PC, Recensione

Superliminal – Recensione: È tutta questione di prospettiva


  • Prima c’era Portal, con i suoi due titoli che ci portavano a ragionare tramite lo spostamento di oggetti e la possibilità di creare buchi che portassero da A al punto B;
  • Poi è venuto The Stanley Parable, con quel suo modo filosofico ed assolutamente originale di spiazzarci totalmente, ingannando le nostre stesse conoscenze videoludiche.
  • Superliminal è un gioco che si piazza come via di mezzo tra questi due mondi, un ponte dove nulla è mai come sembra, o forse no.
  • Forse è tutto come noi vogliamo che sembri, e questa è la chiave per andare avanti, trovando da qualche parte, un’uscita.
  • Ma soprattutto, perchè questo è un elenco puntato?


Sogni, scacchi, silenzi e prospettive

Una terapia del sonno, nella quale uno stimato medico ci porterà ad esplorare nel corso di piccoli sogni le barriere della nostra mente. La clinica prevede che dopo il trattamento ci venga più facile avere una maggiore apertura mentale, ampliando l’orizzonte del nostro sguardo a modi diversi di vedere le cose che ci circondano. Una stanza, un letto con vicino una radiosveglia, una camera da cui uscire, per entrare in un mondo continuamente sospeso tra realtà e finzione (tante pareti diventeranno esplicitamente dei cartonati, o comunque parti di un set cinematografico), dove dovremo cercare di capire come agire su tutto quello che ci circonda per proseguire e scendere in un nuovo livello onirico, ancora più profondo e articolato.



Ingrandimenti e rimpicciolimenti


Sarebbe facile il dire che in Superliminal tutto prende la forma che vogliamo, invece è molto più complesso di così: la manipolazione degli oggetti per uscire (spesso scatoloni, parti dello scenario e pezzi degli scacchi), si basa sulla regola del “come lo vedo, così sarà”. Insomma, se pigliamo un cubo e lo mettiamo vicino ad una parete, ovviamente ci sembrerà più grosso, ed ecco che diventerà veramente più grosso. E viceversa: pensate di buttare una penna a terra, vederla dunque più piccola di quello che sia, e poi avvicinarvi e scoprire che è effettivamente diventata di tale minore dimensione.

Bella fottimentata, non è vero?

Ma Superliminal non si limita ad interazioni basate sul grande e piccolo, ed anzi comincia a giocare con le nostre percezioni, sorprendendoci ad ogni passo con qualcosa che non è mai quello che sembra.

Vedete una porta laggiù in fondo… ma è un gioco prospettico, è a pochi passi da voi. O magari è solo dipinta in 3D su di un bel muro piatto. Oppure c’è un oggetto solo pitturato in tre dimensioni che non appena si riuscirà a vedere nella sua illusione ottica… puff, comparirà concreto e reale.

Od ancora: stanza semi buia, non si vede una direzione: la logica umana ci porta a cercare come prima cosa un interruttore. Lo troviamo. Lo premiamo. E casca per terra una copia dello stesso. Ed ancora e ancora. Un mucchio di interruttori. Inutli a terra. O forse no?


A piccoli passi – issap illoccip A




Valutazione

Grafica 89%
Sonoro 88%
Gameplay 89%
Carisma 97%
Longevità 71%
Filosofia 100%
Final Thoughts

Non avrà la complessità di un Portal o la profondità di uno Stanley, ma questo Superliminal riesce nella sua piccola nicchia a stupire coloro che lo proveranno, facendoli riflettere sui tanti modi in cui vedere la realtà. Il vero paziente, più che il protagonista, siamo noi giocatori, in un viaggio dove enigmi mai troppo complessi servono più a stupirci che a metterci alla prova. Oppure a metterci alla prova per stupirci di come sia diventato ad un certo punto naturale risolvere certe situazioni. Da provare per tutti, acquisto obbligato per gli amanti di Escher, Magritte e distorcimenti prospettici, Superliminal è un gioco di bellezza nell'assurdo, o forse, più semplicemente, è. E' e basta.

Overall Score 89%
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