the liar princess and the blind prince Nintendo Switch, PS4, Recensione

The Liar Princess and The Blind Prince – Recensione – Ansia fiabesca


Dagli amiconi di NIS giunge sui nostri lidi – e nelle nostre mani bisunte – The Liar Princess and The Blind Prince, fiaba bidimensionale talmente kawaii e pucciosa da attraccare nei lidi dell’inquietudine. E la lupa killer ha gli occhi tipo sogliola. Sotto con l’RVM:

La princessa bugiarda e il principe cecato

The Liar Princess and The Blind Prince inizia con un tono prettamente fiabesco – con tanto voce narrante, pacata e coccolosa, ideale per un nursery gestita dalla famiglia Argento. La storia, tra pagine che girano davanti ai nostri occhi tanto incantati quanto astigmatici, ci narra di una lupa. Cotale canide, con due occhi crudeli DOVE NON DOVREBBERO STARE, viveva in un bosco isolato, pieno di altre creature: e ogni notte, la lupa cantava. Sì, esatto. Cantava. Ma non come un canarino né come un pappagallo (il volatile, non quello dove si piscia dentro in caso scarsa mobilità): come…boh, come una lupa che canta MA che canta molto bene. Fino a qui, tutto più o meno ok. Un giorno – o meglio, una notte – il principino del vicino castello si recò nel bosco per…per qualche motivo, e rimase ad ascoltare la lupa medesima. A canto finito, mentre la belva pensava a come mangiare il poraccio, il principe si lanciò in un applauso accorato; talmente accorato che la lupa si intenerì e decise di risparmiare il ragazzino, che col tempo divenne proprio un suo fan. Una notte, però, il principe decise di arrampicarsi sulla roccia dalla quale sentiva provenire il canto: fu così che la lupa, temendo che il principe vedesse le sue fattezze mostruose (e ci credo, con quegli occhi) gli mise una mano sul viso – senza ricordarsi però di avere gli artigli. Sbem, principe cecato e sfigurato. E pure incarcerato dai familiari “perché ora è brutto”. Non osando pensare cosa gli avessero potuto fare se si fosse, che so, rotto una gamba o fatto venire il diabete, acceleriamo col racconto: la lupa si pente e lo vuole salvare, così chiede alla strega della foresta di avere il potere di trasformarsi in umana – la c.d. “principessa bugiarda” per salvare il principe e portarlo dalla strega medesima per farlo guarire, in cambio di qualcosa di importante, fondamentale e non trascurabile. Avete anche voi il sentore che tutto ciò andrà a finire malissimo?

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Mano nella mano

The Liar Princess and The Blind Prince e sostanzialmente un’avventura bidimensionale con elementi puzzle. Controlleremo direttamente solo la principessa, mentre potremo “trainare” il principe prendendolo per mano col tasto apposito (da tenere schiacciato) per portarlo a destinazione. Gli enigmi da risolvere per procedere ruotano, all’atto pratico, su due meccaniche: la trasformazione e lo sblocco “doppio” di interruttori, leve, cose a pressione etc. – tutto quello che si tira e spinge in questo genere di giochi. Per trasformarsi da principessa a lupa e viceversa basterà premere un bottone: una volta tornata bestia, la lupa potrà sminchiare i nemici a zampate e saltare più in alto, ma al contempo non potrà utilizzare attrezzi e leve del caso visti i suoi problemi di arti superiori.
La struttura di gioco è lineare, con le sole “deviazioni” possibili da seguire per raccogliere dei collezionabili utili a espandere la conoscenza del background del gioco (e per aggiungere ulteriori depression points al tutto).
Il livello di difficoltà ci è parso contenuto, rendendo il gioco accessibile a tutti senza essere però a livello dei cercopitechi delle foreste malesi. Giocando e rigiocando l’avventura di The Liar Princess and The Blind Prince, premesso che la longevità in termini di chilometraggio non è esattamente “top”, si nota una certa rigidità nel gameplay – già non molto dinamico di sue, soffre di una generale lentezza e di un diffuso feeling di incriccamento. Per essere goduto appieno, il gioco va “vissuto”, sentito, a mo’ di trip acido in uno dei quei libri di storie per bambini ricchi di illustrazioni – quelli con i titoli in pseudo-rima, tipo Corradino il Pesciolino – che avrebbero fatto venire gli incubi a un veterano del Vietnam. In questo, The Liar Princess and The Blind Prince riesce veramente bene, capace di essere evocativo come non mai grazie a una direzione artistica di pregio.

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Gioco di mano, gioco di villano

Sotto il profilo estetico, come detto qualche riga fa, The Liar Princess and The Blind Prince sbalordisce in positivo. Staticamente parlando, siamo davanti a un libro disegnato a mano: colori tenui e scuri, tante sfumature, un tratto che pare provenire da un passato sfumato e misterioso, quanto e ancor di più del tempo delle fiabe inquietanti. Molto buono anche il sonoro, con una voce narrante espressiva e belle musiche di accompagnamento, unite a effetti azzeccati e mai (b)anali. Meno charmant il sistema di controllo, a nostro avviso poco dinamico e “complice” del generale sentore di ingessatura dell’azione di gioco. Rimane invece molto buona la resa in portatile su Switch.

Grafica 93%
Sonoro 88%
Giocabilità 63%
Carisma 80%
Longevità 70%
Final Thoughts

The Liar Princess and the Blind Prince è un titolo che ha tra i suoi punti di forza un'estetica evocativa e accattivante, unita a una trama agrodolce ma non tritaballe. Se il fatto che il gameplay sia meno ispirato del resto non vi frena, date una chance a quest'avventura.

Overall Score 78%
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