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Thunderflash – Recensione: Quel tamarro furore anni ’80


Il team SEEP colpisce ancora! Oggi ci presentano Thunderflash, il loro nuovo titolo che strizza occhi e orecchie alla tamarannza anni ’80 di Ikari Warriors e affini SNK, ma senza scrotum guns. Video!



Due come noi…

Thunderflash ci fa vestire i panni dei membri del team Thunderflash (che team vi aspettavate, il/la Pro Vercelli?) all’anagrafe Rock e Stan, militari belli pompati e pronti ad affrontare qualsiasi pericolo. I due eroi vengono chiamati ad affrontare una difficile missione, ossia quella di sminchiare una cellula terrorista nella remota regione del Kashmir.

L’intero pacchetto viene proposto, sotto il profilo del gameplay ancor più che sotto quella della direzione artistica, nell’intramontabile formato run and gun non solo verticale.


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A passo di mitraglia

Il gameplay di Thunderflash, rigorosamente giocabile tanto in single player che in doppio, con pieno e riuscito richiamo alla potenza e all’impedenza dei primi anni del gaming da sala e da divano, con i pad a forma di cracker. Lungo l’avventura, attraverseremo scenari ampli e piacevolmente differenziati: a differenza del suo delirante ispiratore, Thunderflash azzecca la durata dei livelli, lunga il giusto e senza maratone all’ultimo bug e glitch da sfruttare (o da bestemmiare contro) all’occorrenza.
Lo stile retrò scelto da Thuderflash impone la pernacchia alla modalità twin stick in favore delle classiche 8 direzioni – scelta stilistica in linea con l’impostazione dell’opera, che di certo non stupirà né infastidirà i retrogamer. Il livello di difficoltà si rivela sobrio, lontano dagli eccessi dell’epoca delle 200 lire ma comunque capace di offrire un discreto grado di sfida all’affamata utenza.


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Thunderflash riprende anche un altro divertente aspetto delle produzione “nate arcade”, ossia quello delle sezioni “a motore” tra un livello e l’altro: che sia gommone, jetpack o moto (in particolare qui contro dei nemici che sembrano dei Winspector a caso), sono delle divertenti alternative al classico running+gunning – premesso che la varietà di livelli e situazioni rimane sempre buona, tra avversari più o meno meccanizzate e trappole di genere.

A conti fatti, quello che colpisce in positivo di Thunderflash e la sapiente mescolanza di elementi e ispirazioni nostalgiche unite a necessità moderne, il tutto offerto in un pacchetto che risulta curato pur trasudando “indipendenza” da tutti i pori. Ci si diverte, si contano i punti, ma non si bestemmie per beghe bizzarre o livelli da 36 ore l’uno con morte istantanea.


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Tecnologia d’antan


Il comparto tecnico di Thuderflash si rivela soddisfacente. La grafica è pennarellosa quanto basta, con un feeling di “fatto in casa” piacevole e che non stona con le ispirazioni “storiche” che fanno da base al gioco. Gli ambienti sono abbastanza vari, tanto per cromatismi che per design, arricchiti da qualche chicca come i “completini invernali” nei livelli al freddo e i volti dei personaggi deturpati dalle mazzate quando la lifebar è bassa. Mille pollici su, poi, per la cover dell’habitué Oscar Celestini, che come sempre decora la “confezioni” dei titoli del due torinese.

Le musiche, sempre firmate dalla garanzia Andrea Baroni, sono perfettemante in linea con lo spirito retro mantenendo una forte personalità di loro. Qualche piccolo scivolone invece negli effetti sonori, con alcune scelte che, seppur anch’esse in linea con la tamarranza anni ’80, finiscono un po’ troppo per dare un feeling da Rambo Turco.

Molto buono anche il sistema di controllo: Thunderflash offre una buona padronanza dei nostri alter ego, evitando fetecchie di genere e soprattutto dinamiche simili ai suoi ispiratori, dove ogni movimento era più incriccato di una sterzata su di una Land Rover d’epoca.


Valutazione

Grafica 78%
Sonoro 83%
Giocabilità 82%
Carisma 83%
Longevità 77%
Final Thoughts

Thunderflash riesce in pieno a centrare l'obiettivo che si pone, ossia quello di portare sugli schermi contemporanei un contributo indie alla gloria arcade e non solo del run 'n gun di scuola SNK. Il divertimento c'è, la nostalgia pure ma senza rompere le balls, in particolare riguardo al piacevole abbandono di magagne datate. Per la fascia di prezzo in cui si pone, è di sicuro un ottimo acquisto per i fan del genere.

Overall Score 80%
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