PC, Recensione

Supreme League of Patriots – Recensione


No Bull Intentions

Sviluppatore

Phoenix Online

Publisher

Avventura grafica, Episodica

Genere

Se sapientemente miscelate, ironia ed avventura grafica possono portare a risultati eccellenti, ma il se di inizio pezzo lascia qualche dubbio: parliamo di Supreme League of Patriots, titolo a 3 episodi che scardina il sistema punta e clicca, ma nello stesso tempo scivolando in svarioni che lasciano basiti. Vediamo quindi di scoprire dove le cose sono andate bene e dove no.

Per la giustizia e per l’America!

Velati riferimenti

Velati riferimenti

La trama è folle al punto giusto da farci già sorridere nella descrizione: il nostro protagonistone è un tizio di nome Kyle, meglio noto con l’identità segreta di Purple Patriot, il patriota porpora, nome dovuto ad un errato candeggio a base di salsa. Stupido come una mattonella e privo di qualsiasi tipo di potere, tenterà il successo attraverso un incredibile talent show dedicato ai supereroi americani, supportato dal fido amico e compare Mel (grandissimo), dal raziocinio maggiore e portatore sano di un impeccabile humour inglese. Una coppia che funziona quindi, tanto più che sarà possibile nel corso del gioco rivolgersi al nostro collega per avere indizi sul prosieguo della vicenda, che ci darà conditi da frecciatine sarcastiche. La situazione però degenera quando dopo una botta di antidolorifici il nostro omone purpureo esce di testa e crede realmente di essere un Superman fatto e compiuto, arrivando a volare ed assumere tutti i poteri che ha sempre voluto, ma diventando un impulsiva macchina di orgoglio patriottico ed americano.
I dialoghi sono spesso intelligenti e comici, benchè si trovino pure perle di alto umorismo tipo questa.

I dialoghi sono spesso intelligenti e comici, benchè si trovino pure perle di alto umorismo tipo questa.

Insomma, da quel che si può capire si fa satira e spesso pure dura verso una certa grossa porzione del mondo a stelle e strisce, che non si riserva di fare nomi e che si dimostra veramente ben scritta; lo stesso mondo dei videogiochi viene spesso preso in giro, con riferimenti ai puzzle game ed ai cliché in generale del mondo degli adventure.
E qua le prime stonate: se i dialoghi sono molti ed ottimi, nondimeno si fa abuso di macchiette più che di caratteristi (tipo il russo o la spagnuola, con tanto di colonna sonora a tema non appena ci andremo a parlare), così come una continua mitraglia di slapstick che se inizialmente può essere buffa, alla quarta volta che il Patriota si scassa sul pavimento o gli arriva una roba in testa fa scivolare nel ripetitivo tutto quanto. Il che è un peccato: comicità e commedia stupidotta si alternano in modo casuale per le due ore circa di durata a capitolo.

Due inventari son peggio che uno

Gli enigmi sono abbastanza semplici, mentre quelli più ardui sono semplicemente fatti male.

Gli enigmi sono abbastanza semplici, mentre quelli più ardui sono semplicemente fatti male.

Le basi in ogni modo potevano reggere, ma un gameplay così in un adventure è qualcosa che fa rimanere interdetti. Partiamo dai movimenti: se il gioco vuole essere un classico puntare e cliccare, dovrebbe scegliere una soluzione e portarla avanti in ogni luogo. Qui invece le regole sembrano cambiare a seconda del momento: esempio, talvolta per entrare in una porta basta cliccarci sopra, mentre altre il protagonista comincerà a muoversi fino alla porta e solo allora partirà il caricamento della nuova zona. Già, dettaglio come questo a parte, ogni singola parte di gioco è fatta a schermate fisse, che può essere una scelta economica, ma allora che sia resa fluida e dinamica, e non come in questo caso, dove passando da un posto all’altro scatta sempre e comunque una schermata di caricamento di qualche secondo. “La gente non sa aspettare i caricamenti” dicono i personaggi ad un certo punto: li correggerei con un “sì, li sappiamo perdonare se caricano porzioni belle grosse e non singole schermate!”.
La turpitudine maggiore si annida però nell’inventario, o dovrei parlare di inventari: nel 2015 si crea un nuovo sistema di gioco che rende il tutto più lento e prolisso, quello che cercavamo, no?
No.
Il doppio inventario è l'invenzione più assurdamente sbagliata che abbia mai visto da tempo in un p&c.

Il doppio inventario è l’invenzione più assurdamente sbagliata che abbia mai visto da tempo in un p&c.

Vi dimostro il funzionamento con un esempio pratico: mettiamo che debba prendere una chiave per aprire una porta: su ogni area attiva di gioco alla pressione del mouse comparirà un piccolo doblone (alla MI 3 per dire), con uno spazio circolare centrale ed attorno le azioni da compiere. Quindi premo sulla chiave, seleziono TAKE e mi finisce nell’inventario, bene. E tuttntratt… il devasto: se voglio usare l’oggetto sulla porta, dovrò selezionarlo da un inventario a scomparsa in fondo allo schermo, metterlo in posizione centrale, poi ripremere il doblone. Se l’oggetto è giusto allora apparirà al centro di esso, lo ripremeremo lì e lo avremo usato correttamente, altrimenti non succederà nulla. Se poi volessimo combinare l’oggetto con un altro, dovremo farlo ma da un secondo inventario, in alto a destra, e da praticamente quell’unica funzione. Sono riusciti a crearsi delle scomodità a mio avviso per nessuna ragione apparente.
Davvero, perché complicarsi la vita quando si poteva snellire il tutto con una facilità aberrante.
Il parco, o anche la schermata che vedremo ad ogni caricamento.

Il parco, o anche la schermata che vedremo ad ogni caricamento.

Gli enigmi poi talvolta sono curiosi, ma anche qua non è raro imbattersi in momenti nei quali ci si trova bloccati a compiere una certa azione solo perché sarà disponibile farla più tardi: i personaggi ci scherzano su, ma si tratta di una serie di pecche di design.
In due parole grafica e sonoro: un 3D morbido e fumettoso, disegni carini, svarioni momentanei dello schermo; musiche molto anni 70 capellone cotonato, divertenti, che si ricordano, ma spesso le stesse identiche anche in diversi capitoli.

Valutazione

Grafica 53%
Sonoro 66%
Giocabilità 52%
Carisma 80%
Longevità 62%
Final Thoughts

Supreme League of Patriots è un gioco che agisce negativamente sul sistema nervoso, non tanto perché sia brutto in senso completo, ma perché al contrario presenta davvero molte ottime idee, brillanti e divertenti, che però si brucia tra cadute tecniche e cadute concrete del protagonista per terra. La natura episodica aiuta economicamente, ma spezza ritmi che si mantengono su proprio a fil di filo d’equilibrista. Salvato in corner.

Overall Score 62%
Readers Rating
0 votes
0