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Star Renegades – Recensione: Darkest Dungeon al Wasabi


Star Renegades approda anche su console e grazie al suo mix rogue-lite e JRPG riesce nuovamente a convincere.


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Combattimenti spaziali


Il plot di Star Renegades è essenziale quanto basta per introdurci nel vivo del gioco. In pratica, l’universo è minacciato dalla “solita” schiera di robot impazziti, mandati per essere trasformati in lattine schiacciate da una super IA senza scrupoli (o se no di quale IA parliamo?). Ma non finisce qui (citando la Corrida): in mezzo ci sono anche mondi paralleli, dottori psicopatici e una marea di gente pronta a morire per salvare l’universo; tra questi gli immancabili eroi senza paura che dovremo impersonare. Sì, ok, detta così la storia è il solito polpettone già visto e stra-visto. Tuttavia il gioco sul versante narrativo si dimostra decisamente fluido e con testi scritti in modo più che dignitoso, quasi strizzando l’occhio a manga del calibro di Patlabor (mica pizze e fichi…). Inoltre l’atmosfera è davvero “catchy”, grazie a una lore composta da robot cazzuti in palcoscenici spaziali ricchi di cromature virate verso il viola e il rosa, cosa che da quel tocco surreale e patinato che non guasta mai.


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L’equilibrio a turni

In ogni caso, il fulcro di Star Renegades consiste nella sua giocabilità. Ci troviamo sostanzialmente di fronte a un rogue-like che eredita da Darkest Dungeon un enorme filotto di combattimenti a turni senza sosta. Ergo, l’alto tasso di ripetitività potrebbe essere uno scoglio per chi non ama questo genere di giochi. C’è da dire che gli sviluppatori hanno fatto di tutto per rendere i vari match interessanti, aggiungendo skill, personaggi e colpi speciali sbloccabili con il proseguo del gioco. Anche la mappa – per quanto essenziale – è un apprezzabile extra che fa assaggiare un po’ di esplorazione a chi come me non ne può fare a meno.
I match contro i boss poi risultano generalmente spettacolari e abbastanza avvincenti. Pur il livello di difficoltà non sia elevato come in altri rogue-like, preparatevi comunque a ripetere certe fasi più e più volte. Se siete tra i giocatori che non vi spaventano 100 ore di run di questa fattura, bè, Star Renegades potrebbe fare davvero per voi.


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Pixel art e synth-wave


Il comparto grafico di Star Renegades è l’aspetto migliore di tutto il gioco. Grazie a una pixel art curata e pulita risulta subito di notevole impatto anche per chi non ama troppo questa tipologia di tecnica. Infatti l’estetica risulta moderna e particolarmente curata nelle ambientazioni e soprattutto nelle animazioni. Il tutto poi è impreziosito da schermate e avatar capaci
di far risaltare il duro lavoro dei grafici. Un’altra nota positiva va assegnata anche ai menù di gioco con cui interagire: sempre leggibili e gradevoli da spulciare minuziosamente.
Buonissimo il sonoro. La soundtrack è una compilation di temi synth-wave accattivanti e ben scanditi con il ritmo proposto dal gioco. Sarà in impossibile, di tanto in tanto, non scuotere la testa a ritmo di sintetizzatori.
Segnaliamo infine che i sottotitoli sono solo in inglese, manca la localizzazione in italiano.

Valutazione

Grafica 87%
Sonoro 85%
Giocabilità 76%
Carisma 75%
Longevità 76%
Final Thoughts

Star Renegades è indubbiamente un buon gioco, a differenza di titoli simili è anche più accessibile come difficoltà e vanta un buon concept; tuttavia rimane almeno qualche gradino sotto a Darkest Dungeon. In ogni caso gli appassionati del genere dovrebbero dargli una chance senza troppe riserve.

Overall Score 79%

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