Solasta: Crown of the Magister Anteprime, PC

Solasta: Crown of the Magister – Anteprima: GDR vecchia scuola 5e


Ci sono concetti che per un videogiocatore di vecchia data sono difficili da metabolizzare. Patch e season pass sono vere e proprie bestemmie per chi ricorda l’epoca in cui i giochi li compravi completi e se c’era qualche bug, beh te lo tenevi senza possibilità di eliminarlo. Gli anni in cui i personaggi dei picchiaduro erano rigorosamente da sbloccare in game e l’idea di comprare un costume per il proprio avatar virtuale non era neppure minimamente contemplata. Chi ha le radici ben piantate nel gaming anni 80 farà anche fatica a comprendere il significato di early access. Che roba è un accesso anticipato? È una demo? No, perché il gioco è quasi completo. Ma potrebbe cambiare, migliorare anche drasticamente e sarai tu utente zero a indicare agli sviluppatori dove intervenire con i tuoi preziosi consigli e feedback. Ah allora è gratis! No, ma costa meno del prodotto finito… Come si deve giudicare, in ultima analisi, la prova di un titolo early access? Troppo tardi per una anteprima e troppo presto per una recensione. Ecco a voi, quindi, la prima – credo- “early-recensione” della storia (dove si parla più o meno di tutto ma manca il voto finale).



Prendete carta e penna


Immagino qualche quarantenne leggere l’introduzione col sopracciglio aggrottato, fermo a chiedersi se il mondo dei videogame faccia ancora per lui. Si, ce l’ho con te che stai ancora metabolizzando la storia dell’early access. Non disperarti, abbiamo ancora qualche asso nella manica perché noi (si, io sono dalla tua parte) siamo nati con carta e penna in mano e questo gioco è rivolto, sorprendentemente, proprio alla nostra generazione. Ti ricordi i pomeriggi passati a creare il tuo personaggio di Dungeons & Dragons tirando i dadi per le statistiche mentre un sadico master ti introduceva alla tua prima missione in cui ogni volta dovevi liberare una cantina da un’invasione di ratti? E l’immancabile “uno” col fido d20 che aveva come conseguenza mancare il ratto con il tuo spadone e infliggere una goffa ferita al tuo possente barbaro?


Solasta: Crown of the Magister

Solasta: Crown of the magister è un gioco di ruolo a turni che affonda le sue basi proprio sulle regole del tanto amato D&D. Ed è finalmente disponibile per te. In accesso anticipato! No, dai non piangere, ti spiego tutto con calma… Il titolo, disponibile sulla piattaforma Steam, propone attualmente la prima parte dell’avventura (primo atto e parte del secondo) e promette una decina di ore di gioco rigorosamente single player. La storia segue pedissequamente gli stilemi classici del genere fantasy al quale si ispira, proponendo ai nostri eroi (ne controlleremo almeno quattro per volta) tutta una serie di missioni di difficoltà crescente, legate da un sottile filo conduttore. Evitando qualsivoglia spoiler sugli eventi, posso comunque dire che il ritmo si mantiene discretamente sostenuto per tutta l’avventura, anche grazie al pochissimo spazio lasciato a possibili divagazioni dalla trama principale. Nel prodotto finito, oltre alla conclusione della storia e agli aggiustamenti tecnici del caso, saranno presenti anche le immancabili missioni secondarie per allontanarsi dalla main quest e fare un po’ di punti esperienza aggiuntivi, variando nel complesso (si spera) l’esperienza. Sarà anche aumentato il level cap dei personaggi attualmente bloccato al sesto. Vediamo ora come si comporta Solasta alla prova dei fatti, mouse alla mano.


Scheda personaggio


Solasta, come già detto, è il tentativo di proporre in chiave videoludica qualcosa che sia il più vicino possibile a una partita di D&D tra amici. Il gioco, però, sceglie un’impostazione esclusivamente single player chiedendoci di comandare l’intero party a nostra disposizione. Sin dalle prime battute appare chiaro come il prodotto sia rivolto principalmente a chi ha già macinato ore e ore sul gioco di ruolo originale, mentre i neofiti rischiano di essere messi rapidamente alla porta senza tanti complimenti. Non a caso il titolo di Tactical Adventures può fregiarsi della licenza ufficiale da Wizards of the Coast che gli garantisce accesso al regolamento Dungeons and Dragons SRD 5.1. Se da un lato questo non potrà non esaltare appassionati ed esperti del genere, dall’altro chiunque sia completamente all’oscuro di detto regolamento faticherà non poco ad entrare nel mondo di Solasta. Vorresti gettarti immediatamente nella mischia e passare subito all’azione, menando fendenti a destra e a manca? Hai sbagliato titolo. Per prima cosa ti aspetta una bella fase di creazione del personaggio vecchio stile. E non pensare di limitarti all’aspetto estetico e poche altre variabili; qui abbiamo materiale per tenerti occupato a lungo.


