the king of fighters xiv PS4, Recensione

The King of Fighters XIV – Recensione


SNK

Sviluppatore

Atlus

Publisher

Picchiaduro

Genere

Quella di The King of Fighters è una storia nata nel lontano 1994, fatta di alti (anzi vette) e bassi (anzi abissi), ma che ha sempre potuto contare su una fan base eccezionale: questo quattordicesimo capitolo è dedicato a loro!

IL RE E’ TORNATO

Sono passati ben sei anni dall’ultimo capitolo della serie, un tempo davvero enorme pensando al fatto che un tempo il picchiaduro targato SNK usciva puntualmente ogni anno. Nel 2010 The King of Fighters XIII ha segnato certamente una the king of fighters xivripresa del brand, ma non abbastanza per affermarsi di fronte a picchiaduro del calibro dell’acerrimo rivale Street Fighter o di Mortal Kombat. Le ambizioni di Yasuyuki Oda (storico sviluppatore di SNK all’epoca Neo Geo e leader e game designer dietro a Street Fighter IV) per questo nuovo capitolo erano alte, ovvero riportare la saga a competere sul grande mercando, affrontando sullo stesso terreno i colossi del genere picchiaduro, senza adagiarsi nella propria nicchia.
La prima mossa, quella più difficile e discussa, è stata portare Kyo e company dal 2D al 3D. La seconda mossa è stata quella di tornare agli albori, ma allo stesso tempo di rendere le meccaniche di gioco più accessibili anche per i neofiti. Nonostante uno sviluppo che dalle prime immagini e trailer non prometteva nulla di buono, The King of Fighters XIV con il suo risicato budget e un tempo di sviluppo relativamente breve è riuscito a sorprenderci. Si può davvero dire che finalmente il Re ha ripreso il suo trono.

OLTRE LE APPARENZE

Non si può certo dire che KOF XIV abbia un comparto tecnico da urlo, soprattutto se paragonato a quello di Street Fighter V. Tuttavia fa la sua sporca figura e pur non essendo particolarmente sfarzoso, riesce nelle sua sobrietà a
regalare un motore grafico solido, a 1080 con 60 fps fissi.
Il character design da anime viene abbandonato per un ritorno ad uno stile più “realistico”. In certi casi forse fin troppo the king of fighters xivanonimo, in particolare per quello che concerne gli effetti grafici che appaiono un po’ piatti e poco incisivi. Dall’altra parte il design di molti personaggi storici qui viene riportato alla normalità: come non ricordare l’abuso di steroidi di Ralf e Clark nel XIII? Oppure Athena che ringiovanisce di un decennio? Qui i personaggi hanno uno stile più classico, seppur in 3D appaiono decisamente più vicini ai primi episodi low res della serie.
Buona invece la varietà degli stage, seppur sempre minati da una realizzazione tecnica solamente discreta, garantiscono un numero sufficientemente alto per tenere l’interesso alto da parte del giocatore. Soprattutto perché quest’ultimi possono vantare una soundtrack decisamente azzeccata, fatta di nuovi brani e remix di quelli storici (come non amare, ad esempio, Soy Sauce for Geese?), con l’aggiunta di vere e proprie canzoni dallo stile industrial particolarmente azzeccato con la lore della saga. All’ottima qualità delle musiche vengono seguiti a ruota gli effetti sonori, numerosi e attinenti ad ogni mossa del nostro personaggio, i quali vantano anche un doppiaggio giapponese ottimamente recitato, in grado di non far sentire la mancanza di qualche voce storica dietro al microfono.

SOLE E LUNA TORNANO A BRILLARE

Abbiamo parlato del comparto tecnico, ma in una produzione del genere è scontato che il vero fulcro sia il gameplay. E proprio in questo SNK centra pienamente l’obbiettivo. Il passaggio dal 2D al 3D non è assolutamente traumatico come ci
si aspettava. Bastano pochi minuti di gioco per scongiurare lo spetto di ritrovarsi per le mani un ennesimo Maximum Impact. KOF XIV con il suo gameplay dedito agli anni 90 offre una varietà di mosse, super mosse, combo e contrattacchi
davvero eclatante. Le move list dei personaggi sono state completamente riviste, e pur apparendo di un numero inferiore, the king of fighters xivquesto agevola ad una maggiore calibrazione tra i nuovi personaggi e quelli vecchi (che in tutto sono ben 50!).
Giocare a KOF XIV vuol dire risentire tutto il feeling delle ultime produzioni in un titolo che cerca con successo di riportare la saga allo stato brado.
Oltre all’ottimo combat system la casa nipponica ha inserito anche molteplici contenuti sia per chi ama giocare online, sia per chi ama divertirsi contro la CPU. Per quest’ultimi oltre al buon Story Mode, ci sono le missioni, il time
attack, il versus sia in singolo che in team e l’immancabile survival. Mentre i giocatori più competitivi potranno darsele di santa ragione online tramite la modalità classica o quella party fino a sei giocatori. Inoltre per entrambi
è possibile visualizzare statistiche, artwork sbloccabili e filmati. Insomma, chi ama i picchiaduro difficilmente riuscirà a staccarsi dall’ultima fatica della software house di Osaka.

E per chi si approccia per la prima volta a The King of Fighters? Niente paura, SNK ha pensato bene di rendere la giocabilità un po’ più accessibile grazie a delle combo guidate, facilmente realizzabili premendo un semplice bottone. Una scelta saggia che aiuta il principiante ma che allo stesso tempo non pesa sul giocatore hardcore, il quale potrà dedicarsi a sviscerare il gameplay nella smania di concatenare il maggior numero di mosse possibili.

Valutazione

Grafica 77%
Sonoro 90%
Giocabilità 95%
Carisma 95%
Longevità 93%
Final Thoughts

The King of Fighters XIV è la dimostrazione che l'esperienza può sopperire tempi di sviluppo limitati e un budget modesto. E' la prova che per fare un buon picchiaduro non basta soffermarsi sulle spettacolarizzazioni, ma è indispensabile costruire un gameplay solido, complesso ed appagante. Ad oggi la fatica di SNK Playmore è oggettivamente il miglior picchiaduro in circolazione per quello che riguarda le meccaniche di gioco, la varietà e i contenuti - peccato solo per una resa grafica non al top. In ogni caso, quello che conta davvero è che finalmente il Re è tornato a dettar legge nel mondo dei fighting game.

Overall Score 90%
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