State of Decay 2 Recensione, Xbox One

State of Decay 2 – Recensione: Una comunità contro la (non) morte


Undead Labs

Sviluppatore

Microsoft

Publisher

Survival-Action

Genere

Al di là del “divertimento” che puó generare l’idea di andarsene in giro a sfasciare teste di mostri con una mazza da baseball, credo che ci sia un motivo fondamentale per il quale l’apocalisse zombie sia un tema cosí di successo: rappresenta una sfida a tutto ciò che è un essere umano. I protagonisti delle storie a tema zombesco, e intendo quelle scritte bene, sono costretti ad affrontare scelte che li cambiano in maniera drastica e il lettore/giocatore/spettatore non può far altro che mettersi nei loro panni e domandarsi: cosa avrei fatto io?  Come mi comporterei se dovessi dare il colpo di grazie ad un mio caro infetto? Ce la farei a sopportare l’estremo disagio fisico della sopravvivenza e, ultimo ma non ultimo, riuscirei a calpestare la mia morale se necessario?  Inevitabilmente poi queste domande ne generano altre, come ad esempio: cosa sarei disposto a fare per il mio gruppo?

Dawn of The Dead

Il film Dawn of The Dead, di Romero è stato forse il primo a mostrare la nascita di una comunità post-apocalisse zombie e a porsi la domanda di quali insidie avrebbe dovuto affrontare.

State of Decay, Uscito ben 5 anni fa (quanto passa veloce il tempo…), rispondeva parzialmente a questa domanda. Invece di farci vivere l’apocalisse zombie dal punto di vista di un sopravvissuto soltanto, State of Decay poneva il giocatore a capo di una comunità di sopravvissuti, dove sì, bisognava raccogliere risorse utili andando di persona sul campo a massacrare non-morti, ma bisognava farlo nell’ottica di procurarsi ciò che serviva al gruppo.  Apprezzato per questo approccio, il gioco ha da subito guadagnato consensi di critica e pubblico. Ora, qui in questo articolo, parleremo del suo seguito diretto: State of Decay 2.  Come avranno migliorato le meccaniche del primo capitolo gli sviluppatore di Undead Labs? Grazie ad un codice Xbox One ricevuto da Microsoft ho potuto armarmi e fiondarmi in mezzo a questa nuova apocalisse zombie per scoprirlo. Curiosi di vedere cosa ho scoperto? Seguitemi, ma statemi vicino eh. I non-morti non conoscono pietà.

Una nuova civiltà

State of Decay 2

All’inizio del gioco, decidendo di non saltare il tutorial ci viene chiesto di scegliere fra varie coppie di personaggi. Essi saranno fra i padri fondatori della comunità che andrete a fondare.

Le meccaniche di gameplay che stanno alla base del gioco sono le stesse del suo predecessore. Partendo con un due soli personaggi bisogna riuscire a mettere in piedi una comunità. Per farlo bisogna reclutare altri personaggi e procurarsi le risorse per riuscire a creare vari tipi di strutture in modo da raggiungere una certa autosufficienza in un mondo ormai impazzito. Per fare ciò è necessario effettuare delle incursioni per riportare a casa quanti più materiali possibile rischiando di venire divorati dalle orde di zombie che infestano la mappa. Il gioco ha una struttura open world, pertanto si può decidere liberamente dove andar a cerca ventura. Si può trasportare solo un numero limitato di oggetti, che varia in base allo zaino equipaggiato e alla capienza del portabagagli del veicolo con cui vi state spostando. Sempre che ne possediate uno ancora funzionante. Le armi e i mezzi che troverete in giro per la mappa sono dotate di una barra dell’usura che ne determina le condizioni. Una volta rotte dovrete riparlarle per poter riutilizzarle e naturalmente questo richiederà l’utilizzo di preziose risorse. Decidere come utilizzare ciò che riuscirete a recuperare sarà uno dei maggiori grattacapi che avrete. Un esempio: meglio potenziare una struttura e cercare vantaggi a lungo termine o costruire subito degli item utili per una spedizione altrimenti troppo pericolosa? La scelta non è banale, perché nessuna azione che si intraprende su questo gioco è mai banale; soprattutto quando si tratta di dover avventurarsi in giro che sia anche solo per esplorare o per dedicarsi ad una quest secondaria data da un npc.

State of Decay 2

Dire addio ad un personaggio, soprattutto se è stato con voi dall’inizio non sarà facile. A volte però non potrete fare altrimenti.

