitici due a sconfiggere una loro vecchia conoscenza, che vuole sfruttare uno scenziato per minare l’industria dei… fagioli. E noi non vogliamo di certo che tali prelibatezze scompaiano nel nulla!
Soprattutto quando lo zozzone ha rapito la figlia di quest’ultimo per minacciarlo. Si viaggerà così dalle vie cittadine di una assolata Miami al porto, dall’isola di Chi trova un amico, trova un tesoro al luna park di Altrimenti ci arrabbiamo!, alla nave di Nati con la camicia. Insomma, è proprio un po’ un rispolverare tutta la loro storia dai Trinità in avanti, ricolmando il tutto di riferimenti che non possiamo ignorare. Mi limito ad una cosina piccolina: le versione in pixel come cattivi ricorrenti di Sal Borgese e Riccardo Pizzuti, cascatori e prendibotte di più di una generazione, spesso presenti nei film e dunque anche ora ricorrenti in vestiti e forme differenti.

Porgo l’altra guancia

Solo io mi ricordo del barbiere Osvaldo? Barba … o capelli?

Qui però voglio fermarmi un momento, perchè a parte tutte le botte nostalgiche che ci tirerà in grugno questo gioco, bisogna dare onore alla sua punta di eccellenza: la scrittura. Eh sì, per un picchiaduro a scorrimento pare non avere troppo senso, ma pensateci bene. Sarebbe stato facile mettere due o tre battute tratte dai film, far spuntare la lacrimuccia e chiudere il tutto col cartello “my work is done”, mentre invece, seppur tali elementi non manchino, tutti i raccordi sono estremamente a tema “Bud Spencer Terence Hill”: i dialoghi sembrano veramente i loro, con un Bud burbero, venale, ma in fondo dal cuore d’oro ed un Terence furbastro, spigliato, sempre pronto a provolare con le belle di turno. E credo che in fondo per gli sviluppatori sia stato un bel rischio da correre, dati anche i tanti fan internazionali della celebre coppia (ed anche ricordando di quando una volta tentarono di fare un film tarocco in loro stile e la gente sradicò le sedie dal cinema per buttarle verso lo schermo. Per dire.). Si respira proprio il rispetto e la passione che sono stati messi nel progetto, e questo è veramente un punto di eccellenza in più, e per gli stessi punti Carisma della nostra tabellona.

Solo un pad ti darà forza e grinta a volontà

Un sacco di dinamicità nei combattimenti.

Bene però arrivare al cuore del gioco: il gameplay. Viene da sè che per la sua natura di beat’em up un pad è consigliabile, per riuscire ad avere comode le diverse combinazioni di mosse possibili… non però che ce ne siano moltissime, ma anche per la natura stessa dei personaggi. Passiamo così da un attacco medio ad uno poco più lento e forte (raffica di ceffoni per Terence e pugno del piccione per Bud), arrivando poi mano a mano a caricare le classiche barre per potenziarne l’effetto, con attacchi stordenti o da utilizzare in momenti specifici: ad esempio Terence se si trova tra due gaglioffi potrà fare un atletico appoggiarsi ad uno e tirare i piedi in faccia all’altro, oppure saltarne come una cavallina, mentre Bud quando verrà circondato dai nemici farà partire un rapido QTE che ne sbaraglierà mezzi semplicemente aprendo le braccia. Perchè Bud è Bud <3.
Alcuni oggetti permetteranno poi attacchi specifici come stanghettate sulle dita, sediate in faccia… e persino gli sgherri stessi tramortiti! Nel generale o usiamo un tal arnese con la sua mossa, oppure lo scagliamo verso i nemici più lontani.
Per curarsi, ma è ovvio, si andrà giù di boccali di birra e padelle di fagioli, riutilizzabili entrambi come armi una volta terminate, anche in modi diversi (ad esempio Terence lancia il boccale in aria, i fessi guardano verso l’alto e si pigliano le mazzate, Bud invece con grazia e delicatezza glielo rompe in viso).
Interessanti anche gli scontri con i boss, dove compare anche un po’ di varietà di strategie da mettere in campo, come la giusta azione al momento giusto, o qualche mossa in collaborazione con il nostro compare.
Per poi spezzare il continuo menare gente, ci pensa qualche sezione un po’ più arcade (di cui parlo dopo) e due veri e propri minigame come la gara sulla mitica Dune Buggy che mi fa sentire un re, mi manca giusto la corona ma va bene lo stesso (e mi scusino i più giuovani che non capiranno), oppure il ryhtm ‘n game basato sulla sfida a birre e salsicce, dove dovremo compiere i giusti movimenti e nello stesso tempo ogni tanto sbevazzare per evitare l’ingolfamento da insaccati. E’ carino, niente di che, ma ammetto che ho riso di molto.