Solasta: Crown of the Magister

Un lancio di dadi deciderà le tue statistiche, mentre tutte le opzioni che una volta trovavi sulla scheda personaggio di carta sono ora comodamente a portata di mouse. Classe, razza, allineamento, ma anche lingua, abilità, equipaggiamento e incantesimi, c’è tutto quello che serve per passare ore e ore a creare il personaggio perfetto. Solo che in Solasta ne dovrai creare ben quattro per predisporre il tuo gruppo. So cosa stai pensando, “posso sempre usare uno dei personaggi già pronti che il gioco mette a disposizione”. Beh niente di più sbagliato. Creare il giusto party combinando le varie abilità non è un’attività accessoria, ma fondamentale. Trovarsi senza un buon mago in grado di riportare in vita gli alleati o, peggio ancora, creare un gruppo sbilanciato esclusivamente su un certo tipo di attacco, significa rischiare di non procedere nell’avventura e dover iniziare da capo. Il titolo di Tactical Adventures richiede al giocatore, infatti, una grande pazienza e dedizione, nonché voglia di perdersi in un mare di statistiche. Chi ritiene questa attività tediosa e poco interessante dovrebbe, forse, saltare a piè pari l’esperienza di Solasta.



Gli altri possono pure continuare nella lettura. Una volta messo a punto il nostro party arriva finalmente il momento di passare all’azione ed affrontare la nostra quest. Le fasi iniziali, come detto, sono una sorta di lungo tutorial necessario per impratichirsi con i comandi, invero molto semplici, e i vari sotto menù. Ogni azione è eseguibile con un semplice click del mouse e, dopo qualche ora, navigare tra le varie opzioni risulterà sorprendentemente semplice. Il gioco, comunque, ci offre sin dal principio una notevole quantità di possibilità e scelte e, pur prendendoci per mano nelle primissime fasi, presto ci lascerà soli circondati da nemici sempre più agguerriti. L’inizio può essere quasi disorientante per la mole di statistiche e opzioni disponibili e, pur non richiedendo un grande impegno nelle primissime fasi, un buon ripasso del manuale del master è più che consigliato.


Tira quel maledetto D10


I dadi comandano tutto nei giochi di ruolo e Solasta non fa eccezione. Il sistema di combattimento richiede al giocatore di pianificare attentamente le proprie mosse, sfruttando ambiente e posizione dei personaggi, punendo ogni approccio poco ragionato o semplicemente avventato. Pensare prima di agire è l’unico modo per uscire vincitori dai vari scontri, che richiedono una piena dimestichezza con tutte le possibili scelte che un gioco di ruolo di questo calibro mette sul piatto. Occorrerà sfruttare adeguatamente la conformazione dello scenario per colpire i nemici da posizioni di vantaggio e muoversi seguendo percorsi che non ci espongano ad attacchi avversari. Di contro, tutte le azioni, l’iniziativa, i danni e quanto altro avviene su schermo è regolato da un semplice lancio di dadi. Proprio quei dadi colorati che ci hanno accompagnato in mille avventure.



Un punteggio basso ci condannerà alla sconfitta, un tiro perfetto ci regalerà un colpo critico in grado di capovolgere le sorti di uno scontro. Trattandosi di un gdr tattico a turni avremo tutto il tempo che vogliamo per pianificare ogni singola mossa con la giusta calma. In certi momenti mi è quasi sembrato di sentire la voce di un vecchio compagno di avventure spronarmi all’azione urlandomi “Tira quel maledetto dado o facciamo notte!” Si tratta di un sistema sorprendentemente fedele ai canoni di D&D in grado di lasciarci ampia libertà di scelta ma anche di introdurre quel pizzico di imprevisto che rende ogni scontro sufficientemente stimolante. Non ci sono fasi nelle quali si può prendere sotto gamba il gioco e procedere con cautela, anche nei momenti di calma apparente, non è mai una brutta idea. Se i combattimenti costituiscono l’ossatura portante dell’esperienza, unitamente all’esplorazione dei dungeons, bisogna sottolineare come non manchino comunque tutti gli altri elementi che caratterizzano un Gdr degno di tale nome. Avremo città da esplorare, locande, accampamenti per rifocillarci e recuperare punti ferita, equipaggiamenti da comprare, alleati da reclutare e chi più ne ha più ne metta. Il mondo di gioco è sembrato sicuramente interessante e pur non mancando una inevitabile sensazione di già visto (quanti giochi ispirati a D&D esisteranno?) la caratterizzazione generale appare certamente curata a dovere. Sarà interessante vedere quanta e quale varietà di ambienti e situazioni verrà inserita dagli sviluppatori nella versione finale. Già nella fase attuale, comunque, Solasta offre una notevole mole di contenuti che necessiteranno del giusto tempo per essere assaporati dagli avventurieri più motivati.


