the legend of heroes: trails of cold steel PS Vita, PS3, Recensione

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel – Recensione


Nihon Falcom

Sviluppatore

NIS

Publisher

Gioco di ruolo

Genere

Dalla storica etichetta Nihon Falcom giunge in Europa – dopo “appena” due anni dalla release originale giapponese – The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel. Sotto con il trailer, che poi si recensisce no limits:

La leggenda degli eroi

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel ci farà vestire i panni di Rean Schwarzer, giovinotto dai capelli a onda stile Oliver Hutton che ha appena iniziato l’accademia militare. Dopo un prologo in medias res, utile a farci capire le basi del combattimento e ad incasinarci di brutto sul fronte trama, inizieremo la storia con un flashback che partirà proprio dal primo giorno di Rean in accademia. Evento “motore” della storia sarà l’inserimento del protagonista nella Classe VII, gruppo misto di studenti di famiglia nobile e non riunito per un addestramento speciale. Tra stranezze di genere, vita scolastica sui generis e successive missioni “sul campo” di pericolosità crescente, vivremo una lunga avventura dove le vicende personali dei protagonisti si intrecciano con quelle di più largo respiro di un mondo tutt’altro che pacifico o equo. Senza spoilerare troppo, evitando dunque il rischio di fare casini con i nomi della miriade di personaggi giocabili o meno (tutti di rilievo!) coinvolti nelle vicende, è il caso di parlare un po’ di gameplay.

Vita accademica e dintorni

Il gameplay di The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel è quello tipico dei jrpg con combattimento a turni. Nelle fasi esplorative gireremo più o meno giulivi per gli ampi scenari di gioco, con ampie possibilità di parlare con passanti a caso e png dal vario grado di rilievo per la trama. Il ritmo di gioco è scandito da “giornate”, durante le quali potrethe legend of heroes: trails of cold steelmo – oltre a girare a casaccio per l’accademia e la città vicina, nei giorni liberi – intraprendere varie quest, obbligatorie o meno. Come diviene sempre più di “tendenza”, anche Trails of Cold Steel presenta un sistema di “potenziamento” dei legami con gli altri potenziali membri del party. Il “bonding system” prevede l’uso di due punti “legame” giornalieri per passare il tempo con i commilitoni e per poter stringere maggiormente amicizia, al fine di vedere qualche scenetta in più che ne svelerà trame e sottotrame, oltre a vantaggi di genere quando si combatterà assieme. E’ presente anche la possibilità di giocarsi un punto extra serale, non solo per finalità di rimorchio.

Usciti dalle aree “tranquille” giungeremo nei tipici dungeon, dove i mostri saranno visibili sulla mappa (come negli Hyperdimension Neptunia, per citare una serie a caso). “Sbatterci” contro scatenerà l’inizio del combattimento: quando saremo ancora sulla mappa potremo comunque provare a colpirli col tasto di attacco (X di default) per respingerli indietro ethe legend of heroes: trails of cold steel rintronarli nel caso riuscissimo a colpirli alle spalle, con conseguente bonus al primo round di combattimento. Una volta iniziata la lotta, un turno sarà consumato con una delle seguenti azioni: attacco base, fuga, movimento (occhio che questa regola influisce di molto sulla tattica da applicare, di solito si può muovere E attaccare), uso item, uso dei craft (tecniche di combattimento speciali che consumano punti ad hoc) e uso delle arti – magie che vengono lanciate con un piccolo ritardo rispetto al turno usato. E’ possibile inoltre usare l’abilità “link” con altri personaggi, che garantirà un attacco base extra dopo un colpo ben riuscito. Visto che molte magie e abilità hanno un effetto ad area – che può essere a cono, a riga o ad area circolare – il posizionamento dei personaggi e il capire il movimento dei nemici risulteranno fondamentali per definire una tattica più o meno esente da figure di merda – si pensi, ad esempio, che alcune tecniche cambieranno la posizione di chi le pratica, rischiando di far finire combattenti poco attenti nel bel mezzo della marmaglia nemica, pronta al cappottone atomico. A tal proposito, Molto comoda si rivela la possibilità di salvare quasi a ogni passo (combattimenti esclusi, ovviamente), evitando lo stress di raggiungere save point predefiniti.

the legend of heroes: trails of cold steelSullo sviluppo dei personaggi, con il potenziamento delle caratteristiche automatizzato con i level up, il bello viene dal sistema degli Orb. Ognuno dei nove protagonisti giocabili potrà usare un Orb principale, capace di garantire un certo set di bonus e abilità attive. Spendendo i sephit – simil-gemme ottenibili durante i combattimenti – si possono sbloccare slot secondare per aggiungere ulteriori “gemme” utili a potenziare ulteriormente il personaggio. Inutile aggiungere che potremo ulteriormente pompare i nostri alter ego anche tramite equipaggiamenti acquistabili in giro o recuperabili in missione: in ogni caso, a prescindere da quanto corazzete siano le nostre mutande, fa piacere notare come il grado di sfida del gioco si mantenga sempre interessante e ben bilanciato.

In toto dunque, The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel si rivela un jrpg molto classico, quasi “rassicurante” dal punto di vista delle meccaniche senza però rivelarsi mai noioso o eccessivamente scontato. Il sistema di combattimento si rivela un punto molto forte di questa produzione, dove anche il singolo movimento sbagliato potrà mandarvi molto presto a catafascio. La trama, forse un po’ più diesel della media dei giochi di ruolo “lunghi”, si rivela anch’essa più che soddisfacente, con personaggi simpatici e dialoghi che scendono nella follia (nel senso buono e divertente del termine) molto più spesso di quanto si possa pensare.

Vita accademica e contorni

Sotto il profilo tecnico, The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel mostra sia punti di forza che punti di debolezza. La grafica si mostra un po’ datata: nonostante le illustrazioni siano molto ben realizzate, in stile nipponico classico, i modelli 3D risultano the legend of heroes: trails of cold steelmeno convincenti. Gli ambienti, anche se nel complesso tutt’altro che spiacevoli a vedersi, mostrano un look non proprio à la page; fatta comunque esclusione per qualche dungeon, per fortuna le ambientazioni sono in generale abbastanza dettagliate e vive.

Sotto il profilo audio, il gioco offre un doppiaggio in inglese per le cutscene e un discreto numero di dialoghi, il tutto di qualità in media soddisfacente. Le musiche sono buone e ben si adattano alle differenti situazioni nelle quali ci troveremo, stessa cosa per gli effetti sonori, azzeccati e piacevolmente retrò in alcuni casi.

Il sistema di controllo funziona bene: senza discostarsi dai canoni classici, funge a dovere e non induce il giocatore a lanciarsi in bestemmie di genere.

Valutazione

Grafica 65%
Sonoro 84%
Giocabilità 90%
Carisma 90%
Longevità 98%
Final Thoughts

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel è un ottimo rpg, molto solido nelle meccaniche e capace di offrire una storia interessante che vi accompagnerà per molte ore di gioco. Un ottimo acquisto per gli amanti del genere e non solo.

Overall Score 85%
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