Per farlo si può utilizzare qualunque personaggio abbiate in forza nella vostra comunità. Basta selezionarlo tramite un apposito menù, o parlargli, e via, siete in controllo. Attenzione però: ognuno ha, caratteristiche e abilità che lo rendono più o meno adatto a svolgere determinati ruoli. Queste abilità possono essere potenziate e quindi nulla toglie che possiate utilizzare un personaggio con atletica scarsa e trasformarlo in un maratoneta, solo che dovrete fare molta attenzione perché uscire dai cancelli della vostra base è sempre un pericolo, anche nelle fasi più avanzate del gioco. Dimenticarsi questa cosa rischia di farvi andare incontro a grossi problemi. È un copione già visto. Uscite col vostro personaggio armato fino ai denti e pensate: massì, infondo quell’edificio si trova solo a poche centinaia di metri. Posso andarci a piedi. Senza bende magari, così posso trasportare più roba. Venti minuti dopo siete lì che maledite la vostra arroganza, mentre piangete sulla salma del vostro personaggio morto.  Piangete perché la morte è permanente e quindi ora quel pg è perso per sempre, così come tutte le sue abilità non strettamente legate al combattimento, ma che erano comunque molto utili per la gestione della base. E ora che lui non c’è non avete più nessuno specializzato in quel tipo di attività e dovrete riaddestrare qualcuno da capo, sacrificando tempo e risorse che avreste potuto utilizzare per eliminare qualche infestazione o potenziare qualcosa. E volete sapere di più? Magari per recuperare il loot che aveva addosso quel personaggio provocate il ferimento di altri due personaggi e via nuovi problemi. La gente si deprime, perché inizia a vedere che i loro compagni muoiono e vengono feriti e quindi diventano meno produttivi o fanno scoppiare risse ferendosi a loro volta.  Insomma, una sola azione all’apparenza semplice può avere un sacco di conseguenze negative se non agirete con la giusta dose di attenzione, e le cose a cui fare attenzione sono tante, dotate di denti, e molto pericolose.

Quel che fa paura

State of Decay 2

I Colossi sono fra i nemici più pericolosi del gioco. Grazie alla loro mole possono resistere ad un gran numero di danni e allo stesso tempo fare a pezzi un sopravvissuto in un attimo.

Come quasi sempre nelle produzioni vidoeludiche che riguardano i morti viventi, anche qui non troviamo solo i classici “camminatori”, ma anche degli zombie speciali, già presenti in State of Decay. Troviamo gli Urlatori, zombi capaci di richiamare a sé altri infetti con un potente urlo, i Colossi, degli zombie “carro armato” estremamente resistenti e massicci, gli schifosissimi Tumefatti, che emettono un gas letale in grado di uccidervi in poco tempo e gli spaventosi e rapidissimi Selvaggi, degli zombie dall’andatura quadrupede dai movimenti rapidi e imprevedibili.  Come se non bastasse ora troviamo anche una nuova minaccia chiamata Piaga del Sangue. Questa piaga, è una malattia trasportata da un particolare tipo di zombie ed è in grado di infettare i sopravvissuti. Una volta infettato il sopravvissuto va curato a tutti i costi altrimenti il suo destino è la morte. Gli “zombie piagati” sono controllati da delle specie di nuclei carnosi che li controllano come una specie di mente collettiva: una volta distrutto il nucleo, muoiono anche gli zombie. Debellare questa minaccia dalle zone che intenderete colonizzare con la costruzioni di avamposti lontani dalla vostra “mother base” sarà uno dei compiti più importanti e pericolosi che dovrete svolgere. Zombie a parte comunque, non va dimenticato che, come ci ha insegnato Dylan Dog, i mostri siamo noi, e anche qui ne abbiamo la conferma. Un pericolo forse ancora più grosso dei non morti è difatti rappresentato dagli altri sopravvissuti, quelli che non appartengono alla vostra comunità. Questi individui potranno voler commerciare con voi, farsi aiutare da voi, e magari anche unirsi a voi se sarete in grado di gestire bene la relazione, ma potrebbero anche dimostrarsi ostili. In questo caso, vi ritroverete a scontrarvi con gente armata, capace di essere ben più letale dei non morti.

State of Decay 2

Scegliere un leader influenzerà pesantemente il futuro della vostra comunità.

Questo succederà più spesso man mano che progredite nella story line principale che avrete selezionato. Ci sono difatti ben 4 quest line diverse che portano alla conclusione del gioco ognuna legata al tipo di leader che deciderete di eleggere per la vostra comunità. Arrivati ad un certo punto del gioco infatti vi sarà necessario nominare un leader, cosa che potrete fare portando il valore di Rispetto di un vostro personaggio allo status di Eroe. Per farlo vi basterà fargli compiere azioni utili per la comunità. In base al suo carattere il leader potrà essere un Signore della Guerra, uno Sceriffo, un Commerciante o un Costruttore e, come potrete intuire, lo sviluppo delle sue quest sarà orientato verso attività differenti. Se quello che volete fare è massacrare più gente e zombie possibile allora propenderete verso il Signore della Guerra o se siete più pacifici e siete interessati più al lato manageriale del titolo allora potrete optare per il Costruttore. Una volta che avrete completato la quest line del Leader, il gioco termina e viene data la possibilità di scegliere tre personaggi per costruire una nuova comunità in una nuova mappa.  Il gioco quindi non ha una vera e propria trama lineare: avete delle tappe che potrete percorrere, ma come e quando farlo spetterà a voi. Un avvertimento però ve lo devo dare: non aspettatevi una gran varietà nelle missioni. Il gioco raramente devia dal ripetersi dell’azione: raccogli-uccidi-costruisci e pertanto richiede una dose di farming non indifferente. Non gliene faccio una colpa, non in maniera eccessiva; è la struttura del gioco che è così infondo. Solo, visto che anche il suo predecessore aveva la pecca della ripetitività, speravo di trovare un po’ più di varietà. Invece nulla.

