supercharged robot vulkaiser PC, Recensione

Supercharged Robot VULKAISER – Recensione


Astro Port

Sviluppatore

Nyu Media

Publisher

Azione, Sparatutto Orizzontale

Genere

Un’invasione aliena, un robottone componibile e…un’ottima annata: benvenuti a Supercharged Robot VULKAISER, ovverossia “come ti meno l’alieno in stile anni ’70”. Agevoliamo l’RVM:

GO! VULKAISER!

supercharged robot vulkaiserSupercharged Robot VULKAISER è l’ennesima fatica del team indipendente (doujin) giapponese Astro Port, noti per l’ottimo Armed Seven e per l’intestinale Gigantic Army. In questo gioco, annunciato troppo tempo fa e giunto da noi in occidente relativamente da poco, saremo trasportati nel 1977 per vivere un’avventura in perfetto stile anime robotico dell’epoca.

Impostato come una (mini)serie televisiva, Supercharged Robot VULKAISER ci metterà nei panni del pilota del VULKAISER (guarda caso), epicherrimo robot gigante volante elegante con funzioni di ultimo baluardo contro l’invasione dell’esercito alieno di Gogoh, con a capo Roz, il classico nobile sborone ma infido e vigliacco. Il VULKAISER – nella sua gloria a caratteri cubitali – potrà, oltre a volare in orizzontale e sparare magli perforanti, unirsi a uno dei 4 moduli aggiuntivi guidati dagli altri membri del team (ognuno di un colore, come nelle tipiche équipe dei cartoni) per avere poteri e potenza di fuoco extra. Per la gioia dei dettagli, i profili dei personaggi principali sono tutti descritti in poche esaltate righe sul sito ufficiale del gioco. Al “volante” di VULKAISER ci sarà il taciturno Takuya Akatsuki, nella tipica supercharged robot vulkaisertenuta in rosso del leader delle squadre giapponesi: diversamente dai gruppi canonici qui non abbiamo il megapanzone di turno ma un veterano bacucco, Yukimasa Murata, in tenuta grigia e al comando del modulo lanciarazzi; seguono due damigelle, la gentile Kimiko Usui – in giallo e alla guida del modulo mitragliatore o giù di lì – e l’affascinante quanto depressa Suzuna Jujo (in tenuta verde), che resterà negli annali come la bellona col trapano in mano che guida un trapano gigante volante; ultimo ma non ultimo, il giovine ed entusiasta Kaiko Yamashita in tenuta blu, in cabina del modulo con attacco elettrico. Guidati dall’irreprensibile e per nulla stereotipato Professor Amamori, la squadra VULKAISER dovrà farsi strada tra un tot di livelli irti di pericoli e proiettili, con un gameplay a scorrimento laterale alquanto auto-esplicativo ma che comunque vi spieghiamo nel paragrafo successivo.

CHANGE! Get a VULKAISER

supercharged robot vulkaiserLo stile di gioco di Supercharged Robot VULKAISER, come per altri giochi di Astro Port, è quello del maniac shooter “gestibile”, almeno non al livello massimo di difficoltà. Voleremo da sinistra verso destra lungo paesaggi di vario genere, allo scopo di distruggere tutti gli inimici senza farci smandrappare dalla flotta aliena. Come in molti dei giochi Nyu Media, non c’è spazio per i tutorial: a intuito e con un po’ capitanovvietà potremo notare che Z spara, C lancia la “Omega Weapon” e le frecce direzionali ci fanno spostare per l’aere. Il mero atto di sparare riempirà la barra charge che, una volta al 100%, ci permetterà di sparare un colpazzo più potente prima di riazzerarsi – a noi quindi l’arduo compito di volerla usare con un certo tatticismo oppure no, sparando a casaccio tanto i colpi li finanziano i contribuenti.

