Torino Comics 2022, il nuovo mondo del fumetto (?)

Da mò ormai riusciamo a fare una capatina durante le maggiori manifestazioni a tema nerd dello Stivale, e spesso siamo capitati in quel del Torino Comics, che riusciva a portare a casa l’obiettivo tra qualche alto e basso.

Beh, da questa edizione 2022 posso dire che è successa una svolta importante verso il meglio, con ancora qualche aspetto da aggiustare, ma garantendo un mix valido per tutti i visitatori, e facendomi venire qualche riflessione sul futuro di questo tipo di fiere.

SPAZIO ALLO SPAZIO

Varcata una delle soglie di accesso, il mio primo pensiero è stato un “ooh, questa volta hanno capito tutto”. Sarà il Covid ancora un po’ nell’aria, saranno i consigli pervenuti da tanti tanti passati visitatori, ma finalmente l’evento ha preso i suoi spazi. Due padiglioni, suddivisi circa per aree tematiche (fumetti e serie tv in uno, giochi da tavolo, carte collezionabili e videogame/esports nell’altro), ed una novità di livello, consistente in un terzo spazio all’esterno, dove concentare l’area cibo e quel tipo di eventi da maggior concentrazione di pubblico: ad esempio, finalmente l’Umbrella Italian Division ha la possibilità di sfogarsi in tutti i suoi spettacoli a tema di spari e zombi senza coprire sonoricamente i 2/3 dell’area circostante.

Diversi ingressi, per potere accedere ad aree ricche per ogni declinazione di quanto detto, e finalmente i COMICS del titolo ritornano ad avere una loro importanza: tra incontri con autori e disegnatori (tra i quali tanti nomi celebri come Cavazzano, Ziche, Mottura, Ortolani e soci), e conferenze su diversi temi legati al mondo del disegno fumettato, il nome dell’evento torna, quantomeno parzialmente, ad avere un suo senso. Più poi passeggiavo tra gli stand, più notavo che ogni tipo di pubblico poteva trovare qualcosa per sè. Amanti del wrestling italico, dei cabinati, dell’oggettistica nipponica, ma pure tre palchi dedicati alle coreografie del K-Pop (scèacchipiace), a concerti e cosplay (numeri da capogiro per il sempiterno Giorgione Vanni), ad uno spazio per gli E sports con schermi e commento in diretta. Ospiti tra gli influen… vabbè i content creat… vabbè quelli lì famosi sull’Internetto, a disegnatori, scrittori, attori delle serie, doppiatori… un bel pout pourri insomma, che riassumerò nell’immagine del signore over 60 che con il mio massimo rispetto girava in cosplay da Tex Willer. Ecco, qui si può.

… MA HO UNA SENSAZIONE STRANA… cos’è…?

Dopo un’ora di vagabondaggio tra giochi da tavolo giganti, balli retrò di Feudalesimo e Libertà e giganti pupazzoni di ogni anime che abbia visto la luce, ho cominciato a notare che… possibile, anche così, dopo lodi sperticate ad una fiera del fumetto/nerd che finalmente pareva tale in senso compiuto, mancasse qualcosa?

E infatti qualcosa sì. Principalmente, la possibilità di cercare fumetti e buona parte se non tutta di fumetterie.

Ora, ormai era difficile aspettarsi specifici editori in stile Salone del Libro, ma ho notato che, tavolate di manga a parte, tutto la parte restante del mondo fumettaro era mancante dal punto di vista della vendita: è quasi un paradosso che con il ritorno di focus anche sui comics, poi sia difficile trovarne più di tanti per portarli a casa, se non un paio di mezzi banchi. Ripeto, manga a parte, e questo mi fa pensare che sia proprio il taglio della fiera ad essere cambiato in quel modo: la minor presenza delle fumetterie in senso stretto per graphic novel e roba americana mi ha fatto pensare che il TO Comics ha comunque deciso di focalizzarsi molto nel suo piano commerciale sulle generazioni più giovani, ma senza neppur troppo abbondare da quel lato. Altra assenza, anche se in modo minore, quella del retrogaming, con qualche piccolo spazio e poco più. Però, per dire, nello stesso tempo a prendere rilievo molto più che altri anni è stato il mondo boardgames, cosa che gli editori ludici di casa nostra dovrebbero tenere in considerazione per qualche stand in più in futuro: paradossalmente era più facile acquistare un set di dadi personalizzati che l’ultimo numero di un Deadpool.

Ma quindi alla fine ci siamo o non ci siamo?

Alla fine forse siamo davanti ad un nuovo inizio, e non ci si può aspettare subito molto di più: diciamo che in questa edizione è iniziato un processo di rinnovamento che sicuramente ha fatto del bene alla manifestazione, come peraltro confermato dal record di presenze nel corso dei giorni di apertura. Il Torino Comics 2022 sta cercando di circoscrivere in modo preciso cosa voglia dare a quale pubblico, cercando però, dopo tanto tempo, di tornare a raccogliere il più diverso pubblico possibile, con sapori diversi per palati diversi, da quelli che gustano ciotole di ramen a coloro che amano ancora leccare le metalliche schede dell’interno di un Atari 2600.


Complice la prima volta di allargamento degli spazi si è anche notato qualche spazio più vuoto, che potrebbe essere utilizzato ad arte in futuro per migliorare l’esperienza, magari, se l’idea è quella di stare meno sul raggruppamento di fumetterie, facendo intervenire di persona qualche casa editrice fumettosa e con qualche altro stand interessante.

Vedremo vedremo, ma ad ora… okk!

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