smashroom PC, Recensione

Smashroom – Recensione: Funghi al gusto platform


Smashroom arriva su Steam ed è il debutto di Jonathan Calsolaro, giovane e talentuoso sviluppatore italiano che non nasconde la sua passione per i classici anni ’90.


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Distopia fungina


C’è da dire che Smashroom è un titolo che non si perde molto in chiacchere: la storia viene scandita con una cut-scene iniziale che riporta alla memoria il classico sempreverde Toki. Tuttavia, anziché essere tramutati in scimmia, qui siamo costretti a prendere le sembianze di un funghetto: inutile dire che per riprendere la nostra forma naturale dovremo affrontare i quattro capitoli del gioco e sconfiggere i temibili boss che cercheranno di metterci nell’insalata.
Le atmosfere generali del background narrativo ricordano per feeling quelle decadenti e disilluse di giochi moderni, come Ori oppure Hollow Knight. Il mondo di Smashroom è una terra corrosa da muffe e spore velenose, dove a ogni zona si respira un’aria stantia, ma anche un certo fascino. Foreste, caverne, picchi e sottosuolo sono le ambientazioni che scorrono durante l’avventura, riuscendo a trasmettere una sensazione di viaggio continuativo e coerente. In poche parole, ci troviamo di fronte un gioco molto curato e a tratti dall’anima malinconica e poetica, senza però mai perdere il proprio focus nell’intrattenere il giocatore anche con una buona dose di divertimento. Davvero niente male contando il fatto che è stato quasi totalmente sviluppato da una singola persona, ovvero Jonathan Calsolaro, sviluppatore italiano esordiente che merita sicuramente di essere supportato.


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Spore come razzi


Il gameplay è la gradita sorpresa di Smashroom. In sostanza si tratta di un platform con elementi puzzle, eppure è difficile trovare qualcosa con cui accomunarlo. Il motivo è presto detto: il game design ruota attorno alle abilità del nostro fungoso eroe, dove tenendo premuto il tasto azione potremo gestire attacchi, super salti e colpi speciali. Il mix di movimenti è ben congegnato per risultare appagante durante i combattimenti e ben gestibile nelle fasi più intense di platforming. Inoltre il design dei livelli garantisce una buona continuità di ritmo grazie a rompicapo godibili da risolvere. Oltre che a saltare per evitare burroni e combattere, ci sarà così richiesto – di tanto in tanto – il recupero di chiavi, aprire nuove strade distruggendo blocchi o spingendo casse e massi verso interruttori.
Gradita anche la presenza di vari potenziamenti del personaggio tramite punti esperienza, i quali ci permetteranno di scegliere se aumentare la vita, l’energia per le mosse speciali, l’attacco, la difesa o i colpi elementali. Insomma, cosa che garantisce quel pizzico di strategia che non guasta mai e che soprattutto sarà essenziale per abbattere i boss di fine livello.
Quest’ultimi in tutto sono quattro e appaiono ben bilanciati, ciò non vuol dire però che sarà un gioco da ragazzi sconfiggerli, anzi… ma il tutto vi terrà incollati al monitor a giocare ancora e ancora.
L’avventura ha anche una soddisfacente durata per il genere, parliamo di circa 4 ore di gioco, con salvataggi praticamente in ogni scenario. Se siete veterani o neofiti apprezzerete il taglio moderno che il gioco offre, senza mai scadere nel blando allungamento del brodo. Ogni sezione infatti sembra fatta su misura per intrattenere al meglio il giocatore; cosa che merita non uno, ma ben ventordici applausi.


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Pulito e grazioso


A livello artistico Smashroom offre una grafica in pixel art semplice e funzionale. Molto gradevole da vedere e con una palette di colori calibrata con mestiere. Buone anche le animazioni del nostro personaggio e dei nemici. Non mancano giganteschi boss da sconfiggere e ciclici cambi di stage. Se vogliamo trovare una nota dolente è la ripetitività di certi asset, ma nulla di estremamente fastidioso visto che comunque sono sempre inseriti con coerenza durante ogni singolo stage. In generale sembra di trovarsi di fronte a una produzione medio-alta del mitico Amiga, non potrà non piacere agli amanti della pixel art (e se non amate la pixel art siete brutte persone, aggiungo io!).
Anche il sonoro si difende abbastanza bene, con musiche d’atmosfera davvero piacevoli ed effetti cristallini. Forse pecca un po’ nella varietà delle melodie, risultando a tratti un po’ monotono, ma in sostanza si può dire senza troppi pensieri che anche l’audio riesce a superare abbondantemente la sufficienza.

Il gioco ovviamente è disponibile anche in lingua italiana. E’ supportato il controller Xbox (consigliamo vivamente di usarlo per apprezzare al massimo questa tipologia di giochi) e dispone di una buone dose di achievement sbloccabili su Steam. Insomma, traspare anche in questi dettagli l’estrema dedizione dello sviluppatore per rendere il suo prodotto il più professionale possibile (riuscendoci in pieno).


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Valutazione

Grafica 80%
Sonoro 75%
Giocabilità 83%
Carisma 83%
Longevità 80%
Final Thoughts

La prima opera di Jonathan Calsolaro è veramente deliziosa, un lavoro rifinito ed estremamente godibile. Nonostante sia un indie fatto con zero budget (quindi un indie vero, sì, è una frecciatina a molti altri titoli che vogliono rientrare in questa categoria), Smashroom riesce nel suo intento di coinvolgere e divertire il giocatore per tutta la durata del tempo dell'avventura, senza mai palesare chissà quali difetti. Per gli amanti delle piattaforme - e in generale della pixel art - sono 5 euro davvero ben spesi.

Overall Score 80%

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