Steins; Gate PS3, Recensione

Steins; Gate – Recensione


5pb, Nitroplus

Sviluppatore

Pqube

Publisher

Visual Novel

Genere

Viaggi nel tempo, cosplayers bacate, geni diciottenni, John Titor, Akihabara. E soprattutto pazzia totale: non ci sono altre parole descrivere Steins; Gate, visual novel targata Pqube giunta anche su PS3 dopo trascorsi Xbox 360 e PC. Sigla!

Cose a caso?

A uno sguardo disattento – o forse troppo attento – Steins; Gate può sembrare una visual novel talmente over da superare la stragrande maggioranza di tutte le “giapponesate” di genere che mai il vostro monitor o televisore abbia visualizzato. Portando la bandiera del narratore inaffidabile e della narrazione più che scomposta, inizieremo la nostra avventura nei panni di Rintaro Okabe, studente della Tokyo Denki e…scienziato pazzo a tempo perso, operante con il nickname Kyouma Houohin (di sicuro non si scrive così, ma tant’è) e convinto di essere braccato da una misteriosa organizzazione volta al controllo planetario. Come attività economica, Rintaro “gestisce” un team di fessi – composto da lui medesimo, l’hacker panzuto Daru e la cosplayer demente Mayuri – impegnato nella creazioni di invenzioni dalla dubbia utilità. Un giorno, assieme a Mayuri, il nostro eroe si reca a una conferenza sui viaggi temporali. Nonostante qualche contrattempo – e lo strano avvistamento di un’altrettanto strana pseudo-navicella sul tetto dell’edificio – Rintaro riesce a presenziare a parte dell’evento…che si rivela un pacco, basato sulle teorie di John Titor. Prima di uscire, l’incontro casuale con la giovanissima scienziata-fenomeno Makise Kurisu e il successivo ritrovamento del cadavere di lei innescano una serie di eventi assurdi, apparenti realtà parallele e vuoti di memoria steins; gateche portano i protagonisti a rendersi conto di avere tra le mani (o meglio: di aver creato non proprio volontariamente) un macchinario capace di inviare messaggi nel passato…e di conseguenza cambiare il futuro. Di qui, tutto il resto è spoiler.

Narrativa contorta

A livello di gameplay, possiamo dire che Steins; Gate sembri poco interattivo anche per gli standard delle visual novel. Non ci troviamo di fronte a “bivi” classici né ci sono elementi ruolistici o tattici collaterali: il solo modo per influenzare la storia è tramite il cellulare del protagonista. Rispondendo o meno a determinati messaggi e comunicazioni (premendo un paio di tasti, non comporremo mail/sms da zero) avvieremo nuove linee di conversazione e scenette di genere che, in maniera infingarda, finiranno per influenzare la storia in un senso o nell’altro. Oltre al canonico “true ending”, ne avremo molti altri – dal vario grado di sconvolgimento e delirio – tutti legati a quanto comunicativi siamo stati…e a quanto attenti siamo stati, visto che potremo anche pippare il momento giusto in cui scrivere alle persone giuste.

A latere, a livello di mera giocabilità, Steins; Gate offre un buon controllo sulla narrativa che viene presentata a schermo: avremo la possibilità di rileggere (e riascoltare) quanto detto in precedenza, potremo avanzare rapidamente in sequenze già viste e – cosa ottima – avremo la possibilità di salvare a ogni passo la partita; in più, il gioco ha un sistema di quick save automatico che si innesca a ogni cambio di scena. Avremo anche più di un tasto dedicato allo scorrimento dei dialoghi, in modo da non costringerci a sfondare un solo bottone – o a farci venire i steins; gatecrampi al dito.

Dettagli sui controlli a parte, Steins; Gate riesce a imporsi nel suo genere proprio per il suo essere talmente…peculiare a livello di scrittura e situazioni presentate da riuscire sempre a spiazzare il giocatore. Alternandosi tra pipponi dalle basi scientifiche sorprendentemente plausibili (o no?) e scenette comiche tipicamente jappe – più goziliardi di riferimenti alla cultura pop (e a praticamente tutto) – saremo sempre sul chi vive e sempre con l’attenzione più che alta, pronti a scoprire le prossime mosse dei protagonisti e soprattutto pronti a cercare di capire che cavolo stia succedendo. Steins; Gate è a conti fatti un divertente trip lisergico per appassionati di delirio in stile giapponese, teorie del complotto e…fantascienza applicata – se amate anche uno solo di questi fil rouge di fomento (e ovviamente non disdegnate le visual novel) questo titolo di sicuro avrà tantissimo da dirvi.

In chiusura…

Sotto il profilo tecnico, c’è poco da dire: Steins; Gate se la cava più che bene. Il doppiaggio giapponese e la colonna sonora sono di ottimo livello, così come la veste grafica: i disegni dei personaggi e i fondali sono sempre ben realizzati, con un tocco “leggero” nel tratto e nei colori che ben si sposa con la bizzarra atmosfera del tutto. Il sistema di salvataggio funge bene, e non scopre il fianco a pacchi o cilecche di sorta; inoltre, non sembra siano presenti particolari avarie nei controlli o bug/glitch residui di sorta.

Valutazione

Grafica 85%
Sonoro 92%
Giocabilità 85%
Carisma 92%
Longevità 85%
Final Thoughts

Steins; Gate è una visual novel fantascientifica ricca di follia, citazioni e ancora follia: se volete provare l'approccio jappo alle teorie del complotto e ai viaggi nel tempo, non fatevela sfuggire.

Overall Score 87%
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