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Un giro per il Cartoomics 2019!


Anche quest’anno siamo riusciti a partecipare come fierarecensori al Cartoomics, che nella sua edizione 2019 ha riservato anche qualche sorpresa dal lato videoludico, che ovvio è quello che più ci aggrada (e compete).

Ma dal lato nerdico generico direi che posso senza malizia utilizzare il termine “ineccepibile”: la fiera di Rho è davvero un pilastro del settore, con una amalgama di fumetto (sia venditori che case editrici, da quelle più famose agli autoprodotti), gadget, film, videogames, cosplay e boardgames. Tanti gli incontri con personaggi noti di tutti i settori di cui sopra, ma mi permetto la personale lacrimuccia per la sessione di incontro con il semper noster Max Bunker, autore di Alan Ford, fumettazzo che zitto zitto è arrivato ai 50 anni di carriera, e di cui si è potuto assistere a qualche pannello ad anteprima della mostra a lui dedicata in quel di Milàn.

Ma ora cianciamo le bande e parliamo di viddeogiuochi (scritto proprio così): l’area è strutturata come tutto il resto in settori ben definiti, che articolano spazi gaming per i vari tornei da fiera (scontati come lo scontato LOL e Fortnite, ma ho visto anche un po’ di Raimbow Six, che non guasta…), modellatori di personaggi dalle scuole dedicate al gaming e qualche banco per potenziare il nostro scatolo preferito e trovare buoni pneumatici per la Master Race. Tra le autoproduzioni si è anche ritrovato il folle stand dei creatori di Call of Salveenee e affini, che quest’anno ci deliziano, superando il confine oceanico, con un Rise of Trump da antologia, titolo esplorativo in terza persona, dove si guida un buffo personaggio arancione col ciuffo… tipo a distruggere tutti e conquistare la Banca d’America. O meglio, questo quanto visto nella demo a disposizione: sempre dei simpatici folli.

Ma ottimo è stato anche lo spazio retrogaming, con sempre una buona sequenza di vecchie tv a schermo vitreo per godersi meglio piattaforme e consolle d’antan (salvo giusto qualcuna, dove ok l’effetto vintage, ma non ho mai visto un Mario Bros così slavato), ma pure con un tuffo nelle vecchie e mai dimenticate sale giochi. Nessun gettone da acquistare, ma tante macchine arcade ritarate per funzionare a suon di pezzi da 50 centesimi: si ritorna così a skillarsi su Puzzle Bobble, Out Run, picchiaduro da antologia o magari tentare di finire Pang e vendicare l’onta non voluta dal Giulianoluongo redazionale. Ma per finire, veramente una chicca, sono stati a disposizione anche un nutrito numero di flipper! Esatto, i pinball, ovvero la prima forma di videogioco comune per il signor A. Baricco (sic), tutti funzionanti nel modo di cui sopra e pronti a far rotolare le loro balle. A parte qualche generico viaggio nella giungla o raggruppamento di animali buffi, menzione d’onore per chicche tra le chicche quali quello dei Simpson con divano, bar di Boe e testa di Homer girevole, quello di USA 94 (che già allora faceva gridare al “ma perchèèèèè???”, o quello che ho tentato personalmente, e non poteva essere altrimenti essendo stato a tema Ai confini della Realtà, con tanto di alieni anni 60 e tante buffe citazioni ovunque. E come non si poteva cedere alla tentazione (ed ho pure fatto recordone, per portare alta la bandiera Truegamersica).

Ammetto che quando è comparso sullo schermino l'”autostoppista inquietante” mi è venuto un attimo di terrore e senso di “oddio mò se perdo come minimo mi risucchierà l’anima”.

Per concludere, davvero un’ottima fiera, con novità e curiosità passate per ogni amante delle varie categorie trattate, che ben si è meritata un giro di quasi tutta un’intera giornata, e che sicuramente avrò sintetizzato dimenticandomi qualche pezz TIPO L’area fantasy, la pianola a piedi, le tamarrate petardose dell’Umbrella Italian Division, i tornei di giochi di carte conosciuti e non, le conferenze cinematografiche e fumettistiche, la realtà virtuale, il simulatore di Animus e figuranti Assassinscriddici, il ring da wrestling, il muretto soffiteir… etc etc etc etc etc etc.

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