PC, Recensione

The Tale of ALLTYNEX – Recensione


Sister Skain

Sviluppatore

Nyu Media

Publisher

Azione

Genere

Cosa può far felice un fan degli sparatutto verticali, se non uno sparatutto verticale ben riuscito? Beh, forse tre giochi di questo genere ben riusciti al prezzo di uno! Sarà questo il caso di The Tale of ALLTYNEX, raccolta di tre titoli doujin tradotti in lingue consone a noi occidentali da Nyu Media? Scopriamolo nella nostra recensione, senza mai dimenticare di sorbirci cotanto trailer:

Raccolta di sparatutto

the tale of alltynex (2)The Tale of ALLTYNEX, come testé accennato, è una raccolta di tre shooter verticali tutti sviluppati dalla compagnia doujin Sister Skain e portati in occidente da Nyu Media (gli stessi dietro Ether Vapor R e Croixleur, per intenderci) con un Kickstarter ben più che potente – con un target da raggiungere fissato a circa 5mila dollari clamorosamente superato, con un incasso lordo finale di quasi 15mila. Per lo stupore di tutti, i tre giochi hanno anche una trama che li congiunge a mo’ di filo conduttore – il tutto narrato con poche frasi a schermo per limitarne la comprensibilità, nonostante almeno la sintassi sia lontana da concetti espressi in stile “For Great Justice!”. I tre titoli – quivi elencati in ordine cronologico di cotanta trama – sono Alltynex Second, RefleX e Kamui: sono tutti appartenenti al genere degli shooter verticali, con ognuno caratterizzato da una particolare feature del gameplay – e di ciò, ovviamente, parleremo nella sezione dedicata.

Tornando un attimo alla trama, da quello che siamo riusciti a capire dai giochi e dalle pagine web ufficiali, vediamo che la storia ci porta in un futuro non eccessivamente lontano e mediamente precisato in cui l’umanità è già in partenza dilaniata da una guerra civile tra un megagoverno militare e la “resistenza”. Come non bastasse, a incasinare tutto ci si mette anche il megacomputer ALLTYNEX che, forse inacidito dal fatto di avere un nome simile a quello di un preservativo alla cannella, decide di scatenare un’armata di droni contro l’umanità, disintegrandone appena l’85%. Come membro attivo del 15% di umani rimasti, a bordo di una potente navetta avremo l’obiettivo di respingere cotanta minaccia. Inutile dire che la trama – nel secondo gioco – continuerà focalizzandosi sulla guerra civile terrestre, infarcita di un’invasione aliena pronta a finire di rompere le balle ai non tantissimi sopravvissuti. Infine, la storia culminerà con una nuova minaccia proveniente dal cielo, foriera di distuzione divina – e non vi diciamo altro non solo per evitare spoilers di genere, ma proprio perché non ci abbiamo capito una sega.

E ora, gameplay.

Sparacchiando

the tale of alltynex (1)Vista la natura piacevolmente composita di The Tale of ALLTYNEX, è il caso di enumerare prima i tratti comuni ai tre giochi e poi di sviscerarne le meccaniche di gameplay. Per quanto riguarda la classificazione generale, possiamo dire che sono degli shooter impegnativi ma che non arrivano al livello dei maniac shooter più inquietanti: in ogni caso, la regolazione del livello di difficoltà – presente in tutti e tre – potrà tornare utile sia ai neofiti che ai più esperti, sempre alla ricerca di modi improbi con i quali potenziare i propri riflessi. Controlleremo il nostro mezzo tramite pad o tastiera, sfruttato frecce o stick per spostarci e due o tre tasti per le varie modalità di attacco. I giochi contano rispettivamente 5,8 e 6 stages, più una modalità training/pratica che permette di selezionare il livello in cui nuclearizzare il prossimo – posto, però, l’averlo completato in modalità standard. In ogni gioco avremo un numero di continua determinato, quindi non cazzeggiate troppo. In tutti i titoli è presente il contatore del punteggio e un sistema di ranking, per la gioia di chi ama il fomento arcade d’altri tempi.