Siamo già arrabbiati

Fino ad ora sono stato molto tranquillo e poco critico, forse corrotto dalla nostalgia, ma siccome non c’è cattivo più cattivo di un buono quando diventa cattivo, è bene passare a raccogliere pure qualche critica, dalle quali questo titolo non è esente.
Se le parti di menaggio scorrono fluide e senza particolari intoppi, alcune delle parti più arcade sembrano più raffazzonate: bene dopo vari aggiustamenti la gara con la dune buggy, ma piuttosto frustrante la sfida mangereccia; stesso grado di frustrazione e macchinosità per le parti di sparo (niente di più che qte ben mascherati) ed il momento stealth nei laboratori. Tutto questo amplificato poi giocando alla difficoltà più elevata.
Ho letto anche di qualche momento di delay/instupidimento dei nemici nel momento di passaggio da un personaggio all’altro, ma personalmente non ho incontrato tale fenomeno con frequenza.
Aggiornamento: purtroppo ho effettivamente trovato simili tipologie di problemi dopo un altro po’ di partite, così come qualche brutto ceffo che ogni tanto si perde o più spesso si incastra in un pixel (evidentemente coperto di colla) rimanendo alla mercè dei nostri pugni. Non è fenomeno continuo ma purtroppo ancora si presenta.

I due superSnake quasi piatti

Poi, non so se sia imputabile come un difetto, ma come Oliver Twist resta quella sensazione del “ne voglio ancora”, oppure alla Tozzi Ruggeri Morandi “si può dare di più”: Bud e Terence permettono davvero di sbizzarrirsi con un sacco di situazioni differenti ed oggetti da utilizzare, il che avrebbe potuto far aggiungere anche solo un paio di livelli in più, ma alla fine ci si accontenta pensandolo proprio come un titolo uscito fuori tempo per i cabinati. E meno male fuori tempo, altrimenti avrei regalato loro un doziliardo di monete. E restano in ogni caso ancora delle idee per un eventuale sequel (più di uno no, perchè sarebbe ridondante e comincerebbero a mancare le idee, però però… qualcosina da sfruttare ancora c’è koff koff h725 koff super snooper koff koff).

BomBOBOBOM BOBO BOM LALLA lalalala LALLA lalaa…

Chiudiamo il nostro excursus parlando di grafica e sonoro. Anche qui il dettaglio della pixel art non è minore di fronte a tanti titoli blasonati: si vede come proprio i movimenti del corpo dei Due siano stati riprodotti nella maniera più fedele possibile, dando così una certa morbidezza al tutto. Gli ambienti sono bene costruiti e simpaticamente, pure quelli, pieni di dotte citazioni (come avrete intuito, ogni volta che scrivo la parola citazione ricevo un bocio da una bella isolana), che però arrivano a non stroppiare mai, a non stufare: sono amalgamate nei contesti.
Sulle musiche invece alzo le braccia, mi tolgo dalla sedia del PC e vado via.
Perchè grazie al kickstarter il team è riuscito ad inserire buona parte delle colonne sonore dei film, e questo vuol dire menare le mani sotto ai fratelli De Angelis, i Fantastic Oceans e Franco Micalizzi.
Solo onore.
Ed onore anche per le composizioni originali dei Mushroom Sound, che per nulla stonano con le atmosfere di tutta questa operazione di gustose saracche nostalgiche al mondo. Ogni traccia è poi riascoltabile tramite un Juke Box selezionabile da menù.

Valutazione

Grafica 85%
Sonoro 98%
Giocabilità 80%
Carisma 95%
Longevità 81%
Final Thoughts

Slaps and Beans poteva essere l'ennesima operazione nostalgia fatta a modo per vendere a chi, con i film di Bud&Terence ci è cresciuto, mentre invece diventa un vero tributo alla coppia ed alle tante risate che ci ha regalato, mettendo per una volta noi nei panni dei loro pugni. Ben scritto, ben articolato e con qualche macchia che nel complesso si dimentica facilmente dopo due galloni di whisky, anche se al terzo ci può scappare la lite.

Overall Score 87%
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