Bello come un mezzelfo


Graficamente, purtroppo, Solasta non incanta quanto il suo gameplay. Non ci troviamo di fronte sicuramente ad un titolo brutto da vedere ma appare chiaro, sin dalle prime battute, come gli sforzi maggiori della produzione siano stati rivolti ad altro. La visuale isometrica del titolo è certamente più funzionale che spettacolare, consentendo al giocatore di avere sempre ben chiaro cosa stia accadendo intorno al party o quali elementi dello scenario siano interattivi o meno. Da questo punto di vista, nello stadio attuale della produzione, devo dire di non essere rimasto particolarmente soddisfatto dal livello di interattività di alcune location. Ci sono momenti nei quali, infatti, avrei gradito un maggior numero di elementi interattivi o zone esplorabili e punti nei quali gli scenari mi sono sembrati sin troppo spogli e vuoti. Alcune mappe appaiono meglio studiate di altri con dislivelli, zone di copertura e trappole a rendere gli scontri difficili e stimolanti mentre altre appaiono più tirate via e basilari. Le scene di intermezzo, poi, rivelano la natura low budget del comparto tecnico, risultando piuttosto piatte e scarne con personaggi animati in maniera appena sufficiente.


Solasta: Crown of the Magister

Se cercate spettacolarità ed effetti speciali, Solasta non è certamente il titolo che fa per voi. Fatte tutte queste doverose precisazioni occorre dire che il gioco scorre senza particolari rallentamenti o bug. Insomma, Solasta non ruba certo l’occhio ma si lascia giocare senza troppi problemi. Nessun appunto sul sonoro che, invece, svolge bene il suo compito con musiche sufficientemente epiche e dallo spiccato taglio fantasy. Qualcosa di più si poteva sicuramente fare nel doppiaggio dei dialoghi che, a volte, appaiono votati fin troppo al risparmio. Occorre mettere subito in chiaro che il gioco, purtroppo non è attualmente localizzato in lingua italiana. In un titolo con una mole importante di testo come questo si tratta, certamente, di un elemento da prendere in serissima considerazione al momento dell’acquisto e che potrebbe far desistere i meno avvezzi alla lingua inglese. L’ultimo appunto che mi sento di muovere riguarda i caricamenti che, pur non essendo troppo frequenti, mi sono apparsi sin troppo lunghi, complice anche il fatto che il mio party è stato più e più volte spazzato via dai nemici durante la mia prova. Avrei gradito sicuramente un ritorno all’azione più celere e spero che la versione finale ponga rimedio a questo difetto.


Conclusioni


Solasta già in questa versione preliminare offre tantissimo agli appassionati del genere Gdr tattico e ai giocatori di vecchia data. Gli esperti di D&D non ci metteranno molto a trovare tutti gli elementi del gioco di ruolo originale e una miriade di opzioni e possibilità a loro disposizione. La creazione del personaggio, in particolare, risulta quanto di più gratificante possibile, consentendoci di intervenire su ogni parametro del nostro avatar. Scontri strategici dall’alto tasso di sfida, esplorazione dei dungeons e città, statistiche su statistiche da studiare, non manca veramente nulla per soddisfare i gusti di un appassionato. Di contro, il gioco sembra completamente indirizzato ad un pubblico ben preciso, lasciando intenzionalmente i neofiti fuori dall’esperienza. Per i giocatori desiderosi di un titolo gdr tattico che si fondi coerentemente sul regolamento di D&D, Solasta è un vero e proprio must have. Questi potranno tranquillamente passare sopra un comparto tecnico appena discreto ed un ritmo, per forza di cose, molto compassato e tranquillo. Tutti gli altri farebbero meglio, forse, a indirizzare le loro attenzioni su altri titoli più fruibili per la massa. Solasta vuole essere un gioco spiccatamente di nicchia, ma in questo genere rischia seriamente di essere uno degli esponenti più interessanti in assoluto, le cui vendite potrebbero però venire penalizzate dall’uscita del ben “più grosso” Baldur’s Gate 3. Le buone intenzioni però ci sono tutte e forse Solasta potrebbe riuscire nonostante tutto a ricavarsi una buona fetta di fan. Ovviamente, per sapere se ci riuscirà occorrerà attendere la versione definitiva. In fondo questa è solo una early review, no?

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