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The Solus Project – Recensione (Versione PC)


Hourences e Grip Games

Sviluppatore

Teotl Studios

Publisher

Avventura/Survival (poco)

Genere

Avete mai voluto provare il brivido di esplorare un pianeta misterioso e disabitato? Pensate che sareste in grado di sopravvivere in un ambiente ostile e alieno, mentre cercate un modo di comunicare con i vostri compagni che aspettano vostre notizie? Se la risposta è sì, allora dovrete provare assolutamente The Solus Project, videogame in vendita su Steam, prodotto dai due studi Hourences e Grip Games. Io l’ho fatto e sono rimasto piuttosto soddisfatto. Scoprite perché in questa recensione.

Un pianeta e un uomo

The Solus Project

Giunti sulla superficie di Gliese-6143-C, il piccolo terminale World Independent Local Survivor Overseer Node, “Wilson”, sarà il vostro più fedele alleato. Vi comunicherà il vostro stato di salute e le condizioni ambientali.

Gliese-6143-C è un pianeta situato a un bilione di km dalla Terra, o meglio di quel che rimane della Terra.  Il nostro pianeta infatti non esiste più e i pochi sopravvissuti della razza umana vivono a bordo di tre gigantesche navi-arca che orbitano intorno a Plutone. In un disperato tentativo di riuscire a trovare un pianeta abitabile che faccia da nuova casa per l’umanità, 5 piccole navi vengono spedite verso altrettanti pianeti. Uno di questi è Gliese-6143-C. Il viaggio è lungo e pericoloso: mai nessun equipaggio ha osato tanto. Quando finalmente la nave raggiunge il pianeta, un barlume di speranza si accende nei cuori degli uomini e delle donne a bordo. Il pianeta ha un clima ostile, ma presenta anche forme di vita, vegetazione e un vasto oceano. All’improvviso però, la tragedia. Un guasto inaspettato causa l’esplosione dell’intera nave. Di tutte le persone a bordo solo una riesce a raggiungere una capsula di salvataggio e a raggiungere la superficie del pianeta: il nostro protagonista. Il giocatore, vestendo i panni di questo esploratore spaziale dovrà sia sopravvivere, solo, sperso su un pianeta sconosciuto e senza equipaggiamento, sia trovare un modo per riuscire a comunicare con il resto della flotta umana.

Descritto così The Solus Project non sembra molto diverso dalla caterva di survival che si possono trovare in giro, vero? Ma in realtà vi assicuriamo che è molto diverso. Sì perché vedete Gliese-6143-C nasconde un segreto. O sarebbe meglio dire, molti segreti? Fin da subito vi accorgerete che c’è qualcosa di strano. Come quelle rocce ad esempio: saranno state modellate dal vento o da una qualche forma di vita senziente? E cosa si nasconde in quelle caverne lì in lontanza? Cos’è quel suono misterioso? Questa e altre domande vi accompagneranno per tutte le 15 ore circa che vi serviranno a terminarlo,  in un crescendo di tensione che sinceramente mi ha stupito e molto. In maniera positiva intendo.

Avventura grafica o Survival?

The Solus Project

Cosa si cela nelle profondità del pianeta? Dovrete affrontare varie insidie e alcuni puzzle per scoprirlo.

