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Torino Comics 2016 – Report sul posto e Fotogallery


Immancabile, la banda di Truegamers ritorna a visitare i meandri più nerd del Torino Comics, o meglio, del Torino “Comics”, che si presenta in formula rinnovata cambiando sede presso il PalaOval; più spazio, quindi più cose da vedere, giusto?
Snì.
tocomics 2016 (17)Prima di tutto, quest’anno c’è un errore all’interno del titolo: probabilmente gli sarà sfuggito in sede di preproduzione, ma il Comics non ha molta rilevanza.
Se infatti negli anni scorsi l’evento era dedicato ai fumetti, con poi sempre più possibilità di spaziare in altre aree nerdiche, ora è tante cose nerdiche, con sì qualche spazio dedicato ai fumetti. Pochissime case editrici presenti, spazi dedicati ai disegnatori in cubicoli tre pareti e tavolino che nemmanco Phantasmagoria 2, qualche incontro o poco più; le stesse fumetterie sembrano essersi piuttosto ridotte in numero, il che stride con il discorso “cambiamo sede perchè qui vi saranno più spazi per tutti”.
Con calma.

Zool, mother**cker, Zool!!!

Zool, mother**cker, Zool!!!

 

Gli spazi abbondano, e si riescono a trovare isole felici anche nei giorni di maggior folla, ma la gestione di questi fa alzare lo sopracciglio: un esempio l’area gaming, novità interessante e ben gestita sul piano tornei e commento a mò di cronaca sportiva (il nostro Giuliano Luongo purtroppo si è perso commenti angloitaliani come gli piacciono tanto, tipo “guardate come jumpa, straifa e poi shotta al momento giusto”), ma sistemata in una larghezza inusitata, con sedie e sedie per assistere alle partite principali, affiancate ad uno spazio dove i fanboy potevano incontrare gli IUTUBBERS accalcandosi attorno ad un balconcino uno sull’altro in una massa umana che manco Society di Yuzna. Per poi? Lanciare oggetti da autografare, fare foto col telefono e distillare abbondanti fluidi corporei.
Prima però di cadere nel sociale, passo invece a spiegare un po’ meglio l’area videogiochi, con tornei interessanti tra i quali Heartstone, l’onnipresente LOL, Starcraft e Counter Strike Go. Ah sì, e anche Battlefield. Tante squadre, chi ha partecipato è parso abbastanza soddisfatto di questa prima volta.
tocomics 2016 (22)Una mossa a destra e poi parte lo schiacciamento umano: tutto lo spazio autori, quartiere giapponese, retrogaming e memorabilia varia scivola sotto un generico AREA SHOPPING, mostrando così il vero fine probabilmente dell’evento. Stessa cosa per autoproduzioni, giovani artigiani e disegnatori, e giochi da tavolo: tutto sparso, zero parti tematiche, con la conseguente visita a rimbalzoni se ci interessava magari un certo prodotto piuttosto che un altro. In mezzo a questo anche lo spazio doppiatori, con incontri interessanti per capire il mestiere… ma anche qua, perchè shopping? boh. Ah no, è una altra sottoarea dal nome AGORA’. Ah.
Buone le mostre di disegno, ma in contesto simile sembrano più lo sfondo colorato per il passaggio della gente. Peccato, perchè vi erano pure esposizioni interessanti come le sexy curve sbavose ehm ARTISTICHE della buona Elena Mirulla, la triennale su Dylan Dog, le follie sarcasticosacre di Don Alemanno, Mytomakya e le locandine filmico disneyane del Mottura.
Terza parte del complesso l’area COSPLAY E ASSOCIAZIONI. Hm, ok. Quindi suppongo un palco con gente che si sfida allo migliore mascheramento e messa in scena di personaggi var… anche. Viene deciso che catalogati come cosplayer sono anche tutti gli appassionati di serie tv e film, quindi in questo stesso luogo troviamo i fanclub di

Insospettabili schermidori.

Insospettabili schermidori.

Battlestar, così come Star Wars, Dottor Chi, Signore degli Anelli, Ghostbusters, etc etc. Gli spazi di per sè sono bene gestiti e animati, anche perchè queste associazioni ci sanno veramente fare e si nota il loro amore alla follia per queste serie del grande e piccolo schermo, ma da lì ad accostare il tutto al cosplay è un po’ azzardante: sì, il titolo unisce ambo le cose quindi sono pignolo io e blah blah blah, ma fino a un anno fa c’era giustamente uno spazio detto SCI FI o similare… dato che ci sono altre mini aree, perchè non farne due anzichè una con tutto? Non parliamo poi (ma in realtà sì) dell’Umbrella Italian Division: li abbiamo sempre amati e visti crescere, con materiali e figuranti in più, percorsi da attraversare ed elicotteroni in campo… ma serve uno spazio unicamente loro. Vi è stato un livore collettivo verso costoro e la loro musica, talmente alta da coprire gli stessi spettacoli vicini, così come allarmi zombie e conseguenti spari talmente cadenzati da far rimbombare i maroni a tempo agli stand accanto in una versione survival horror della Torre di Londra (es. DEEENG DEEENG Blam! Blam! Toh, son già le quattro!). Sicuramente di impatto, ma in un esterno sarebbero meglio per la convivenza civile.

Conclusioni finali

Torino Comics 2016 fa lo strabotto di pubblico, con 55.000 ingressi, ma questo non toglie che qualcosa del meccanismo sia andato del tutto in mona. Troppe code fuori e dentro, troppi casini con gli accrediti (sia noi che altri sono passati come già accreditati giorni in cui non erano presenti, uhm uhm), odio nelle masse nel non potere uscire e rientrare quando si volesse, salvo riaccodarsi e ripagare un biglietto ormai bello tosto.
Io non so per il prossimo anno come sarà, ma qua i germi Gamesweekici ci sono tutti: vedete quantomeno nel caso di avere il buon gusto di cambiare nome alla manifestazione. Giusto per informazione corretta. FOTOS!

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