Superdimension Neptune vs Sega Hard Girls – Recensione – Perché ci piacciono i titoli facili da ricordare

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Ormai è un abitudine: siamo assuefatti non solo alla serie Neptunia di Idea Factory, ma anche a tutti i suoi spin-off – e non lo diciamo solo perché ci mandano le copie omaggio. Oggi tocca a Superdimension Neptune vs Sega Hard Girls, che ci ha fatto sperare in un porno soft deludendo un pelo le aspettative – nonostante una delle protagoniste si chiami Segami (a voi la scelta su dove mettere l’accento tonico).

Ma come rpg non è male.

Le ragazze DURE

Superdimension Neptune vs Sega Hard Girls

Superdimension Neptune vs Sega Hard Girls ci vedrà vestire inizialmente i panni di IF, una delle tante co-protagoniste dei Neptunia precedenti, in un mondo parallelo alla continuity standard della serie principale. Girando a caso in moto per paesaggi devastanti remixati tra Fallout e Kenshiro, dopo il salvataggio di una ragazza smemorata, IF riesce a raggiungere la biblioteca contenente la storia universale dell’universo (ah, la proprietà di linguaggio), sperando di trovare qui alcune risposte alle domande che si pone da tempo – del tipo “perché sono sopravvissuta da sola con una moto?” etc. etc.

Accolta dalla bibliotecaria Histoire, IF verrà a conoscenza del fatto che qualcuno – o qualcosa – sta cancellando LETTERALMENTE la storia dagli scaffali, con le ovvie fastidiose conseguenze del caso. Da qui partirà una nuova e comicamente delirante quest per salvare il mondo dalla distruzione, tanto “in progress” quanto già avvenuta per buona parte. Co-protagoniste del gioco, come sottilmente suggeritoci dal titolo, saranno le Sega Hard Girls – personificazione delle più note console della storica arcinemesi di Nintendo.

Quando il gioco si fa duro…

…le ragazze DURE cominciano a giocare. Più o meno.

A livello di gameplay, Superdimension Neptune vs Sega Hard Girls non è vicino come si possa pensare agli altri titoli della serie da cui si diparte. La principale differenza sta nel fattore tempo con il quale affrontare le missioni: alcune avranno un contatore che scatterà di uno ogni volta che ne completeremo una diversa e, una volta giunto a zero, la missione in questione non sarà più disponibile – come potrete aver intuito, fate sfiatare una missione potenzialmente indispensabile e vi troverete per le mani un finale diverso e magari non propriamente piacevole. Ma anche lì, soggusti. E poi giova anche alla non-linearità del pacchetto.

Nella fase di esplorazione di dungeon e dintorni si aggiungono ulteriori elementi di esplorazione, con maggiori possibilità di arrampicata/salto/cordata et similia; per quanto essi si rivelino una simpatica aggiunta rispetto al passato, alla fine della fiera si rivelano più che altro un semplice diversivo.

Superdimension Neptune vs Sega Hard Girls

Il sistema di combattimento presenta elementi familiari alle altre ventordicimila iterazioni della serie e qualche ritorno/novità di meccaniche. Con il classico ritmo della lotta scandito a turni, muoveremo le protagoniste in una data area per poi far loro svolgere una data azione tra attacco, skill, uso oggetto eccetera. Il tempismo degli attacchi e la decisione di “agire” o meno durante il proprio turno saranno fondamentali nella gestione delle due barre di “azione” presenti per ogni personaggio. Agitarsi come forsennati non farà che posticipare l’inizio del turno seguente, mentre un approccio più cauto permetterà di essere più reattivi. La fever gauge, riempita prendendo con successo i nemici a mazzate sul coppino, servirà a innescare determinati bonus a tempo.

Inoltre, l’uso di diverse formazioni in campo e, a monte, di combinazioni di membri del party darà la possibilità di ottenere bonus di genere; al tutto ovviamente si aggiunge il doveroso ritorno della trasformazione in forma HDD, che permette nuove forme di mazziamento agli avversari.

Alla fine della fiera, Superdimension Neptune vs Sega Hard Girls non ha nulla che non vada, portando con sé l’unico difetto di essere un’ennesima uscita di una serie che probabilmente sta già dicendo tutto il dicibile…per quanto, oggettivamente, lo dica piuttosto bene. Il gioco continua a porsi l’obiettivo di essere un jrpg divertente, tanto satirico quanto “leggero ma non troppo”, riuscendo nell’intento di far ridere con il consueto mix di tributo e parodia al passato condito da un bel tot di fanservice che non guasta mai.

Note tecniche per riempire

Superdimension Neptune vs Sega Hard Girls

Anche sotto il profilo tecnico, Superdimension Neptune vs Sega Hard Girls, non si discosta molto dal passato. Per quanto riguarda questo porting PC in particolare, torna il mapping a pene di canide della tastiera che rende doveroso l’uso di un pad della 360 visto che il mapping a schermo non rispecchia la tastiera ma SOLO il controller, anche se all’atto pratico non ne stiamo usando uno. Nonostante tutto, a prescindere dal sistema di input, i controlli sono tutto sommato funzionali ed efficaci.

La grafica è sempre la stessa di tutti i vari Neptunia: colorata, volutamente MOLTO colorata ma sempre piacevole. I disegni 2D sono sempre di alta qualità, mentre i modelli 3D confermano il trend leggermente “plasticoso” delle altre uscite della serie.

Di buon livello il sonoro, anche sotto il profilo del doppiaggio inglese; le musiche sono anch’esse piacevoli così come gli effetti sonori, specie se siete fan di un certo tipo di sonorità acute.

Recensione
  • Valutazione Finale
    77Voto

    Superdimension Neptune vs Sega Hard Girls è l'ennesimo Neptunia, e ci si potrebbe fermare anche qui.
    Culi? Ci sono. Battute a raffica su tutto ciò che è videoludico? Ci sono. Un gameplay che non è malaccio? Idem. Indipercui, se vi sono piaciuti gli altri titoli e continuate ad essere drogati della ricetta del duo Compile Heart & Idea Factory, accattatavillo; otherwise, passate oltre.

    • Grafica
      75
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