Genere, PC, Recensione

Trine 2 – Recensione


Frozenbyte

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Frozenbyte

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Genere

C’era una volta, tanto tempo fa, un simpatico oggetto di nome Trigono, il cui scopo era quello di unire le anime di tre condottieri valorosi, spedendoli in giro per il regno a sconfiggere le forze del male… ok, inizio dannatamente fiabesco, ma non può essere che così dopo una giocata fino al fondo di Trine 2, platform lussureggiante ed articolato che ci darà più d’una soddisfazione: e via con l’esplorazione !

Un videogioco dipinto

trine-2-artwork-7_thumbLo so, di solito dovrei partire parlando di trama o giocabilità, ma questa volta la grafica supera ogni altro punto e si insedia con forza al primo posto della scaletta: una meraviglia. Effetti di luce, piccole ragnatele tessute, vegetazione lussureggiante e grandi costruzioni polverose, in un amalgama che ci porta dentro alle illustrazioni di un vecchio libro di racconti fantastici: l’ambiente sotto ai piedi dei tre protagonisti però non è statico, bensì più vivo che mai, brulicante di creature, api, aria, bolle e funghi, e ancora piante carnivore, corsi d’acqua e lingue di fuoco. Tutti gli elementi naturali non sono solo di contorno, ma pure manipolabili per raggiungere nuove locazioni, magari segrete, portandoci così a modificare l’ambiente deviando flussi di acqua magica per bagnare il terreno e far crescere all’istante piante gigantesche, o deviare lo sputo infuocato/corrosivo di un vegetale dispettoso per distruggere blocchi e transenne. Ok, ed ora che l’occhio è appagato, passiamo a spaccarci un po’ i polpastrelli con un gameplay vecchia scuola di quelli che si fanno rispettare.

Bigger is better

Trine_2_2011_Oct_007_720p…o anche “più grosso è, meglio è”, che pare la filosofia imperante alla base del gioco, il quale riprende elementi classici del primo capitolo per sfruttarli in situazioni del tutto nuove. Come sempre avremo a disposizione i tre eroi conosciuti, quali Zoya la ladra, capace di muoversi con grazia e tirare un rampino verso una qualsiasi piattaforma di legno per potersi poi issare e dondolare, raggiungendo così posti alti e di difficile accesso, armata da un fidato arco le cui frecce potranno essere upgradate rendendole davvero letali, arrivando anche a congelare temporaneamente i nemici; il mago Amadeus, che imponendo le sue mani porta oggetti e nemici a levitare nell’aria, creando altresì dal nulla scatole e scatoloni, se non vere e proprie piattaforme: purtroppo è l’unico dei tre a non essere direttamente armato, quindi è il caso di darsela a gambe se si trovasse di botto in mezzo ad un bel rissone, cosa frequente in questi boschi malfamati; ultimo della serie ma non per questo meno importante il paladino Pontius, che fortunatamente accompagna una passione per il buon cibo a del sano esercizio fisico: benché lento sarà infatti l’unico in grado di sbaragliare le truppe nemiche, armato di spada e martellone, e proteggendosi da fiamme e proiettili con il suo inseparabile scudo. Spendendo poi punti esperienza saremo in grado di rendere i nostri tre amici davvero invincibili: ad esempio l’ultimo citato Pontius potrà contare su una spada di fuoco ed uno scudo di ghiaccio, che fanno prendere un terribile raffreddore, ma ci trasformano in una macchina da guerra senza pari.
trine 2 41Questa volta ci troveremo guidati dal Trine verso una terra popolata dai goblin, dove incontreremo le grazie di una austera regina e di un… fiore parlante. Esatto. Avete letto correttamente. Per scoprire dettagli in più su ciò che sta succedendo, troveremo nascosti in giro bauli con indizi scritti a mò di poesiole, sino alla rivelazione finale (e no, niente spoiler a sto giro).
Il problema però sta nella grandezza anche di nemici ed ostacoli: infatti l’acqua che scorre nel boschetto sembra essere stata miscelata alla sua sorgente con sostanze magiche e nandrolone, e questo porterà ragni, lucertoloni, serpenti e piante assassine a crescere a dismisura, portandoci alla doppia strategia del “corro schivo e ti saluto” o “mi armo e maciullo tutto ciò che incontro, e al diavolo le dimensioni”. Boss, orde di goblin, sia con scudo che normali, che odiosi arcieri imboscati, ci attenderanno in ogni angolo, con momenti di scontro bilanciati da sequenze invece più riflessive: già, perché per superare molti se non quasi tutti i punti del gioco è necessario non solo avere una certa prontezza di riflessi, ma pure studiarsi una tattica con gli elementi a disposizione, tra tubi che sputano getti di aria a meccanismi a tempo da avviare tirando pesantissime leve. Sorpresa finale gli specchi magici, in grado di trasferire persone ed oggetti, dando così ai tre baldi uomini (anzi due, una è donna, quindi ai due baldi e alla balda) la possibilità di farsi una bella partita a Portal dal vivo. trine 2Accendere luci, premere pulsanti, tirare leve e meccanismi rotanti si alternano e mescolano per tutto il gioco, ma in modo tale da rendere ogni singolo livello, o parte di esso, una piccola sfida da risolvere: ora farò di nuovo la figura del nostalgico, ma ogni tanto mentre percorrevo le fangose foreste di Trine 2 mi tornava alla mente quel giuoco ora un po’ dimenticato dal nome Oddworld, sicuramente più cattivo, frustrante e bestemmifero di questo, però se non ne siete a conoscenza, andateci a dare un occhio, così, per curiosità.
Menzione anche per il tappeto musicale, il quale ben si adatta alle atmosfere fantasy in uno stile oserei dire quasi celtico, ed il cui tema principale vi rimarrà di sicuro in mente; giacché di orecchio si parla, vediamo di citare pure il doppiaggio, ovviamente in lingua anglofona e sottotitolato, il cui lavoro è pregevole, ma una volta tanto sono dispiaciuto di una mancata localizzazione; la voce impostata del narratore aveva sempre il suo perché.

Valutazione

Grafica 95%
Sonoro 89%
Giocabilità 90%
Carisma 90%
Longevità 89%
Final Thoughts

Trine 2 riesce nel riconfermare il successo del gioco precedente, grazie ad una struttura precisa e studiata, pressoché priva di bug (raro in un gioco dalla mille opzioni), e stupendoci nel frattempo con una grafica particolareggiata e straordinaria. I goblin che prendono la rincorsa per raggiungerci e combatterci nella nostra visuale bidimensionale, o viceversa spuntano come funghi da sotto lo schermo sono davvero mozzafiato, anche nella loro semplicità di realizzazione: Trine 2 può sembrare a volte un po’ contorto o ripetitivo, con alcune soluzioni ai problemi più fortuite che di ingegno studiato, ma è senza dubbio qui a spiegarci come spesso nelle piccole cose si trovino grandi capolavori. Questo gioco è come un buon libro, da leggere e poi lasciare per un po’, e riprenderlo magari in futuro con un pizzico di nostalgia per quei fantastici momenti. A meno che ovviamente non vi sentiate incompleti, o siate dei fissati e vogliate cercare tutti i posti nascosti, pena una sofferenza maggiore della vostra vita interiore: in ogni caso rimarrete appagati, sia nell’occhio che nella mente (e pure l’orecchio si panciollerà). L’ennesima riprova che il platform sia un genere che non ne vuole ancora sapere di invecchiare. Una ricamatura videoludica di pregio.

Overall Score 90%
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