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The Hand of Glory – Recensione: avventura tricolore da Miami all’Emilia Romagna


PRIMA DI OGNI ALTRA DISCUSSIONE UN DISCLAIMER: come già successe con Broken Age, in realtà The Hand of Glory è stato rilasciato in due diversi momenti, dunque anche la recensione stessa è stata scritta prima parlando della parte 1, poi della parte 2: anche le votazioni finali sono state aggiornate al proposito. Ed ora partiamo con le cose serie.



La misteriosa indagine parte da… me


E’ il lontano 2012 (mazza, lontano il 2012… questa ha fatto male), quando sui mappanti lidi di Adventure’s Planet un giovane autore mi chiede qualche consiglio per la demo di una sua avventura in sviluppo… nel frattempo da allora il progetto cresce e cresce, fino a diventare The Hand of Glory! Potete quindi capire il mio sbigottimento felice quando ho scoperto che questa avventura italiana vedeva protagonista un personaggio di nome Lazarus, armato di sciarpone rosso e fida bicicletta per setacciare le strade di Miami!

Così mi ci sono buttato a pesce, con la curiosità di capire quanti rami avesse messo su la stessa pianta della quale avevo visto una piccola radice. E lo dico subito, il risultato è stato davvero eccellente.

Partiamo però dalla trama: il nostro Lazarus è un investigatore della polizia, uno dei migliore nel suo campo ma reduce da una serie di sconfitte nel cercare di fermare un rapitore e serial killer. Proprio quando questa storia sembra avere una sorta di fine, ecco comparire un altro caso dal nulla: la giovane figlia di un industriale è stata rapita, probabilmente in cerca di un lauto riscatto. I pezzi del puzzle però non sembrano incastrarsi così bene, dunque toccherà al nostro eroe, subissato dalla stampa ed in odore di sospensione dal servizio, riuscire a far riemergere i lati più misteriosi della vicenda, aiutato dal supporto deduttivo e tecnologico di una giovane stagista. Non voglio rivelarvi troppo altro della vicenda per lasciarvela scoprire poco a poco, ma mi limiterò a commentare in linea generale che il gioco sia scritto molto bene, riuscendo al pieno a mantenersi in equilibrio tra diversi registri. Ha i suoi momenti umoristici, ma non è una avventura parodica o demenziale, dimostrandosi ben conscia di sè quando vira sul giallo, sul thriller, e persino sul drammatico. Il mistero miscelerà approcci più polizieschi (interrogare sospettati e testimoni, riflettere su alcune prove) a momenti maggiormente punta e cliccosi, con oggetti da combinare e ROBE da elaborare e portare a termine per proseguire. Tali registri convivono tutti sotto uguale tetto, facendoci sorridere con personaggi buffi e gag (Lazarus ama annunciare il suo stesso nome come se fosse un supereroe), e mettendoci in tensione per l’arrivo di personaggi misteriosi o minacce impellenti.



Tenere il tempo, battere il tempo

Se si parla di avventure grafiche, bisogna parlare anche di enigmi e loro risoluzione: alcuni tradizionali, altri più vicini alla filosofia dello “scopri come funziona il meccanismo” (che forse sono tra quelli riusciti un po’ meno), ad attimi in cui è necessario scoprire passo passo tutte le azioni da compiere per salvarsi da una particolare situazione a tempo. A questo proposito, The Hand of Glory non si fa problemi nel far ammazzare il nostro povero Lazarus in caso di errore, ma evitando di portarci ad insultare diverse generazioni di pirati fantasma, riportandoci semplicemente nel caso all’inizio della sequenza, per un secondo, terzo e vicendevoli tentativi.


Bella questa idea dell’analsi prossemica, peccato che venga sfruttata poco.

Se ai tempi della demo alcune idee mi erano parse un po’ troppo forzate per il contesto, a piatto terminato devo constatare che gli enigmi sono impegnativi il giusto, senza mai essere eccessivamente complicati, e si lasciano completare mano a mano scorrendo fluidamente nel tempo. A proposito di piatti, Lazarus si troverà persino ad improvvisarsi aiuto cuoco con una ricetta da completare, cosa che pare andare completamente fuori binario, ma che ho visto (magari solo io) come una strizzata d’occhio a ben altre ricette fuori contesto (un saluto a Still Life). E’ scoccata la magia fuori gioco, ovvero quando nella vita di tutti i giorni mi è capitato di riflettere sul come sarei potuto avanzare (dannato pianoforte). Come poi tante avventure, traboccano le citazioni, in certi casi esplicite, in altri più sottili, e forse quindi più divertenti da scoprire (su tutte una a Detective Gallo e IMHO DUE al buon detective Frank Drebin della Pallottola Spuntata).

