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Starlink: Battle for Atlas – Recensione – In orbita su multipiattaforma


Si chiude il nostro anno recensorio con uno degli eventi più sconcertanti: Giuliano che dice che una cosa con sopra i loghi di Starfox e UbiSoft sia fatta bene.
Starlink: Battle for Atlas per voi. E sotto con l’RVM:

Dalle stalle alle stelle

Sin dalla sua presentazione all’E3, Starlink è stato visto anche qui in redazione con una certa curiosità, visto il sistema modulare di montaggio/smontaggio pezzi supportato da modelli piuttosto fichi unito a un’ambientazione spaziale potenzialmente interessante. E…no, ci piacevano proprio i modellini.
Posto in una release window a dir poco INNIORANTE, a brevissima distanza da RDR2 e l’ultimo Assassin’s Creed, e venduto con i vari annessi e connessi a prezzo di gioielleria in vari formati da non far capire una mazza a tutti i potenziali acquirenti, il gioco è purtroppo uscito dai radar di molti – inclusi noi stessi medesimi in quanto tali.
A distanza di circa un mese e mezzo, dall’uscita, il pianeta Terra ha effettivamente iniziato a rendersi conto che nella ricca quanto incasinata offerta di Starlink il potenziale era più che abbondante…e poi, l’esplosione. L’atteso taglio di prezzo ha piano piano fomentato parecchi curiosi, che da “vagamente interessati” sono passati a “collezionisti tumultuosi” postando più foto di modellini che porno di Belen su tutti i social e affini.

E ci siamo caduti dentro pure noi.
E la parte più sconcertante è che ne è pure valsa la pena.

DO A BARREL ROLL!

Starlink: Battle for Atlas ci mette nei panni di Mason Rana (cognome degno del miglior anime) e dei suoi colleghi piloti dell’iniziativa Starlink, intenti a sventare la minaccia della misteriosa quanto malvaGGia Legione che incombe sul non tanto pacifico sistema di Atlas.
In più, i possessori di Switch avranno come bonus il caro vecchio Fox McCloud con tanto di Arwing da pilotare, per la gioia degli amanti del barrel roll; oltre al piacere di guidare il noto pilota di fama sedicibittiana, la versione Switch avrà una campagna extra da giocare interamente dedicata ai personaggi di Starfox.
In quanto a meccaniche, il gioco è un mix di azione ed elementi esplorativi, con una “spolverata” di note ruolistiche legate al progresso dei piloti (misurato rigorosamente in XP) e allo sviluppo/management di equipaggiamenti e componentistica delle navette. Con un pilota a nostra scelta (da poter cambiare quando ci gira) seguiremo il flusso di missioni della quest principali, da intervallare a piacimento con varie mini-missioni assegnateci dagli alleati che ci faremo sulle varie superfici planetarie o durante i filoni di quest secondarie.

Le meccaniche di gioco sembrano tutte ben testate e “collaudate”, offrendo un buon bilanciamento tra sessioni di dogfighting puro e fasi esplorative, tanto in orbita quanto sulle superfici planetarie. L’elemento collezionistico legato ai modellini/contenuti digitali extra aiuta, ma per fortuna non è obbligatorio né determinante, lasciando piena libertà di godere dell’esperienza di Starlink: Battle for Atlas anche a chi abbia il contante necessario solo alla confezione base.

Verso l’infinito e oltre!

Sin dal prime battute, non ci si può non chiedere come mai in casa UbiSoft non abbiano pensato a fare anche un cartone animato abbinato al franchise, visto che l’impostazione dell’intero cucuzzaro di Starlink: Battle for Atlas ricorda molto l’impostazione di una serie d’avventura con un elevato fattore old school. I vari membri del cast ricordano molto i protagonisti delle serie cult ’80/’90, con il giusto equilibrio tra epicità e spensieratezza – e battute random da film d’azione/da pugno in un occhio che però in un contesto simile ci stanno bene.

Dal lato del gameplay “in sé”, Starlink: Battle for Atlas riesce a fare centro, forte di una notevole varietà di situazioni e di ambienti: c’è sempre qualcosa da fare o da scoprire, e grazie alla varietà di mod e combinazioni (intendiamo di elementi già presenti ingame, non di extra da comprare!) per il settaggio navicelle si potrà sempre affrontare in maniera nuova l’ennesima sfida che il gioco ci offrirà. Come accennato, grazie ai contenuti di Starfox, la longevità generale si assesta su un buon livello, rendendo la versione Switch la migliore – complice anche la portabilità che rende il tutto fruibile anche in tram, come ci insegnava il buon Jerry Calà.

Ultimo ma non ultimo, l’elemento toys-to-life: nonostante chi vi scrive sia UN PELINO sopra la demografica standard, usare i modellini non appesantisce l’esperienza di gioco – anzi, il montaggio/smontaggio riesce a dare quel grado di fomento in più che può concretizzarsi come ulteriore elemento di attrattiva tanto per i più piccoli, quanto per i più fomentati.

Where did you learn to fly?

Starlink: Battle for Atlas se la cava piuttosto bene sotto il profilo tecnico.
La grafica è pulita, chiara e vivace, seppur senza eccessi e colorazioni a casaccio; proprio le scelte cromatiche vanno viste come uno dei punti di forza, in particolare nelle transizioni tra un’area e l’altra dei vari pianeti, con le differenti condizioni ambientali e climatiche.

Buono il sonoro, che fa “il suo” con il necessario carico di epicità senza mai essere troppo invasivo o fastidioso. Ben realizzati gli effetti, forse anche meglio come resa finale rispetto alla piacevole soundtrack; menzion d’onore per i remix dei brani storici della serie Starfox, che alzano il livello e alzano il fomento generale delle versione Switch rispetto alle concorrenti. Molto buono anche il doppiaggio inglese (quello ITA non abbiamo avuto il coraggio di ascoltarlo, ma ci ripromettiamo di farlo).

Anche il sistema di controllo si rivela più che soddisfacente: nonostante la mancanza di possibilità di un rebinding completo, i controlli della flotta Starlink sono sempre reattivi ed efficaci, mai responsabili di decessi involontari e di schianti imbarazzanti contro montagne/pianeti/nomi/cose/città.

Valutazione

Grafica 91%
Sonoro 89%
Giocabilità 90%
Carisma 95%
Longevità 89%
Final Thoughts

Starlink: Battle for Atlas è un solidissimo gioco d'avventura spaziale, che ha tra i suoi principali punti di forza una notevole varietà di combinazioni tecniche e situazioni, supportate da una storia e da un approccio ai personaggi pregevole. Aggiungete un pollice su extra per i bonus su Switch.

Overall Score 90%
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