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Thunder the Hedgehog – Recensione


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Prendiamo un surrogato di Sonic, immergiamolo a fuoco lento in un brodo di scenari pixelati male, aggiungiamo musiche remixate in maniera bislacca e aggiungiamo un sistema di controllo alla carlona…che otteniamo? Ma Thunder the Hedgehog, titolozzo free del team indipendente Animetro e…e fidatevi, mi sa che siamo davanti a dei fuorisciti della LJN.

Annose premesse

thunder the hedgehog 1Bisogna dirlo, Thunder the Hedghehog inizia col botto. Vi starete infatti chiedendo…ma chi cavolo è Thunder e che ci fa in un clone di Sonic? E a proposito, Sonic dov’è? Preparatevi…Sonic è morto! I programmatori, nella loro contorta storia, lo hanno fatto accoppare dal sempre più tondeggiante Dr. Robotnik (o Eggman che dir si voglia) il quale, non pago della sofferenza inflitta alla spinosa genia dei porcospini, ha sequestrato l’altro loro fratello Blood e ha rubato i “poteri della velocità” a Thunder. In cosa consista questo furto non è ben chiaro: dalla narrazione a schermo vediamo che da Thunder viene assorbita una sorta di “sfera luminosa” – avremo potuto dire “palla”, ma assorbire le palle di qualcuno di suona proprio male. In ogni caso, come intuibile da questo incipit, ci troveremo a guidare questo sbiadito – in tutti i sensi, è blu chiaro – epigono della mascotte Sega per numerosi livelli all’insegna del salto e dello zompo. Tutto ciò sarebbe anche bello, se non fosse per…per taaante cose. Passiamo al gameplay che è meglio.

Di corsa!

La prima cosa che colpisce di Thunder the Hedghehog è la colonna sonora…ma ne riparleremo oltre, nella fase del comparto tecnico. Iniziamo col dire che, di base, i comandi sono molto semplici…nonostante apprenderli e spratichirsi risulti particolarmente difficile grazie ai tremendi effetti sonori di accompagnamento. Si salta, ci si sposta…e stop. Niente skills particolari, siamo più ridotti all’osso che nel primo Sonic: in più, forse a causa dei problemi di peso (specifico?) di Thunder, il nostro puntuto alter ego non rimbalzerà sui nemici una volta colpiti ma li SFONDERA’ passandovi oltre. Scordatevi dunque tutte le meccaniche dei Sonic veri in cui bisogna sfruttare i rimbalzi sui nemici per raggiungere particolari punti della mappa di gioco…qui si danno solo craniate. Ah, e dimenticatevi un’altra cosa: la meccanica degli anelli. Thunder avrà una barra di energia, e non perderà anelli una volta colpito. E, ci teniamo a precisare, una volta colpito volerà indietro con una veemenza tale (proporzionale alla sua velocità di impatto, ovviamente) da far impallidire i protagonisti dei primi Castlevania su NES.

thunder the hedgehog 2Questo punto ci porta ad analizzare il problema più colossale e gargantuesco di questo pseudo-gioco: il design dei livelli. Avete presente il concetto di “leap of faith” del terzo Indiana Jones? Trattavasi di zompare nel vuoto per arrivare a prendere il Santo Graal. Ecco, ora pensate a un platform dove ci sono decine e decine di salti, tutti oltre baratri ove la caduta significa “morte istantanea” e avrete capito la meccanica fondamentale dei primi livelli di questa boiata. I programmatori, presi probabilmente da coma etilico in fase di design, hanno fatto in modo da creare dei livelli in cui non riusciremo quasi mai a vedere dove stiamo saltando, senza alcun indizio dato da anelli, nemici, cartelli stradali etc.: ci si muove perfettamente alla cieca senza capire nulla di dove (e come, e anche quando) staremo andando. Complimentoni anche alla meccanica dei “booster” o come si chiamano: sparsi per i livelli troveremo dei…cosi di colore arancione LSD che ci faranno partire a razzo (e a cazzo) in avanti, spesso in bocca ai nemici. Ovviamente sarà difficilissimo entrare in “spin” per abbattere i cattivi, facendoci spesso schiantare contro gli avversari senza alcun motivo, complice una risposta dei comandi non proprio brillante e una sgranatura clamorosa delle immagini. La sensazione di stress è quasi uguale a quella dell’orrido videogame di Road Runner e Wile Coyote su SNES, ma almeno qui il gioco non lo abbiamo pagato. E potremo dire molto altro, ma ci fermiamo qui.

In toto, l’esperienza di gioco tende al torturante: non vederete l’ora di premere il tasto esc, se non fosse per qualche strano senso di autolesionismo che vi potrebbe spingere a voler vedere il finale. Thunder the Hedgehog, purtroppo, non riesce a convincere in alcun comparto, arrivando a momenti a sfociare nel fastidio fisico. Peccato, perché visto il lavoro fatto su Mega Man dagli stessi autori (poi lo recensiremo) ci si aspettava di meglio…ma forse perché non avevamo visto cosa sono riusciti a combinare con un Castlevania gusto Coca-Cola (che pure recensiremo, facendovi così capire la battuta).

Glergh

Dal punto di vista tecnico, Thunder the Hedgehog non fa che continuare a far cadere le braccia al temerario – o allo sventurato – che abbia sufficiente incuria di sé per assistervi. La colonna sonora è discretamente atroce: molti degli effetti audio ricordano i rumori perfora-timpani dei test audiometrici, mentre le musiche sono generalmente dei remix oscillanti dallo scialbo al ciofecoso dei brani d’accompagnamento dei primi gloriosi episodi di Sonic su Mega Drive, se non rubate da altri giochi. Dal canto visivo, possiamo dire che la grafica è alquanto “pastellosa” e poco definita, con la situazione che peggiora drasticamente quando l’azione si fa più veloce. La pupilla ne soffre, assieme a stomaco e testicoli. I controlli non sono geniali: almeno, grazie a una utility ad hoc, si può usare il pad senza problemi.

Valutazione

Grafica 25%
Sonoro 27%
Giocabilità 25%
Carisma 21%
Longevità 35%
Final Thoughts

Thunder the Hedgehog, se non è un disastro completo, ci va davvero molto, ma molto vicino. Poco giocabile, brutto a vedersi e sentirsi, squallido e pretenzioso persino in quel briciolo di trama che si ritrova, è degno di essere giocato solo per darvi il "lustro" di dire "ebbene sì, anche io sono sopravvissuto a quella cagata". Non riesce comunque ad arrivare sulla cima dell'Olimpo della diarrea per il semplice fatto che non sia a pagamento.

Overall Score 26%
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