Unione

State of Decay 2

Giocare è sicuramente divertente e permette di combinare dei veri e proprio massacri di zombie impensabili in singolo.

Una gradita introduzione è quella del multiplayer cooperativo. L’intero gioco può essere affrontato con altri 3 giocatori, garantendo ore di divertimento in compagnia. Potrete ad esempio travolgere gli zombie con un veicolo tenendo tutte le portiere aperte e altre amenità varie. C’è spazio comunque anche per collaborazione più seria e c’è anche la possibilità di lanciare degli sos online permettendo ad un buon samaritano di entrare nella nostra partita e aiutarci ad uscire da una situazione difficile per poi magari ripagargli la cortesia in futuro. Certo per quanto possa essere divertente massacrare e raccattare risorse in compagnia, la modalità multiplayer ha una limitazione che stona con la natura open world del gioco: e cioè gli ospiti non possono allontanarsi di un certo tot dall’host della partita. È una costrizione alquanto fastidiosa visto che non permette di pianificare azioni complesse che richiederebbero l’allontanarsi dei compagni. Cose del tipo: andate avanti voi, che noi andiamo a prendere le munizioni alla base e vi raggiungiamo, sono impossibili da fare e la cosa restringe i possibili tipi di approccio che i giocatori potrebbero adottare alla partita. Un vero peccato. Nonostante questo però è assolutamente da provare con gli amici. Ne farete delle belle.

La resa dei conti

State of Decay 2

Qualche posto ispirato sulla mappa c’è. Per il resto troviamo la solita roba post apocalisse: case distrutte, strade piene di rottami, ecc.

Come si comporta State of Decay 2 a livello tecnico su Xbox One? La risposta è meh. Graficamente ha degli alti e bassi. Il dettaglio delle ambientazioni non è malaccio, e ce ne’è anche qualcuna abbastanza ispirata, ma texture non troppo curate danno al  gioco un aspetto leggermente trascurato. Piuttosto fastidioso poi il motion blur veramente aggressivo, che sfoca fin troppo anche ad un minimo movimento della telecamera. Anche il frame rate ha qualche tentennamento di troppo. Anche i personaggi, sebbene abbiano un character design abbastanza convincente, hanno animazioni che risultano sempre abbastanza legnose. Il ciclo giorno notte è realizzato abbastanza bene, ho apprezzato sopratutto la notte perché è proprio buia e dona quel tocco di ansia in più alle escursioni, ma non esiste nemmeno un minimo di gestione del clima: niente pioggia ad esempio. Sarebbe stato bello avere un’alternanza di giornate soleggiate e acquazzoni, in grado di modificare elementi di gameplay come il morale dei personaggi ad esempio. Ci sono poi un discreto numero di bug. Alcuni sono di poco conto, tipo qualche zombie che si incastra in un muro o cose simili, altri invece, sebben più rari, sono piuttosto gravi. Nemici che compaiono all’improvviso, compagni che spariscono mentre siete in spedizione, cadute nel “pavimento” del livello che si verificano uscendo dai veicoli e così via. Per fortuna quest’ultimo non ha mai causato la morte del personaggio colpito perché altrimenti penso avrei disinstallato il gioco urlando. Per fortuna si è sempre risolto con un teleport del personaggio sulla superficie sgombra più vicina. Anche la prima opera degli Undead era caratterizzata da vari bug, e credevo che magari stavolta sarebbe stato diverso. Ahimè, così non è stato. Ottimo il fatto che si possano personalizzare completamente i comandi anche su console: se secondo voi qualche funzione non sta bene su di un determinato tasto, potete spostarla su un altro a piacimento, come su PC. Sul piano audio nulla da dire. Davvero, senza infamia e senza lode. I dialoghi ci sono, le musiche anche. Sono la, fanno il loro dovere, niente di più.

 

Grafica 70%
Giocabilità 80%
Sonoro 60%
Carisma 90%
Longevità 90%
Final Thoughts

La domanda che ci eravamo posti a inizio recensione era "È State of Decay 2 migliore di State of Decay?", la risposta è no. Si tratta più che altro di un "more of the same", che mantiene intatto quel mix di elementi survival, gestionali ed action, che fecero la fortuna del suo predecessore, senza spingersi però molto più in la. Di sicuro per alcuni potrebbe risultare ripetitivo, ma per chi invece ama questo genere è di sicuro un gioco da provare. La possibilità di giocare in cooperativa poi (seppur con certe limitazioni) lo rende appetibile anche a coloro che cercano un'esperienza survival da poter vivere assieme agli amici.

Overall Score 78%
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