the awakened fate ultimatum PS3, Recensione

The Awakened Fate Ultimatum – Recensione


Nippon Ichi

Sviluppatore

NIS America

Publisher

GDR, teologia spinta

Genere

Divinizzazioni autogestite e tanti dungeon casuali da esplorare: The Awakened Fate Ultimatum è qui per voi!

Il fato risvegliato ultimato

the awakened fate ultimatumThe Awakened Fate Ultimatum ci mette nei panni di Shin, giovane ragazzuolo non propriamente spensierato che già dopo i primi minuti di gioco, appena uscito da scuola/college/istitutoparitario quelcheé viene assalito da una serie di strani tizi in divisa che…lo inforcano con una spada senza troppi complimenti. Il decesso del protagonista viene…interrotto dall’intervento di Jupiel, affascinante damigella che si rivela presto essere nientepopodimenoché un angelo.

Il destino di Shin, protagonista dal carattere da eroe riluttante a dir poco, va a complicarsi sempre più: gli angeli (che annoverano tra le loro fila molte demoiselles piacevolmente pettorute) sono in guerra con i diavoli e per essere guidati verso la vittoria hanno bisogno di un dio che li guidi…dio che, guarda caso, è proprio il nostro Shin, assurto a questo ruolo tendenzialmente ultraterreno dopo la “resurrezione” donatagli dalle fanciulle alate che lo hanno recuperato e curato. Queste premesse di teologia spinta ci porteranno in un’avventura lunga e irta di dungeon, nonché piena di decisioni più o meno morali spalmate lungo una trama più intensa di quanto possa sembrare.

Labirintite

All’osso, il gioco è un dungeon crawler di stampo abbastanza classico, condito da scene d’intermezzo con illustrazioni semi-statiche e tanti dialoghi quasi in stile visual novel. Per quanto The Awakened Fate Ultimatum abbia grosso modo i ritmi canonici dei gdr nipponici, non parte in maniera diesel come altri suoi “colleghi”: anche la fase di addestramento con vari dungeon d’allenamento non è obbrobriosa come spesso accade in questi turbolenti tempi moderni, ma anzi si rivelerà efficace a farci entrare nella “mentalità” del come esplorare i labirinti senza farsi cappottare da mostriciattoli di genere. La nostra permanenza “in piedi e in un solo pezzo” nei dungeon sarà regolata da tre parametri: i tipici punti ferita, i SP (sorta di mana) e gli AP – questi ultimi si consumeranno col semplice muoversi, e andranno ricaricati mangiando. Finiscono i punti ferita e/o gli AP? Kaputt, si ritorna all’inizio del dungeon perdendo tutta l’oggettistica recuperata in giro. E oltre alle botte dei nemici, occhio anche alle trappole.

the awakened fate ultimatumPer facilitare le nostre sessioni esplorative, oltre a trovare armi ed equip in giro, potremo rifornirci in un negozio apposito tra un dungeon e l’altro, nonché potenziare le armi con un sistema di crafting abbastanza semplice. In più, vista la duplice natura dei nostri antagonisti (demoniaca e pure angelica!) potremo trasformarci in angelo o demone per avere menare meglio nemici della natura opposta – il tutto, ovviamente, consumando SP anche per l’azione del mero camminare avanti e indré. Inoltre, varie decisioni prese durante le fasi di dialogo influenzeranno o meno le nostre abilità legate all’aspetto angelico o demoniaco.

Su queste basi, possiamo dire che The Awakened Fate Ultimatum è un gioco di genere che riesce a intrattenere senza problemi i fan del filone: sono messi insieme elementi molto classici, ma tutto gira piuttosto bene ed è condito da una trama più soddisfacente del previsto. Le partite scorrono interessanti e impegnative, con un sistema di giocoo che perdona molto poco errori e sbavature di gnere; nonostante il bisogno di farming rallenti alle volte un po’ il ritmo, se siete fan del filone l’attenzione rimarrà sempre più alta dello scazzo, complice il voler vedere il finale di cotanta celestiale guerra e della “crescita” del nostro farloccone divinizzato.

Tecnologia divina?

Esteticamente, The Awakened Fate Ultimatum si mostra piuttosto bene. I ritratti dei personaggi – a figura “più intera” rispetto alla media delle visual novel e leggermente animati – sono in generali buoni, premesso che i the awakened fate ultimatumpersonaggi principali sono più dettagliati e “barocchi” rispetto alle comparse; anche i fondali sono di discreto livello. Uscendo dalle scene “chiacchierate”, il dungeon crawling si rivela più scarno ma comunque chiaro ed efficace, con tutti i personaggi in stile chibi trullallà – corpi piccoli e teste grosse, per intenderci, ma comunque con una coerenza nell’essere super deformed. Il comparto sonoro si rivela anch’esso soddisfacente: le tracce musicali sono abbastanza coinvolgenti, gli effetti sono sobri e il doppiaggio inglese si ascolta senza problemi (a proposito, nota per i meno angolofoni: occhio che tutti i testi sono in lingua d’Albione).

Il sistema di controllo è abbastanza efficace, con tutti i tasti che fanno ciò che devono senza particolari patemi: giusto a voler fare le pulci, il controllo via analogico è po’ scivoloso rispetto ai direzionali classici. Chiudiamo ricordando che il peso del gioco sull’hard disk non è criminale e che il sistema di salvataggio funge bene.

 

Valutazione

Grafica 80%
Sonoro 82%
Giocabilità 85%
Carisma 87%
Longevità 88%
Final Thoughts

The Awakened Fate Ultimatum è un dungeon crawler solido, impegnativo e supportato da una buona storia. Complice la buona realizzazione tecnica, potrà di certo farsi apprezzare dai fan del genere e da un certo look jappo.

Overall Score 84%
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