PC, Recensione

Tempest – Recensione


Lion’s Shade

Sviluppatore

HeroCraft

Publisher

Simulatore di Pirateria

Genere

Per chi non lo sapesse, il sottoscritto è un fan appassionato di qualsiasi cosa riguardi, anche lontanamente, la pirateria, e tutto questo da prima ancora che Johnny Depp iniziasse ad ancheggiare; before it was cool, si usa dire. Qualche anno fa avrei potuto dire che ho giocato al 90% dei giochi riguardanti questo soggetto, purtroppo qualche anno fa è successo qualcosa: è arrivato Steam Greenlight [inserire musica enfatica] e nessuno ha più la minima idea di quanti e quali giochi siano in circolazione al momento (e visti alcuni titoli, molti non vogliono nemmeno saperlo).  Tornando in argomento, Tempest cerca di sfruttare tutti i canoni della pirateria romantica (mostri marini, maledizioni maya, battaglie navali), perché un simulatore di pirateria storica si sarebbe probabilmente trasformato in un Sodomia Simulator 1677. Ho gettato l’idea, nel caso funzioni, voglio i diritti.

NAVIGARE PER I SETTE MARI

tempest-screen-4Tempest vi catapulta in un 1600 immaginario popolato da varie strambe fazioni: dei simil-inglesi-banchieri, dei mercanti in un certo verso spagnoleggianti, l’equivalente dei maya, una specie di pseudovichinghi e, finalmente, i pirati; probabilmente nel concept originale c’erano anche Egizi e Sumeri, ma il motore grafico riusciva a gestire solo pochi paradossi temporali per volta.
Ovviamente anche la mappa su cui navigherete è inventata e avrà nomi evocativi come grotta del teschio o mare delle nebbie. Non credo di avere letto da nessuna parte, nel gioco, corpo di mille balene, ma ci sono sicuramente quindici uomini sulla cassa del morto.
In linea di massima in Tempest non c’è un vero scopo del gioco: è sotto molti aspetti un sandbox. Potrete cercare i favori di una fazione compiendo le loro quest, oppure vagare per la mappa in cerca di avventure, ma a prescindere dalla scelta la noia sarà ben presto una compagna di viaggio. tempest-screen-6Il commercio è inutile dato che l’economia è statica, quindi ogni porto venderà sempre le stesse cose agli stessi prezzi. Fosse successo a Marco Polo si sarebbe suicidato a vent’anni.
Scegliere di combattere è forse la situazione che prolunga di più il divertimento, ma non potendo creare delle vere e proprie strategie di razzia o di conquista, non c’è qualcosa che vi tenga realmente attaccati al timone, smaniosi della prossima avventura.

FUOCO ALLE POLVERI

tempest-screen-1I combattimenti navali sono la parte più divertente, perché se da un lato è sempre un continuo girare del timone per offrire la fiancata con la piena potenza di fuoco, le circostanze di ogni scontro variano. Come ho detto, possono apparire condizioni meteorologiche sfavorevoli, mostri marini, scogli e quant’altro. A rendere il tutto un po’ più profondo ci sono varie possibilità di personalizzazione della nave e delle armi. Comprando oggetti di alto valore avrete danni e tempi di reazione migliorati, per non parlare degli artefatti magici che danno l’ultimo calcio nel belino a qualsiasi parvenza di realtà e fanno fare alle navi cose a caso, tipo scattare avanti in stile Mark Lenders per fare un intervento a gamba tesa sul vostro legnoso deretano.
Altri accorgimenti gestionali, tipo identificare la nave con il cannocchiale, o scegliere quali munizioni utilizzare sono un ulteriore mezzo per aumentare tempest-screen-3i danni o selezionare il vostro bersaglio.
Sfortunatamente gli sviluppatori hanno voluto inserire anche l’abbordaggio. Perché sfortunatamente? Perché quella meccanica di gioco non. Ha. Nessun. Senso.
In linea di massima tutto ciò è divertente, se non si considera le sopracitate variabili casuali che rendono ogni scontro assolutamente imprevedibile e potenzialmente letale.

SI APPLICA, MA NON E’ BRAVO

tempest-screen-5Gli spunti per creare un sandbox divertente ci sono: tante fazioni con rating di apprezzamento, oggetti per personalizzare le navi, conquiste, eccetera. Peccato che tutto è ridotto ad un farming estremo, privo di logica, ed essendo un gioco a progresso lento dovrete lavorare parecchio prima di ottenere una minima soddisfazione. #ahrrmaiunagioia
Per quanto riguarda i comandi e l’interfaccia ci sono aspetti discordanti, da una parte abbiamo un combattimento che vi farà rimpiangere di non avere qualche mano in più, mentre sterzate, puntando i cannoni, con la faccia dentro al cannocchiale; dall’altra i vari menu a scorrimento fanno pensare ad un gioco pensato per touch screen.

Grafica 67%
Sonoro 73%
Giocabilità 48%
Carisma 35%
Longevità 30%
Final Thoughts

Così come l'abito non fa il monaco, non basta chiamare un insediamento Grotta del Teschio o un frammento di oceano Mare delle Ombre per fare il pirata. Tempest ha tante piccole buone idee, ma nessuna di queste viene sviluppata in maniera soddisfacente. Non avendo nulla che possa essere considerato un fiore all'occhiello rimangono tanti piccoli difetti che lo affondano nello scrigno di Davy Jones della mediocrità.

Overall Score 50%
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