PC, Recensione

TableTop Racing World Tour – Recensione


Playrise Digital Ltd.

Sviluppatore

Playrise Digital Ltd.

Publisher

Sportivo, Arcade

Genere

Nel grande mondo dei giochi di corse con possibilità di lanciarsi cose in faccia, è sempre più difficile emergere: ce la farà TableTop Racing World Tour, tra sfide su minipiste con macchinine plasticose?

No.

Brululu le mille bolle blu

tabletop racing world tour (6)Il concetto di base è carino, ok: si tratta di automezzi allegri di diverse forme, dimensioni e velocità da potenziare a suon di dollari su piani come velocità, resistenza, accelerazione etc. Tutte sono però in miniatura, ricreando circuiti tra bottiglie di vino, fusibili, giocattoli e piatti di sushi, facendo ripassare nelle menti più vetuste le vecchie glorie dedicate alla Micro Machines. Basta però stare per un po’ in partita per capire come velocemente si entri nel banale: ci sono diversi power up da raccogliere per vivacizzare la corsa, ma con zero fantasia rispetto a quanto visto e stravisto. Un razzo colpisce la macchina davanti a noi, un oggetto fa accelerare di botto al doppio del normale, uno tira scariche elettriche nelle vicine prossimità… insomma, se siete già passati in mezzo a vari Mario Kart, Lego Racers e simili ripenserete a loro ed a come avessero una varietà maggiore.
Unico interessante tra gli oggetti lanciabili l’ondata di ghiaccio, che congela in blocconi tutte le macchine che riuscirà a colpire in linea retta, costringendole a stare ferme slittando sul posto: il meglio nelle curve.
Ah sì il titolo del paragrafo, se no paio tossicodipendente: tutti i powerup sono dentro delle bolle, perchè ragioni.

Poco, ma paga

tabletop racing world tour (4)Ci saranno 3 diverse tipologie di campionato, aumentando la classe delle diverse vetture, e le prove che andremo ad affrontare saranno le seguenti: gara con possibilità di tirare oggettistica, gara reale senza cheat, gara che ad ogni giro taglia l’ultimo, sfide a tempo o sul giro o sulla gara, inseguimento di un’auto più lontana da riacciuffare e tamponare, drift da mantenere. Ecco, contando che le prime tre sono già declinazioni minime della stessa cosa, due parole sulle ultime due.
L’inseguimento non è mai così semplice, e questo porta ad attivarsi nel cercare scorciatoie più o meno nascoste: lì un po’ di sfida c’è. A controbilanciare male però ci sono proprio i drift: seppure esistano per ogni vettura ruote da acquistare che agevolano tale capacità slittante, mi interrogo sulla precisione e divertimento nel compiere simili evoluzioni guidando senza freno a mano. Basta ovviamente sfiorare una parete per fermare la combo e annullarla, il che avrebbe anche senso non ci fosse il fatto di cui sopra.
tabletop racing world tour (2)Dunque gioco senza infamie nè lodi, con il quale divertirsi in modo base e spensierato, non fosse per l’aspetto più trollante. Potrei dire ora che i contenuti vengono spesso a noia non tanto a causa delle specialità sopra dette, che bene o male sono in numero sufficiente, ma a causa dei tracciati: ci troveremo per ognuna su 5 piste di numero, nemmeno così tanto caratterizzate in modo stretto come gameplay econ modelli di oggetti giganti dalla fisica imprevedibile che ci rallentano da poco a molterrimo. Insomma, se la differenza è che prima butto giù un forchettone e poi una palla da biliardo sulla pista, non è che varii poi molto.
Dunque povertà? Furbizia.
tabletop racing world tour (3)Già lo stesso menù di gioco prevede la categoria DLC, con link a spazio apposito dove comprare altre piste, model e similia: ah però, bella trovata, peccato che sia così sfacciata che in pochi vi ci sono avventurati, specialmente contando l’elevatissimo numero di persone trovate per giocare online (indizio: è minore di 1). Qua dunque non ci siamo proprio, così come mi sono trovato spesso ad interrogarmi sulla gestione degli avversari virtuali: nel 90% dei casi si identificano come un serpentone continuo, sempre tutti molto attaccati. Insomma, recuperato uno, recuperati tutti o quantomeno fino al podio. Gestioni quindi sbagliate nella IA, così come nel ritorno su pista, che sembra poco più immediato per gli avversari.
Per agevolare poi la rigiocabilità, tanti tanti sbloccabili, tra colori per le auto a ruote con poteri di attacco, difesa o monetari, potenziamenti e monete giganti da raccogliere nascoste per i circuiti. Ah, e per i più fomentados c’è anche la macchinina camper di Walter White.

Valutazione

Grafica 69%
Sonoro 72%
Giocabilità 68%
Carisma 49%
Longevità 55%
Final Thoughts

TableTop World Racing è un titolino di corse senza arte nè parte. Facilmente utilizzabile, facilmente capace di divertirvi, ma con uguale facilità dimenticabile. Con più originalità, tecnica e migliore gestione dell'IA a quest'ora forse saremmo già almeno al 7, ma così è proprio un po' troppo poverello. Salvo pagare, ovviamente.

Overall Score 62%
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