La domanda me la sono posta circa a metà gioco. A cosa stavo giocando in quel momento? Ad un’avventura grafica o ad un survival? Dopo aver analizzato un po’ le ore precedentemente trascorse mi sono reso conto che in effetti, a osservarlo da vicino, The Solus Project è più un’avventura grafica con elementi survival, piuttosto che un survival duro e puro. Questo è particolarmente vero alle difficoltà più basse dove bisogna sì mangiare, bere, craftare degli item e ripararsi da elementi naturali in grado di spazzare via (letteralmente) il nostro alter ego virtuale come un granello di sabbia, ma morire è talmente difficile che il tutto  si trasforma  in una vera e propria “camminata con misteri” virtuale, dove ogni tanto bisogna mangiare per continuare. Il lato survival diventa insomma puramente di cornice, quasi del tutto trascurabile. E intendiamoci, anche così il gioco rimane comunque un’esperienza affascinante perché ha una trama, con un inizio, una fine e con in mezzo dei plot twist che vi sembrerà di essere tornati ai tempi delle prime stagioni di Lost (i richiami al telefilm ci sono e anche abbondanti), ma a mio parere perde qualcosa. Alla difficoltà più alta invece, che è quella a cui consiglio di giocare a coloro che vogliono gustarsi a pieno tutta l’offerta ludica di questo titolo, restare vivi non è per niente scontato e rappresenta una sfida capace di soddisfare la fame di sopravvivenza di un “true survivor”. Per correttezza comunque, va detto che anche così la spinta a giocare non è certo data dalla sfida del sopravvivere: ad un certo punto il respirare diventa solo una necessità in più e scoprire il mistero che si cela dietro alle stranezze del pianeta è ciò che vi terrà incollati allo schermo. Ci sono luoghi strani su Gliese-6143-C, luoghi legati da un filo conduttore da un qualcosa che è accaduto, un qualcosa che va capito e che ammicca al giocatore da dietro gli angoli continuamente, proprio fino alla fine quando la consapevolezza colpisce e allora si arriva a comprende quasi tutto. Esatto non tutto, ma quasi. E quel quasi è motivo di discussione sui forum e lo sarà fra voi e vostri amici se giocherete a questo titolo, perché è in questo sta la grandezza dei prodotti costruiti intorno alla suspence: lasciare sempre qualcosa di non completamente spiegato, libero di essere interpretato da chi gioca. Non posso spoilerarvi assolutamente nulla della trama, ma vi posso dire che la tensione narrativa viene perfettamente mantenuta per tutta la durata della storia, e anzi sale in un crescendo che sfocia in un finale che vi rimarrà sicuramente impresso nella memoria. E il tutto utilizzando praticamente zero dialoghi; fanno tutto le ambientazioni e l’ottimo comparto audio.

Bellezza unreale

The Solus Project

Alcune ambientazioni del gioco sono di una bellezza mozzafiato.

The Solus Project è realizzato con l’Unreal Engine 4 e ragazzi si vede. Il gioco è uno spettacolo per gli occhi. Quello scorcio di cielo nel momento in cui si esce a riveder le stelle dalla capsula di salvataggio è qualcosa di assolutamente spettacolare. Credo di essere rimasto imbambolato per un minuto buono a guardarlo prima di iniziare a muovervi. Altrettanto pazzeschi sono tutti i fenomeni atmosferici/ambientali. Molto ispirata anche l’architettura degli edifici e quella di caverne e complessi sotterranei, tutto realizzati con dovizia di particolari e utilizzando il sistema di illuminazione in maniera sublime. Solo ogni tanto si vedono delle texture non al top, ma sGli sviluppatori sono stati in grado di rendere il mondo di gioco sia interessante che “minaccioso”: si ha l’impressione che ogni angolo possa nascondere un’insidia, ma allo stesso tempo si ha la voglia di girarlo quell’angolo e scoprire cosa ci si nasconde dietro. Era da molto tempo che non incontravo un gioco in grado di farmi provare questa sensazione. Non mi è capitato di imbattermi in un nessun bug e solo rarissimamente ho riscontrato qualche calo di frame rate, ma solo perché giocavo ad impostazioni più alte di quanto la mia macchina mi permetterebbe. Volevo godermi ogni cosa in tutto il suo splendore. Che le mie parole non vi turbino! Il gioco non è esoso in termini di requisiti minimi e il gioco è perfettamente giocabile anche con macchine che hanno ormai qualche annetto. Il comparto audio è composto da suoni e musiche che si adattano perfettamente all’atmosfera “esplorativa”, accompagnando il giocatore con musiche strumentali altamente evocative.

Grafica 90%
Sonoro 95%
Giocabilità 85%
Carisma 100%
Longevità 80%
Final Thoughts

The Solus Project è una piccola perla. Un gioco che con praticamente un solo personaggio e splendidi scenari riesce a intavolare una storia che cattura il giocatore e lo accompagna in un viaggio fatto di misteri, colpi di scena e qualche momento horror. La componente survival, seppur non centrale, rappresenta un elemento in più che contribuisce a dar maggior credibilità alla particolare ambientazione del gioco, specialmente alla difficoltà più alta. Consigliato a tutti coloro che amano l'esplorazione, l'avventura e i luoghi misteriosi.

Overall Score 90%
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