(Tra l’altro sapevate che era in preparazione un punta e clicca su tale serie? Sapevatelo. E rosicate con me per la sua non realizzazione.)


The Hand of Glory

Modestia grafica di grande effetto


Con queste parole potrei sintetizzare la parte grafica del gioco. I lineamenti dei personaggi si distinguono da quasi cartooneschi e parodici ad altri più realistici, ma nel poco c’è il molto. Non assisteremo ad animazioni piene di frame, ma cappero, esatto dico cappero, praticamente ogni puzzle risolto, ogni azione portata a termine avrà una sua propria animazione, a volte nel contesto della schermata, altre con brevi cutscene se necessarie allo sviluppo della trama. Esploriamo vari punti di Miami, a volte con un’aura un po’ troppo fittizia, ma che gli sviluppatori cercano sempre di mantenere in vita, a costo di inserire comparse ed elementi con cui non andremo direttamente ad interagire ma che servono a mantenere il mondo di gioco più vivo.


The Hand of Glory

Il tappeto sonoro è infine interessante e ben va a delineare le diverse atmosfere della trama di cui vi parlavo ad inizio recensione: nel finale dà davvero il meglio di sè. Già, il finale…

<Seconda parte: Viaggio in Italia>

Con la seconda parte del gioco la storia si sposta dall’assolata Miami all’italianissimo Borgo San Leo, alla ricerca delle eredità del Conte di Cagliostro, figura ben nota agli amanti di alchimia, esoterismo e faccende similari. Nel concreto continueremo ad alternarci tra Alice e Lazarus, seguendo le due storie in parallelo, che spesso andranno anche a convergere nello stesso punto: prima compiendo azioni con uno e chiudendo la sezione, e poi riesplorandola con il secondo personaggio, per portare ulteriormente avanti la storia. Storia che abbandona la sua natura di poliziesco puro per … mi preparo nello scriverlo … DANBROWNIRSI con forza. Oggetti mistici, poteri ed animali mitologici metteranno a dura prova i nostri eroi, per una narrazione che non abbandona mai del tutto l’ironia, ma che la sorpassa sempre più vicini al finale con dosi di thrilling e mistero. Dopo lo Spaghetti Western, potremmo dire che questo è uno Spaghetti Broken Sword… sorta.

Lazarus confessa i propri peccati: essere il protagonista di un punta e clicca.

Ma veniamo ad annodare i nodi che vengono al pettine: i ritmi più concitati sono seguiti da enigmi sempre più complessi? Diciamo sì, ma non del tutto. La parte di Alice a casa dello studioso l’ho trovata quella maggiormente debole sugli incastri delle cose da fare, e con un problema che si è riproposto, vero una sola volta, ma anche poco più avanti. Per farvela in breve, si tratta di momenti nei quali un certo oggetto, se esaminato, non ci darà gli stessi risultati se prima non avremo compiuto un certo dialogo od azione, e questo in modo un po’ troppo arbitrario.

Anche la seconda parte non lesina sul numero di ambientazioni ed oggetti con cui interagire, anche se con ritmi un po’ più alternati.

Fortunatamente però, l’avventura si fa perdonare con diversi altri rompicapi assai più interessanti, easter egg che fanno sorridere e che prevedono azioni dirette nel gioco (come il caso del pistacchio, santiddio). Il ritmo non cede (quasi) mai, e la semplicità delle scene di animazione non stona accompagnata da musiche azzeccate e trascinanti, specialmente nei momenti più drammatici e concitati.

Questa faccia non mi è nuova…

Il finale vi lascerà piuttosto, piuttosto, molto, mannaggia a loro attoniti… e con qualche spiraglio per un possibile seguito. Spiraglio che diventerà fessurone dopo i titoli di coda, perciò prestate bene attenzione.

Valutazione

Grafica 81%
Sonoro 87%
Gameplay 83%
Carisma 90%
Longevità 82%
Final Thoughts

Hand of Glory dimostra che la semplicità abbinata al grande impegno paga sul risultato finale: la trama non è mai scontata, le cose da fare sono divertenti e nella sua seconda parte ci si concede anche un tuffo tra ambientazioni nostrane. Passando con abilità dal comico al drammatico, nella sua versione finale vi terrà impegnati per il giusto tempo, con qualche momento non proprio cristallino, ma senza sfigurare nel complesso. Non un capolavoro di punta e clicca, ma sicuramente un'ottima operazione, ben portata avanti e calibrata a dovere. Però ora ne vogliamo altre così!

Overall Score 84%
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