Per quanto riguarda le singole peculiarità dei giochi, partiamo da Alltynex Second: in questo titolo, saremo ai comandi di una navetta capace di attaccare non solo via sparo, ma anche tramite lame stile “spadoni laser” sporgenti dalle ali. La pressione combinata dei due tasti utili ad attivare l’uno o l’altro tipo di attacco ci darà la possibilità di lanciare colpi semi-guidati, pena il consumo della barra di energia apposita (la quale si ricaricherà quando ci limteremo a usare gli attacchi base). Il sistema di attacchi ravvicinati è agevolato da una funzione semi automatica di lock-on e diviene indispensabile per anticipare e neutralizzare i vili inimici che cercheranno di impallinarci alle spalle o nelle chiappe. A proposito di chiappe, per portarle al sicuro a fine missione dovrete stare alquanto attenti, visto che con due colpi sarete bellamente esplosi – e avrete a disposizione solo due continua e tre vite extra per continua. L’azione è rallegrata da un sistema di combo concatenabili, per la gioia di grandi e piccini.

RefleX, come arguibile dal nome, fonda il proprio gameplay sulla possibilità di riflettere gli attacchi nemici grazie all’uso di uno scudo attivabile ad hoc, la cui tenuta è legata alla canonica barra di energia (che si ripristina quando tenete spento il detto scudo). Aggiungiamo inoltre che non potrete sparare quando lo scudo è in funzione. La navetta che piloterete in RefleX andrà giù dopo più colpi, ma avremo una sola vita e due continua, incrementabili al progredire nel gioco.

In Kamui, il gameplay è caratterizzato dalla doppia profondità di piani di gioco: i nemici che volano ad altezze inferiori o superiori, invece di essere frantumati con lo sparo “base”, vanne fritti tramite lancio di scariche elettriche (che consumano una barra di energia dedicata). La navetta può anche lanciare un laser pompato (per brevi lassi di tempo) pigiando assieme i tasti degli altri due tipi di attacco.

Per i primi due titoli, bisogna dire che la formula arcade di stampo ultraclassico arrcchita dalle dette peculiarità di gameplay funziona più che bene. Già al livello di difficoltà normale, l’azione va dal veloce al frenetico e lo sfruttamento delle caratteristiche specifiche del nostro velivolo – che siano le spade o lo scudo – rende il tutto molto godibile e piacevolmente impegnativo. Buona anche la curva della difficoltà, che rende l’approccio al gioco fattibile senza banalizzarlo.

the tale of alltynex (3)Kamui ci appare leggermente più “macchinoso” degli altri, visto il fatto che per abituarsi a distinguere su quale piano si trovi le navette nemiche servirà un po’ più di tempo – in ogni caso, il risultato finale è comunque positivo.

In toto dunque, bisogna dire che, a patto che si cerchi un’esperienza arcade “pura” e vecchio stile, The Tale of ALLTYNEX può davvero essere un titolo capace di intrattenere come si deve. Il feeling di frenesia è ben reso, l’azione è coinvolgente (grazie anche un buon commento musicale) e si ha davvero la sensazione di essere il protagonista di un anime buzzurro fantascientifico intento a salvare il pianeta da X nemici fetusi. Veloce ma comunque tattico (usare alla cazzo le varie armi vi porterà solo a una rapida dipartita), bilanciato e discretamente vario, il gioco (o “i giochi) riesce a portare con successo una buona esperienza arcade sugli schermi PC, con l’unico neo che può essere visto nella longevità generale – non enorme, ma comunque nei canoni del genere.

Note tecniche

Dal punto di vista tecnico, The Tale of ALLTYNEX non se la cava malaccio. I comandi reagiscono bene, tutti e tre i giochi sono molto stabili e occupano pochissimo sull’hard disk, a fronte di requisiti hardware quasi nulli, e i rallentamenti sono praticamente assenti. Il sonoro è molto buono, con musiche coinvolgenti dal sapore techno e futuristico rallegrate da esplosioni e spari resi abbastanza bene. La grafica invece, dal punto di vista strettamente estetico, non è proprio bellerrima, con modelli alle volte un po’ rozzi: molto meglio invece i vari effetti speciali visivi, che tra esplosioni, cambi di inquadratura ed effetti di luce sono piuttosto piacevoli per l’occhio e la pupilla.

Valutazione

Grafica 75%
Sonoro 86%
Giocabilità 80%
Carisma 85%
Longevità 75%
Final Thoughts

Complessivamente, The Tale of ALLTYNEX è un buon titolo - o insieme di titoli - che riesce con successo a riproporre formule arcade consolidate con features particolari di gameplay: gli appassionati troveranno di sicuro pane per i loro denti, grazie a un ritmo frenetico supportanto da un comparto tecnico solido e non tendente alle fetecchie. Per i meno fomentati del genere, l'unica remora può essere riscontrata nel rapporto prezzo/longevità. In ogni caso, siamo di fronte a un buon titolo che ha molte carte in regola per intrattenere come si deve il target a cui è dedicato.

Overall Score 80%
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