PC, Recensione

THE WANDERER: FRANKENSTEIN’S CREATURE – RECENSIONE: CHE COSA VUOL DIRE UMANO


Quando si pensa alla creatura nata dalla fantasia di Mary Shelley, la prima immagine è quella di un essere raccapricciante che se ne va in giro a spaventare la gente, magari con delle grosse viti conficcate nel collo e la pelle verdastra.

In verità, la storia del mostro di Frankenstein è ben diversa: è una storia di emarginazione e di scoperta del mondo, di meraviglia e invenzione. È un capolavoro gotico sul diverso che spaventa e sulla solitudine forzata. Soprattutto, il romanzo è una riflessione su che cosa significhi definirsi un essere umano.



The Wanderer: Frankenstein’s Creature riesce in questo: nel prendere il senso della vicenda e farlo proprio senza mai cadere in stereotipi e banalizzazioni. Bravi quindi quelli di La Belle Games e di ARTE France (canale televisivo francese – ebbene sì – che ha prodotto il gioco) per questo punto di vista inedito e coraggioso su un personaggio di cui si è detto e si dice tanto da secoli. Non era una sfida semplice, e mi sembra vinta.

“Il libro non parla soltanto del mostro che conosciamo dalla cultura popolare,” – ha dichiarato il co-produttore di Arte Adrien Larouzée – “è la storia di ciò che accade quando l’anima di un bambino è intrappolata in un corpo adulto, e quel bambino non capisce nulla del modo in cui funziona il mondo”.



CAMMINARE NEGLI ACQUERELLI


L’aspetto della creatura di Frankenstein è davvero originale e inaspettato: il nostro personaggio infatti è fatto di stracci bianchi e ha gambe lunghe e sottili. Somiglia per certi versi a un fantasma logoro. È un essere innocente, che viene al mondo senza saperne nulla.

Starà a noi fargli esplorare ciò che ha intorno, in paesaggi sempre vari e incredibili alla vista, che attraversano l’intera Europa (e anche l’Italia) – sembrano acquerelli dipinti a mano, in un risultato grafico mozzafiato. L’avventura è divisa in capitolo, e ogni capitolo ha un titolo in latino. La cosa interessante è che il protagonista e il mondo circostante evolveranno a seconda delle sue scelte ed emozioni, guidate ovviamente dal giocatore. Sta a noi, forse più esperti di lui nel vivere, decidere se mostrargli il meglio o il peggio di questo pianeta.



UN VIAGGIO NELLE EMOZIONI


Il punto centrale del gioco, infatti, più che la storia in sé, è la scoperta delle emozioni da parte del “mostro”. Tutte le situazioni possono portare a gioia improvvisa, rabbia, frustrazione, follia, tristezza. Forse, talvolta, la storia eccede nell’ultima e fa risultare il tutto un po’ pesante e privo di speranza, pur nella breve durata complessiva.

Il gameplay di The Wanderer: Frankenstein’s Creature è molto semplice e lineare (si gioca con il solo mouse): accompagniamo il nostro personaggio alla ricerca di chi l’ha creato, il “padre” che forse saprà dargli delle risposte sulla propria esistenza dopo averlo abbandonato. È il classico gioco in cui forse c’è poco da fare, tutto sommato, tranne quando si presentano scelte o brevi enigmi relativamente semplici da risolvere. Un’altra avventura grafica moderna il cui fulcro sta più nell’assecondare il gioco che nel giocare davvero – ma ne vale ugualmente la pena. Inoltre, più si va avanti più ci si immerge nella tipologia di gameplay, e il tutto diventa in effetti più interattivo.



Un ultimo plauso all’ottima colonna sonora che, anche se non troppo eterogenea, risulta decisamente riuscita ed emotiva, e accompagna egregiamente i diversi scenari.

Valutazione

Grafica 98%
Sonoro 95%
Giocabilità 70%
Carisma 84%
Longevità 60%
Final Thoughts

The Wanderer: Frankenstein's Creature è un gioco che ha tanti obiettivi, da quelli letterari a quelli filosofici, e che, in una tale impresa, riesce a non fallire. Un titolo convincente e immersivo che, pur con qualche piccola imperfezione - e qualche minimo testo mancante per questioni di svista nell’adattamento italiano - risulta convincente, delicato ed emotivamente coinvolgente. Un titolo che dà un’incredibile ventata d’aria fresca a una storia che noi tutti già conosciamo, rendendola in qualche modo inedita, e che saprà commuovervi.

Overall Score 81%
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