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Una sgambata al Torino Comics 2019! – Report e Foto


Come mancare un immancabile giro al Torino Comics edizione Full e non solo ristretta invernale… ma stavolta, non so. C’è qualcosa che mi è sfuggito.

Mi spiego meglio: è come se avessi notato una certa disorganità nel tutto. Non disorganizzazione, eh, non leggete male, ma con sto strano neologismo intendevo una disposizione degli stand un po’ a macchia di leopardo. Se ormai non vanno da molte parti le critiche alla scarsità di comics in barba al titolo della manifestazione stessa (e suo cringioso manifesto per quest’anno), ho avuto come l’impressione che sia stata chiusa in fretta e furia come spazi, portando tra due saloni interi una divisione fatta di un po’ di giochi nel posto solito, poi qualche altra associazione ed i Lego da un’altra parte; tanti, tanti, stratanti i banchi di memorabilia oggettistica pupazzistica nerdica ed animosa, che hanno superato il limite medio degli anni passati e sono diventati il vero centro della manifestazione, diciamolo.

E la sensazione dolceamara che ho avuto è questa: il trovarmi a raccontare un qualchecosa di pressochè già visto, senza particolari exploit, e con grande similiarità a quanto visitato a fine 2018, con due robe in più a giustificare la grandezza completa della fiera. Poi, non sono mancati ospiti importanti, tizi dallo youtubo ed idee carine, come l’area con gli artisti all’opera dove poterli osservare dal vivo nel creare quadri ed illustrazioni a tema fantasy… però poi finisce tutto lì. Per le aree giochi tavolistici mi è sembrato di vedere più associazioni per la stessa quantità di tavoli a disposizione, ma bene per la presenza di qualche prototipo in più: ci starebbe un angolo dedicato dove si possano mostrare le proprie creazioni e testarle con un pubblico così grande e variegato. Ma sto scivolando via dalla ciccia corposa che a noi interessa di più, ovvero dalla parte videoludica: sarà che, nuovamente, non c’è un granchè di nuovo sul fronte occidentale.

Lo spazio per i tornei di cosplay: sarò stato sfigato io come orario di passaggio, ma ho sentito davvero poco, poco calore da parte del pubblico. O in breve, ognuno se faceva gli cacchi sua.

Qualche spazio PC, un simulatore automobilistico come nel Winter Comics, i classici tornei (ma area piccina rispetto ad altre fiere) pochi pochi venditori di retrogaming (e con i consueti prezzi di discreta importanza, tipo 10 euri per giochi di football semisconosciuti o per quella perla che ci segnalò ben 8 anni fa il buon “Ammaronatore”, ovvero Ghosthunter) una piccola area con i giochi da sala, incastrata tra gioconi grossi di gomma “coi cosi che girano” che funzionano come luna park per i bambini, e che ho visto anche durante Cartoomics, dove però l’offerta era così piena che diventavano una parte del tutto, e non solo un riempitivo spaziale. Ed è forse questo il problema che ho visto, sintentizzando, in questa edizione: sembra che l’accessorio sia servito a colmare dei vuoti del necessario. Più disegni e disegnatori, più idee ma soprattutto qualcosa di nuovo sul lato strettamente fieristico, evitando che la maggior parte del primo capannone sia basata su banchi essenzialmente uguali tra loro.

Quindi sarò conciso, ma qui la scelta da fare è una sola, alla storia a bivi (o alla Bandersnatch se volete essere fichi e moderni, anche se per me rimarrà il mostro col braccione di RE Code Veronica ebbasta): o sviluppate le buone idee già presenti in piccolezza, inserendo magari spazi per gli autoprodotti sia ludici che videoludici, che ah già fumettistici, e magari con qualche prezzo di favore per esporre, oppure …chiedo pietà, cambiate il nome all’evento in tipo “Torino Be Nerd”, “Torino Luna Park Pop” o “Torino Gadgets”, così da almeno risultare più calzante al risultato finale.

FINALE A SORPRESA

Ho appena visto lo spazio dedicato ai fumetti al Salone del Libro… ed è tipo tre volte di più di quello di questa fiera comics. Ordunque?

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