Feature centrale del gioco è quella della “componibilità” del VULKAISER che, due volte per stage, portrà combinarsi con uno dei 4 moduli per avere una modalità di fuoco migliore, l’Omega Weapon – armona da un solo colpo con effetti figherrimi – e un po’ più di corazza. Si noti che al primo “combinamento” potremo scegliere tra tutti i moduli aggiuntivi, ma ce ne sarà uno solo al secondo; inoltre, potremo avere “sul groppone” un solo modulo extra per volta, senza dimenticare che quelli che esploderanno in combattimento non saranno più utilizzabili per il resto del gioco. A rendere poi l’azione più interessante e a spingerci a pilotare con maggiore attenzione si aggiunge il fatto che non rigenerererereremmo tutti i danni dopo ogni missione, ma solo un tot, senza contare che avremo una sola vita e niente “continue”…per cui non cazzeggiate. Conoscere la hitbox del VULKAISER e sfruttarne al meglio la manovrabilità, assieme alla scelta del modulo giusto al momento giusto, sarà fondamentale: ovviamente, solo con l’esperienza e il tipico learning by doing impareremo come muoverci al meglio, magari ripetendo ogni livello una volta o due. La difficoltà, come supercharged robot vulkaiseraccennato, è interessante ma gestibile: i novizi del genere potranno goderselo ai livelli di difficoltà più bassi senza fiondare il proprio cranio contro il muro, mentre i più esperti potranno comodamente gustarsi i gradi di sfida più alti. Di contro, sfugge il senso di una parte degli achievements messi a disposizione, ottenibili con una discreta facilità e ignoranza.

Boss e mid-boss sono interessanti: il design sempre pazzoide (e stranamente occhiuto) copre meccaniche intriganti e abbastanza varie, con ogni nemico ricco di molteplici attacchi e più incarnazioni da tirar fuori quando sembra esploso e straesploso.

Aggiungendo le mini-chicche di flavor durante la missione (gli interventi inutili del Prof. Amamori sono impagabili, così come le “malvagie ovvietà” di Roz) e del dopo-missione, con piccole scene in cui il pilota dell’elemento aggiuntivo col cui aiuto abbiamo finito il livello dirà fesserie a caso, abbiamo il quadro completo di Supercharged Robot VULKAISER: un gustosissimo tributo ai mondi gemelli degli anime robotici e degli sparatutto orizzontali, dove tutto si fonde in un’incredula follia sparosa, sia impegnativa che giusto pour rire, immediata e perfetta per partite veloci e mini-trip acidi controllati nel mondo dell’azione robotica.

Raggi fotonici e dintorni

Sotto il profilo tecnico, Supercharged Robot VULKAISER non delude pur non nascondendo le proprie origini fatte in case. Il comparto grafico e molto colorato e chiaro, ma comunque dà una non proprio leggera impressione di “fatto a pennarello” che potrebbe non piacere a tutti, così come alcuni nemici danno l’effetto “sagoma di cartone su fondale anch’esso di cartone supercharged robot vulkaisermedesimo”. Il design dei protagonisti e del VULKAISER è efficace e perfettamente in linea con l’avventurosa follia robotica degli anni ’70; i nemici sono carucci, con alcuni che ricordano un vago mix tra gli exogini e le sorpresine delle uova di Pasqua di sottomarca o dei cloni degli ovetti Kinder. Il comparto audio vede, sotto il profilo musicale, un costante tributo alle sonorità delle sigle delle serie animate nipponiche storiche e meno storiche: c’è fomento continuo, e questo basta per darci la carica onde cannoneggiare al meglio l’orda di navicelle e sgorbi alieni. Gli effetti sonori sono funzionali e ben supportano il resto del cucuzzaro.

Il sistema di controllo si rivela semplice ed efficace, così come funzionano bene le collisioni – cosa più che fondamentale in questo genere di titoli. Il gioco è inoltre clamorosamente leggero sia sul disco fisso sia in termini di requisiti: la stabilità ingame è ottima, ma si riscontra qualche sporadico caso di crash all’avvio – cosa ovviabile riavviando il gioco, perdendo giusto una manciata di secondi. Ultima nota di colore: sul sito del gioco, c’è il testo per karaoke ufficiale della sigla, in versione extended in varie strofe.

Valutazione

Grafica 69%
Sonoro 80%
Giocabilità 95%
Carisma 100%
Longevità 75%
Final Thoughts

Supercharged Robot VULKAISER è un ottimo shooter arcade che riesce a superare alcune falle - sostanzialmente di budget - con meccaniche semplici e consolidate fornite in un pacchetto con carisma da vendere. Ora esigiamo l'anime ufficiale di VULKAISER.

Overall Score 83%
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